Quando sono i periti a fare danni ai bambini

      Se il nazismo era un sistema di potere sistematicamente finalizzato a creare ingiustizia, violare la dignità, umiliare gli affetti, recidere le relazioni, limitare la libertà delle persone, l’adultismo è un sistema di potere sistematicamente finalizzato a creare ingiustizia, violare la dignità umiliare gli affetti, recidere relazioni, limitare la libertà dei bambini.

     Del nazismo ce ne siamo liberati, dell’adultismo non ancora.

C’è un numero enorme di bambini in Italia, come nel resto delle nazioni europee, che ogni anno vengono tolti alle famiglie e collocati, con disposizione del Giudice, presso una casa famiglia.

     Il collocamento (temporaneo) di un bambino in una casa famiglia non è di per sé una violenza o una scelta traumatica, dipende dalle ragioni che sostengono la decisione di togliere un figlio ai genitori, quando le cause sono reali, gravi  e provate con elementi sicuri, la casa famiglia diventa per il bambino una protezione.

      Portare invece via i bambini dalle famiglie senza motivi seri o per motivi ideologici, perché nel bambino “c’è un rischio evolutivo“, perché è stata diagnosticata una forma di  “Alienazione Parentale”, perché non è stata rispettata la bigenitorialità, perché la famiglia vive un disagio economico e magari portarli via con violenza, fra le urla, gli spintoni, le pattuglie delle forze dell’ordine è una forma di autoritarismo adultocentrico che cagiona gravi traumi proprio ai bambini che si dice di proteggere.

      Leggo sempre più spesso, a causa della mia professione, delle Consulenze d’Ufficio che sono manifesti di un adultismo privo di competenza, umanità, logica e perfino pietà verso i bambini.

   Periti ideologicamente schierati con una corrente di pensiero fondata dall’apologeta della pedofilia Richard Gardner, (che inventò la PAS) e che oggi è approdata alla propaganda dell’Alienazione Parentale, nel momento in cui un figlio mostra paura e rifiuto verso il padre, giustificando i timori con racconti di episodi di maltrattamento, violenza o abuso, anziché proteggere i bambini e le madri, formulano una diagnosi di Alienazione Parentale, si stracciano le vesti per la lesione del diritto alla bigenitorialità e  propongono al Giudice il collocamento forzato del bambino presso una casa famiglia o direttamente presso il padre.

     In un caso capitatomi in una regione del nord Italia, una bambina ha lamentato di essere stata maltrattata, insultata e umiliata dal padre e ha mostrato difficoltà nel vederlo, anche la madre ha confidato violenze gravi subite negli anni dall’uomo e nel frattempo pure la seconda donna di quest’uomo lo ha denunciato.

     Il Consulente Tecnico d’Ufficio chiamato dal Giudice, venuto a conoscenza delle denunce, delle confidenze della bambina e delle due donne, anziché proteggere le vittime, ha diagnosticato il mobbing genitoriale  e l’Alienazione Parentale, definendo incredibilmente il padre come l’autentica vittima delle due donne, con una relazione che è una catena ininterrotta di pregiudizi contro la credibilità dei bambini e la dignità delle donne.

     La proposta era di mettere questa bambina terrorizzata in una casa famiglia o dal padre!

    L’operazione insensata non è riuscita grazie ad uno gravoso e impegnativo lavoro di screditamento della relazione del CTU, ma quanti danni ha prodotto questo perito e quelli che, come lui, hanno diagnosticato in questi anni la PAS e oggi l’Alienazione Parentale nei casi di violenza domestica?

    L’adultismo finirà, come tutte le perversioni ideologiche, ma lascerà sulla strada le vittime innocenti di questa insensata guerra contro le madri e i figli.

     Aiutate Movimento per l’Infanzia, se cresceremo avremo voce in capitolo e potremo far cambiare le cose.

      Crescere significa anche aumentare il numero degli iscritti su fb (dateci una mano anche per questo), crescere significa iscriversi al Movimento per l’Infanzia, mettersi in contatto con i responsabili regionali e, insieme, partecipare attivamente

avv Girolamo Andrea Coffari, presidente del Movimento per l’Infanzia

(Grazie  a  Stefano Arzuffi per avere disegnato e donato la sua vignetta al Movimento per l’Infanzia)

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