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FERMIAMO IL MASSACRO DEI BAMBINI IN BRASILE – WITNESSES NOT ACCOMPLICES

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LOGO - WITNESSES NOT ACCOMPLICES (con sfondo quadrato)      Il 20 novembre 1989 è stata approvata a New York dall’Assemblea Generale dell’ONU la Convenzione sui diritti del fanciullo.

Ratificata da ben 196 stati, risulta essere, oggi, la convenzione in assoluto con il maggior numero di adesioni.

Tutti gli stati si sono impegnati a riconoscere ai bambini il diritto ad essere ascoltati, a non essere discriminati, il diritto ad essere protetti, il diritto alla vita, alla sopravvivenza, allo sviluppo, al nome, alla identità, insieme a tanti altri importanti diritti che rendono, o dovrebbero rendere il nostro mondo civile.

La Convenzione con l’art 43 ha istituito il Comitato sui Diritti dei Fanciulli che ha il compito di esaminare i progressi compiuti sulla protezione dell’infanzia in tutti gli stati che hanno ratificato la Convenzione.

Il Comitato è composto da diciotto esperti di alto profilo umano e professionale che vengono eletti dall’assemblea dell’ONU a scrutinio segreto.

Il Comitato è la massima autorità mondiale sul tema dei diritti dei fanciulli

Il 2 ottobre 2015 il Comitato dell’ONU ha pubblicato la relazione periodica sullo stato dei diritti dell’infanzia in Brasile.

Nel documento leggiamo che il Comitato è seriamente preoccupato per la violenza esercitata dalla polizia brasiliana nei confronti dei bambini di strada e bambini che vivono nelle favelas.

Il Comitato denuncia un elevato numero di esecuzioni sommarie di bambini da parte della polizia militare e della polizia civile.

Si denunciano torture e sparizioni di bambini durante operazioni militari e da parte delle forze di sicurezza, in particolare nelle favelas.

La vice presidente del Comitato sui diritti dei bambini, Renate Winter, ha dichiarato che la violenza nei confronti dei fanciulli è concentrata a Rio de Janeiro, dove è in corso una vera e propria operazione di pulizia in occasione delle prossime Olimpiadi.

Si svolgerà infatti a Rio de Janeiro dal 5 al 21 agosto la trentunesima edizione delle Olimpiadi ed è per presentare al mondo una città senza problemi che i bambini di strada spariscono o vengono uccisi dalla polizia.

Le Olimpiadi sono simbolo di universalità e fratellanza, sono un’occasione per promuovere i valori della solidarietà e della cooperazione fra i popoli.

Non possiamo fingere che siano Olimpiadi normali, non possiamo rimanere in silenzio.

Non saremo nè complici, nè spettatori passivi di queste atrocità.

Le Olimpiadi, fra spettatori paganti, diritti televisivi, iniziative commerciali, concessioni edilizie, infrastrutture, muoveranno un giro di affari di decine di miliardi di dollari

Noi ci rivolgiamo al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, perchè si faccia garante per realizzare il progetto – Witnesses not Accomplices – che prevede che il 3% di ogni transazione commerciale, per queste olimpiadi, sia destinata ai meninos de rua attraverso le numerose associazioni che si occupano dei bambini di strada.

Se non ce la faremo a raggiungere questo obiettivo entro il 31 luglio, chiederemo ai nostri atleti, alle nostre organizzazioni sportive, ai nostri governanti di boicottare le Olimpiadi e ci impegneremo a non partecipare, a non essere spettatori di una inaccettabile ipocrisia.

Abbiamo pensato ad un programma basato su tre punti.

1. Firma la petizione e condividila con tutti i tuoi amici, ma non fermarti ad oggi, devi continuare fino al 31 luglio.

2. Contatta giornalisti, atleti, politici, personaggi famosi perchè diventino, con te, testimonial di questo progetto.

Mandaci un video o pubblicalo tu stesso e mandaci il link, in cui il personaggio che hai coinvolto dichiara di aderire alla campagna “witnesses not accomplices”.

3. Diventa attivista di questa campagna.

Metti MI PIACE sulla nostra pagina FB .

Se non fai parte del problema, diventa la soluzione. Non sarò complice, ma testimone.

 

5 MAGGIO GIORNATA CONTRO LA PEDOFILIA – LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA SOCIETA’ ITALIANA DI NEUROPSICHIATRIA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA, DOTT.SSA ANTONELLA COSTANTINO

       SINPIA2aNel giorno della lotta alla pedofilia, non può passare sotto silenzio il fatto che la SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza – www.sinpia.eu) dal 2007 mantiene nelle sue “Linee guida in tema di abuso sui minori” il riferimento espresso ad una sindrome inesistente: la PAS – Sindrome di Alienazione Genitoriale.

      Nelle Linee guida si legge punto. 3.3 (pag. 10) : “Una ulteriore forma di abuso psicologico può consistere nella alienazione di una figura genitoriale da parte dell’altra sino alla co-costruzione nel bambino di una “Sindrome di Alienazione Genitoriale” (Gardner, 1984)“.

Lo sforzo di questa società scientifica di costruire linee guida attendibili per l’individuazione dell’abuso rischia pericolosamente di franare avendo inserito nel proprio ambito di valutazione un esponente della categoria pro-pedofilia, rappresentato da Richard Gardner, la cui teoria, rifiutata in ambito scientifico, è nata storicamente per tutelare con false teorie i padri abusanti dalle accuse dei bambini.

Gardner ha cercato di mettere il bavaglio ai bambini e alle madri che hanno avuto il coraggio di denunciare le violenze in famiglia inventandosi la PAS – Sindrome di Alienazione Genitoriale – che è considerata “scienza spazzatura”, con questa falsa malattia pretende di dimostrare, attraverso criteri privi di serietà, scienza e buon senso, che le accuse di incesto sono false perché generate da madri e donne malvagie che hanno manipolato i loro figli a danno dei padri.

Gardner ha costruito una teoria per dimostrare preventivamente, attraverso una diagnosi fasulla di una malattia inesistente, che l’accusa o la denuncia di abuso è infondata.

Le Linee Guida della SINPIA hanno compreso infatti la diagnosi di PAS fra le cause che spiegano le false denunce: punto 6.1. punto 3) (pag. 21): Le denunce infondate o falsi positivi – A questo gruppo appartengono abusi dichiarati ma in realtà non concretamente consumati, trattandosi di una (…) effetto di una sindrome di alienazione genitoriale.

SI-PAS    Gardner è considerato un attivista della pedofilia e la sua operazione ideologica è univocamente e sistematicamente indirizzata a violare i diritti di tutela di donne e bambini.

    Nella giornata contro la pedofilia, nel momento in cui la parte sana di questo paese è scossa dagli eventi traumatici del Parco Verde di Caivano, che hanno mostrato un contesto allargato di omertà e silenzio, non possiamo non segnalare all’opinione pubblica l’accoglienza che Gardner ha trovato in una Società finalizzata al benessere dei bambini e degli adolescenti.

La Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, se insisterà nel confermare le teorie di Gardner, che oramai sono state pubblicamente sconfessate anche dalla Corte di Cassazione (S. Cass Civ I sez. 7041/13, che ha definito Gardner uno psichiatra che giustificava la pedofilia e dal Parere dell’Istituto Superiore di Sanità che non ritiene che tale costrutto abbia né sufficiente sostegno empirico (…) né rilevanza clinica tali da poter essere considerata una patologia) sarà responsabile non più di un errore, ma di una scelta “politica” orientata a violare pesantemente il bisogno di scienza, di verità e protezione di cui le madri, le donne e i bambini hanno bisogno e diritto.

Con la presente lettera chiediamo alla Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia, in persona del suo Presidente dott.ssa Antonella Costantino, di prendere pubblicamente le distanze dalla PAS e dalla ideologia dell’Alienazione Genitoriale (che utilizza gli stessi criteri diagnostici della PAS) e togliere ogni riferimento nelle sue Linee Guida di tale spaventoso errore scientifico ed orrore ideologico.

Il Movimento per l’Infanzia

Elvira Reale, psiucologa, Napoli.   Serenella Pignotti, pediatra, Firenze. Andrea Mazzeo, psichiatra, Lecce.  Girolamo Coffari, avvocato, Firenze

CONVEGNO A FIRENZE SULL’IDEOLOGIA DELL’ALIENAZIONE PARENTALE

imm1Si terrà il 5 maggio 2016 a Firenze, presso la Regione Toscana un convegno dal titolo “Figli che rifiutano di incontrare un genitore.  Analisi del fenomeno e strategie di intervento

Tutti gli interventi sono centrati sulla importanza della bigenitorialità e sulla alienazione indotta e traumatica, nonchè sulla cura e sulle ragioni del rifiuto del bambino.

Il Movimento per l’Infanzia fa presente che l’Alienazione Parentale è presentata come un fenomeno sociale, senza che venga considerata l’ipotesi che il “rifiuto del figlio” sia dovuto a forme di abuso, maltrattamenti o violenza assistita”.

Gli abusi e i maltrattamenti in famiglia, come la violenza sessuale, assistita e psicologica, sono fenomeni sociali diffusi e sommersi che centinaia di ricerche svolte in tutto il mondo, hanno dimostrato interessare una percentuale significativa di bambini (dal 10% al 30%).

Il rifiuto verso un genitore trova quasi sempre quindi la sua naturale spiegazione proprio nell’ipotesi della violenza domestica; concludere, con gli automatismi tipici della PAS e dell’Alienazione Parentale, che le paure dei bambini verso il genitore violento, perverso o maltrattante, siano da imputare alla madre (si tratta quasi sempre di questo) che manipola i figli significa:

  • promuovere una posizione ideologica, perchè non vi è alcuna ricerca scientifica o empirica che dimostri che l’Alienazione Parentale sia un fenomeno sociale e non, invece, marginale.
  • rimanere ai margini della scienza, perchè l’Alienazione Parentale utilizza gli stessi criteri  diagnostici della PAS, che sono stati considerati e definiti “scienza spazzatura”
  • sostenere una posizione giuridica, psicologica e, quindi, politica, contro i diritti delle donne e dei bambini perchè rimuove la vera questione sociale, drammatica e sommersa: la violenza domestica a danno di bambini e donne.
  • informare e formare in maniera parziale perchè il rifiuto di un figlio (che trova statisticamente la sua causa ordinaria nell’ipotesi della violenza domestica) viene automaticamente e in maniera scorretta tradotto come caso di Alienazione Parentale (che trova la sua causa nell’azione di una madre malvagia e squilibrata).

Nessuno nega che vi siano casi in cui un genitore manipoli o condizioni i figli a danno dell’altro genitore, ma sono ipotesi che (al pari dei reati di violenza domestica) vanno provati o, in ambito civile, vanno individuati usando evidenze e elementi obiettivi e non i criteri “spazzatura” della PAS.

L’Alienazione Parentale presentata come un fenomeno di rilevanza sociale rischia di diventare una propaganda ideologica avulsa dall’esperienza e dalla scienza, finalizzata a punire le madri che hanno trovato il coraggio di denunciare forme di violenza domestica, dalla quale deriva, appunto, il rifiuto del figlio di incontrare il padre, indicato come violento o maltrattante.

Il Movimento per l’Infanzia quindi:

  • aderisce alla petizione proposta dallo psichiatra Andrea Mazzeo VAI ALLA PETIZIONE
  • invita i suoi iscritti a firmarla
  • chiede al Consiglio Regionale Toscano (che si è già pronunciato contro la PAS) di dissociarsi dall’enfatizzazione dell’Alienazione Parentale che non tiene conto delle esigenze di protezione dalla violenza dei bambini e delle donne

Il presidente del Movimento per l’Infanzia, Girolamo Andrea Coffari.

 

LA CRISI DELLA SCUOLA ITALIANA TRA RIFORME, PSEUDO RIFORME E CONTRORIFORME

mariamontessoriCome ogni buon metodo, quello montessoriano costituisce un’entità unica ed irripetibile che ha precorso i tempi contemporanei. Non sempre l’elevato livello di competenza pedagogica viene riconosciuta a causa degli schemi adultocentrici che pervadono i modelli culturali. Il lavoro di una delle prime donne scienziate comincia ad apparire nell’orizzonte italiano soltanto ora in maniera significativa, grazie a persone competenti e sensibili che consapevolmente combattono gli schemi propri dell’autoreferenzialità adulta. Le competenze e le azioni montessoriane si collocano nella più importante cornice della prevenzione agibile in prima istanza dalle figure genitoriali e successivamente nel secondo luogo sicuro dedicato al bambino: la scuola. La trasversalità della lezione montessoriana ingloba anche l’ Educazione alla Pace e si inserisce successivamente anche negli ambienti dove l’infanzia inizia a confrontarsi con la cultura. Ogni bambino ha l’assoluto diritto di esperire le fasi di sviluppo con serenità e con il rispetto che gli è dovuto”.

[Maura Ricci “ Dedica a Maria Montessori”].

MARIA TECLA ARTEMISIA MONTESSORI

 In questo ultimo ventennio, con i compositi mutamenti dei profili politici, socio culturali ed economici si è assistito a tutta una serie di eventi riformistici che sono avvenuti in maniera repentina tanto da svilire l’assetto socio-istituzionale.

Si è pertanto agito un capovolgimento complessivo rispetto a tutta una serie di modelli educativi che hanno lasciato un profondo senso di vuoto. Ad oggi, tale carenza, sembra essere oramai difficilmente recuperabile nella realtà del nostro Paese.

La realizzazione dei nuovi modelli propri dell’odierno assetto organizzativo, sono esitati in una incauta “audacia” rispetto alle difficoltà affrontate.

Nel prendere in esame la condizione delle istituzioni scolastiche, il quadro si presenta contraddistinto da un insieme di incerte procedure correlate non soltanto alla crisi del sistema dei valori, ma anche agli obiettivi prefissati all’interno di una cornice strutturale i cui tempi di realizzazione, per la loro brevità, non sono stati esperiti a sufficienza e verificati nella loro concreta efficacia, tanto da produrre profili di inadeguatezza poco controllabili.

Le esperienze troncate e suffragate da nuove prospettive e riforme sono state permeate dall’autocelebrazione della performance squisitamente “adulta”, distante dalla rispettosità dei bisogni delle fasce evolutive.

Nel caso specifico tale riferimento si rivolge alle istituzioni scolastiche luogo privilegiato, dopo la famiglia, per la cura pedagogica e per l’inserimento dell’infanzia nel graduale e complesso circuito societario. 

Esiste un’eredità Costituzionale, a cui si accompagna un insieme di abilità rispettose delle generazioni future che si tramandano tenendo essenzialmente conto, che la scuola, dopo la famiglia, è l’organismo più importante, è il luogo preposto ad una crescita armonica dei minori di età.

Non si intende, in questa sede, far riferimento in maniera dettagliata alle ultime vicende della scuola permeata dai bisogni degli adulti , che sono fin troppo note in quanto hanno alimentato critiche ed opposizioni da parte di numerosi nuclei familiari. Va dunque e necessariamente rammentato che tutti i minori d’età sono soggetti di diritto.

27549Il primo dovere che gli adulti hanno, nei loro confronti, è quello di non perdere mai di vista l’essenza delle tematiche di base – affettive, emotive e relazionali – nei confronti della prole e degli studenti, in un’ottica di elevata consapevolezza verso i loro reali bisogni evolutivi. Di fatto, si assiste ad una prevaricazione della soggettività nelle aree del materno-infantile e dell’adolescenza, ad una decostruzione complessiva che può minarne l’Identità individuale e socio – culturale.

Una rivisitazione non accurata, non supportata dalle competenze che appartengono ai nostri migliori saperi, dalle metodologie consolidate attraverso cui saper agire e da un adeguato sistema di relazioni che si delineano nella quotidianità attraverso un appropriato modo di essere, è costitutivo di un insieme di fattori di rischio molto devastanti.

Una linea di senso che appare piuttosto avventata per il congruo espletamento dei percorsi di crescita e delle azioni proprie di una pseudo adeguatezza, considera ogni minore oggetto di diritto.

L’insinuarsi dei bisogni adultocentrici all’interno del sistema scolastico esprime l’aver perso di vista o il non riconoscere l’esistenza di chi sta crescendo tanto da determinare un capovolgimento degli schemi mentali, una sorta di psicosi collettiva, di processualità imitativa (e non elaborativa) privata di quei fondamenti che si coniugano attraverso la ricerca scientifica e le concezioni etiche.

Chi dissente da questa logica non ha elaborato a sufficienza e in se stesso le complessità derivanti da un patrimonio culturale ricco, complesso ed equilibrato. Produrre adeguatamente le azioni riformistiche significa dunque ottimizzare ed armonizzare ciò che esiste, consci delle preziosità che ci sono state tramandate.

Riformare significa ottimizzare e armonizzare ciò che esiste, consci delle preziosità che ci sono state tramandate. Capovolgere o invertire, sovvertire, sconvolgere sono termini che inglobano l’insieme delle accezioni proprie della negatività. Se di questo si tratta, viene meno il continuum.

Se non c’è un percorso chiaro nella nostra mente da esplorare e condividere, gli schemi della realizzazione di un buon progetto vengono a mancare. Al contrario si attiveranno, nella mente umana, processualità regressive ove prevarrà un’ opacità intellettuale determinata dall’ ingerenza di visioni tunnel.

Adeguare la scuola alle nuove esigenze della società implica scelte sane, costruttive, proattive e rispettose dei fruitori. Quando una società è in crisi chi governa deve prendere in esame i dati osservativi ed i movimenti del macrosistema istituzionale che convergono verso l’insieme dei profili propri dell’ottimizzazione complessiva e non della decostruzione. Ricostruire la scuola significa applicare l’insieme dei costrutti propri della pedagogia amica del bambino.

Maria Montessori ed il suo metodo ) ovvero di contrasto alla pedagogia nera che Alice Miller ha egregiamente analizzato per l’intero arco della sua vita.

Pertanto con il termine riforma della scuola si intende qualsiasi accorgimento finalizzato a sostenere o a realizzare l’innovazione costruttiva che attinge dalla cultura di un popolo. Fa riferimento ad una situazione esistente che necessita di modifiche strutturali o parzialmente strutturali, che tenga conto degli elementi del passato e del presente,indirizzatii al raggiungimento di una costante inalterabilità. E’ la scuola stessa che, attraverso metodologie consolidate, e rappresentativa delle nostre radici, contribuisce in maniera articolata ed esaustiva a tenere in piedi i sani itinerari di crescita intergenerazionali.

dott.ssa Maura Ricci, psosicoterapeuta, direttivo nazionale Movimento per l’Infanzia

AUGURI A TUTTI I PADRI E GLI UOMINI VERI

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AUGURI a tutti i Papà, quelli veri, che amano i propri figli e amano la madre dei propri figli.

AUGURI a tutti i Papà, quelli veri, che sono una ricchezza straordinaria e insostituibile per i figli e per le madri dei loro figli.

AUGURI a tutti i papà e a tutti gli uomini, quelli veri, che hanno in loro la forza straordinaria dell’amore che protegge, che aiuta, che ascolta, che sa divertirsi e giocare, ma anche insegnare ed educare.

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GLI UOMINI, I PADRI, QUELLI VERI, HANNO LA FORZA DELL’AUTOREVOLEZZA, DELLA PAZIENZA, DELLA MITEZZA.

I padri e gli uomini, quelli veri, hanno un profondo rispetto per le donne, per i loro figli, per le madri dei loro figli.

GLI UOMINI FINTI E I PADRI FINTI, HANNO LA DEBOLEZZA E LA VIGLIACCHERIA DELL’AGGRESSIVITA’, DELLA PREPOTENZA E DELLA VIOLENZA CHE USANO PER IMPORSI SUI FIGLI E SULLE DONNE.

AUGURI QUINDI A TUTTI I PADRI E AGLI UOMINI, QUELLI  VERI.

Gli altri non meritano nessuna festa.

Girolamo Andrea Coffari, presidente del Movimento per l’Infanzia

FESTA DELLA DONNA GLI AUGURI DEL MOVIMENTO PER L’INFANZIA

mimose-5       Ci sono uomini violenti e perversi che uccidono, disprezzano, maltrattano, umiliano le loro compagne, le loro spose, le loro fidanzate e ci sono uomini che diventano padri e che abusano delle loro figlie (e dei loro figli) e perseguitano ossessivamente le madri che intendono difenderle da questo orrore.

Sono una minoranza

ma i danni e la sofferenza che provocano sono incalcolabili

Ci sono uomini ( e donne) chiamati a tutelare, proteggere le bambine (e i bambini) le donne, le compagne, le mogli e le fidanzate vittime della cattiveria e della violenza maschile e sono psicologi, consulenti del giudice (CTU), psichiatri, attivisti di associazioni, assistenti sociali che, anzichè difendere le vittime, le perseguitano addossando loro colpe che non hanno, diagnosticando loro finte patologie, come la PAS, la Sindrome di Medea, La Sindrome della madre Malevola, che sono spazzatura scientifica, culturale ed etica.

Sono molti, sono troppi

e l’ingiustizia che provocano è inaccettabile, degna di una civiltà tribale

Ci sono uomini (e donne) che assitono attoniti alla violenza che si autoalimenta, nella disperazione di una società smarrita, in cerca di valori fondanti sui quali ritrovare il senso profondo ed etico di una convivenza civile, basata sulla verità, sul rispetto della dignità delle donne, delle bambine e dei bambini, ma che rimane inerte, passiva, smarrita.

Sono la maggioranza

e l’indifferenza che ne consegue diventa complicità

Il Movimento per l’Infanzia augura alla minoranza degli uomini di pagare il prezzo dei crimini commessi per imparare che non ha senso godere della libertà se la si usa per usare violenza alle bambine (e ai bambini) e alle proprie compagne.

Il Movimento per l’Infanzia augura ai molti, che sono troppi, di essere presto riconosciuti  come “cattivi maestri” affinchè possano presto essere emarginati culturalmente e possano vergognarsi di avere promosso una scienza spazzatura finalizzata escusivamente ad assolvere i violenti e perseguitare le vittime.

Il Movimento per l’Infanzia augura alla maggioranza di ritrovare il senso del cammino della civiltà umana che non può che ripartire dalla tutela delle bambine, dei bambini e delle donne e augura di comprendere che questo obiettivo è possibile solo con l’impegno attivo di tutti, perchè l’indifferenza che persiste diventa complicità.

Infine il Movimento per l’Infanzia augura alle bambine, ai bambini e alle donne di tutto il mondo di poter vivere un giorno, che ancora non è oggi, in un mondo degno della loro meravigliosa presenza nel mondo degli uomini.

Girolamo Andrea Coffari, presidente del Movimento per l’Infanzia

 

VENDOLA UN POLITICO DELLA DESTRA REAZIONARIA

VENDOLALa sinistra francese (quella vera) anche attraverso le pagine del quotidiano Liberation ha aderito all’appello in forza del quale, filosofi, sindacalisti, esponenti dei movimenti femministi, politici della sinistra, intellettuali, hanno chiesto di interrompere una pratica che viola i diritti umani: la surrogazione materna.

Anche il Movimento per l’Infanzia ha aderito a questo appello.

E’ un argomento che mette d’accordo la destra conservatrice, che intende cioè tutelare quei valori tradizionali basati sulla famiglia e la sinistra progressista, centrata sul rispetto della dignità delle persone e, nel caso della maternità surrogata, delle donne.

Ma c’è di più, molto di più.

Vista dalla parte dei bambini la pratica illegale della maternità surrogata viola sette diritti fondamentali della persona-bambino:

1. Il diritto del bambino a conoscere la sua identità e la sua origine biologica.

2. Il diritto del bambino a vivere la continuità affettiva con sua madre (il rapporto d’amore nasce e si sviluppa gradualmente nell’utero materno)

3. Il diritto del bambino a ricevere le cure materne, di essere amato, abbracciato, protetto, nutrito da colei che lo ha concepito e messo al mondo.

4. Il diritto del bambino di crescere con  sua madre, ricevendo i benefici insostituibili dell’istinto, dell’intuizione e di tutte le categorie psicologiche, affettive ed etiche che una donna, molto più di un uomo, sa trasmettere ai propri figli durante la prima infanzia.

5. Il diritto del bambino di conoscere l’universo femminile attraverso la relazione quotidiana con sua madre.

6. Il diritto del bambino a non sentirsi discriminato,  privato cioè di un bene fondamentale (la madre e l’universo femminile) quando dovrà confrontarsi con i suoi pari

7. Il diritto del bambino di scegliere liberamente, quando sarà grande, la sua identità sessuale avendo avuto la possibilità di conoscere, confrontarsi, apprezzare entrambi i generi e distinguersi dal quello femminile o maschile.

Si tratta di diritti inviolabili, inalienabili e fondamentali della persona-bambino.

Nicki Vendola  al fine di soddisfare il suo desiderio di avere un neonato in casa e sentirsi padre, essendo ricorso alla pratica illegale (in Italia e nella stragrande maggioranza  dei paesi del mondo) della maternità surrogata,  ha violato tutti e sette i diritti del piccolo Tobia.

Nichi Vendola è un adulto, Tobia un neonato, il desiderio di un adulto viola i diritti di un bambino.

Solo la destra reazionaria (che oggi è un ricordo del secolo scorso) legittimava la prepotenza dei forti discriminando i deboli.

Per questo motivo Nichi Vendola, almeno per quanto riguarda i diritti umani, va definito come rappresentante e attivista della destra reazionaria che oggi, riguardo ai bambini, si chiama adultocentrismo.

Girolamo Andrea Coffari, presidente del Movimento per l’Infanzia

 

CONVEGNO A CAGLIARI 29 febbraio 2016

12799274_972904829414188_6566308763360547075_n    Persone piccole… non piccole persone

***

     Si è svolto ieri il Convegno a Cagliari dal titolo “Persone piccole…non piccole persone” organizzato dall’associazione Osidea, con il contributo del Movimento per l’Infanzia.

C’è stata una grande partecipazione di pubblico con una sala stracolma di gente, di professionisti che ogni giorno hanno a che fare con la tutela dei bambini, ed è stata un’occasione importante per trasmettere quella sensibilità verso i più piccoli che Osidea e il Movimento per l’Infanzia esprimono da anni con le loro iniziative.

Sento profondo il bisogno di ringraziare Paola Pinna, presidente di Osidea e tutte le persone che l’hanno aiutata,  per l’impegno, i sacrifici, l’entusiasmo e l’energia profusi per ottenere quello che è stato un grande risultato.

Quando ci impegniamo a favore dei diritti dei bambini dobbiamo capire che ci stiamo occupando di uno dei temi centrali di questa umanità smarrita che solo assumendo il valore primario della tutela e della promozione dell’infanzia può ritrovare un orientamento etico, sociale e politico che sembra avere tragicamente perduto.

Grazie anche ad Angelo Totaro, neo responsabile regionale del Movimento per l’Infanzia, ai relatori venuti da ogni parte d’Italia e grazie a tutti gli amici che hanno coronato questa bellissima trasferta cagliaritana con la loro insuperabile ospitalità

Ogni atto, ogni iniziativa, ogni parola, ogni cena, ogni sorriso, ogni discussione sono stati sogni di speranza lanciati verso un futuro migliore a favore dei nostri figli e sapete perchè?

Perchè non c’è un interesse personale, ma ogni atto scaturisce da quella straordinaria risorsa che ha l’essere umano: l’altruismo.

Ecco la differenza fra chi volontariamente si impegna a favore della società e chi la società la sfrutta, la sporca, la strumentalizza per il proprio personale tornaconto.  La classe politica dovrebbe prendere esempio da chi incarna lo spirito di servizio e lavora in silenzio e con sacrificio.

Non  posso quindi che ringraziare di cuore tutte le associazioni che, insieme ad Osidea, hanno in questi anni fatto crescere il sogno comune di una forza nazionale a favore dei bambini come sta diventando il Movimento per l’Infanzia e tutti i volontari, i professionisti, i responsabili territoriali, i membri del consiglio direttivo e ogni persona che anche per un solo giorno ha aiutato il Movimento per l’Infanzia perchè lo ha fatto gratuitamente e servendo il valore più alto che possiamo immaginare che è la sorgente dell’umanità: l’infanzia.

Girolamo Andrea Coffari, presidente del Movimento per l’Infanzia

Il Disegno di Legge Cirinnà, ottima iniziativa pessima legge

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Nel filmato la posizione del Movimento per l’Infanzia espressa dal suo presidente, avv. Girolamo Andrea Coffari

       GUARDA IL FILMATO

 

 

 

IL Movimento per l’Infanzia aderisce a #stopsurrogacynow FIRMA LA PETIZIONE

AFP4692761_Articolo   IL MOVIMENTO PER L’INFANZIA da tempo denuncia la violazione della dignità e dei diritti delle donne e dei bambini che si realizza con la pratica della maternità surrogata.

Si tratta di una forma di schiavitù per le donne e di una gravissima privazione per i bambini ai quali vengono violati diritti fondamentali.

Togliere intenzionalmente un neonato alla madre per affidarlo ad una coppia omosessuale maschile, privando il bambino della sua identità, del corpo, dell’amore, del nutrimento, della relazione, della storia, delle cure di sua madre ridotta a mero oggetto riproduttivo è un atto di profondo egoismo che riporta in vita spettri patriarcali e medioevali che pensavamo essere superati, ove il desiderio del più forte si realizzava attraverso il sacrificio dei più deboli ed il potere dei forti e dei prepotenti era la legge.

Per questa ragione il Movimento per l’Infanzia è contrario al Disegno di Legge n.2081 a firma dei senatori Cirinnà ed altri, perchè è una proposta legislativa  grossolana incapace di distinguere gli interessi in gioco fra loro contrapposti che legittima la violazione dei diritti fondamentali della persona-bambino.

Il disegno di Legge Cirinnà con la stepchild adoption spalanca le porte e dà copertura legale alla pratica inaccettabile di una nuova forma di schiavitù generativa nei confronti delle donne e considera i bambini come oggetti del desiderio adulto in forza del quale è possibile sacrificarne i più elementari diritti.

Il Movimento per l’Infanzia aderisce alla petizione  #stopsurrogacynow, un’iniziativa laica promossa e firmata anche da molti esponenti del mondo della sinistra e del femminismo francese pubblicato e appoggiato dal quotidiano Liberation.

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE

Girolamo Andrea Coffari – presidente del Movimento per l’Infanzia