Dylan Farrow

Dylan Farrow, figlia di Mia Farrow e figliastra di Woody Allen,  in una lettera aperta sul sito del New York  Times ha raccontato degli abusi sessuali subiti quando aveva soli sette anni.

Durante il processo Woody Allen fu difeso da Richard Gardner, tristemente noto per essere un apologeta della pedofilia, che accusò Mia Farrow di avere manipolato la figlia al fine di accusare Woody Allen.

Oggi Dylan Farrow ha 28 anni è sposata ed è sostenuta da tutta la sua famiglia, dai suoi fratelli e dalla madre.

Questa ragazza sa benissimo che uscendo allo scoperto si attirerà accuse di ogni tipo, violente, meschine, sa bene che, coperti spesso dall’anonimato, si scaglieranno contro di lei i seguaci di Richard Garnder, i teorici della pedofilia, mandrie di perversi che popolano il web.

Mi chiedo per quale motivo dovrebbe mentire?

Il problema è che Woody Allen è invece sostenuto dalla società che lo celebra e lo riempie di premi senza  porsi alcun problema etico.

E’ noto che i processi di abuso sessuale in famiglia spesso finiscono con l’archiviazione o con l’assoluzione del genitore accusato perchè è difficilissimo trovare delle prove esterne alla sola dichiarazione del bambino, la cui testimonianza rimane quindi l’unico elemento sul quale un giudice deve decidere se condannare o assolvere l’imputato.

Ma la verità processuale, specialmente in questi tipi di processi, molto spesso non corrisponde alla verità storica ed ecco che sempre con maggiore frequenza assistiamo a vittime non credute, non tutelate dalla giustizia, che da adulti hanno il coraggio di riaffermare la verità, raccontarci che da bambini non avevano mentito e metterci in guardia da un fenomeno sottovalutato e rimosso dalla società che è quello della violenza sessuale a danno dei bambini.

“Allen è la prova vivente del modo in cui la nostra società non riesce a difendere le vittime della violenza sessuale” scrive Dylan Farrow nella sua terribile lettera.

Tutte le ricerche che dal 1980 ad oggi (e sono decine e decine) si sono svolte in America e in tutta Europa (Italia compresa) indicano che almeno il 10% dei bambini è vittima di abusi sessuali che, nella quasi totalità dei casi, avvengono in famiglia e sono commessi da padri, nonni, zii, cugini più grandi, solo nell’1% dei casi l’autrice è femminile.

Solo in Italia si parla di 30.000/50.000 casi l’anno che rimangono sommersi, soffocati da una società che non è ancora in grado di proteggere i bambini.

Le rare volte che uno di questi casi arriva all’autorità giudiziaria ecco che una marea di incompetenti è pronta a diagnosticare la PAS (la Sindrome che nega l’incesto ideata da un apologeta della pedofilia) è pronta a condannare, anzichè la violenza sessuale, la conflittualità familiare e, se il figlio continua a mostrare paura verso il genitore accusato di abusi, è pronta la deportazione in casa famiglia, che, anzichè luogo di tutela, si trasforma in un vero e proprio lager ove i bambini vengono puniti per avere parlato e per continuare ad avere paura del genitore del quale hanno rivelato le violenze.

Tante sono le mamme che hanno avuto il coraggio di credere ai propri figli che lamentavano abusi da parte del padre, proprio come nel caso di Dylan Farrow, e tante sono le madri che si sono viste togliere i figli con diagnosi di PAS o che si sono viste sospendere la potestà genitoriale a causa della conflittualità nella coppia (perchè puoi accusare il tuo compagno di violentare i figli, ma guai se entri in conflitto con l’abusante!)

Ancora oggi nei salotti televisivi non si parla altro che delle false accuse che sarebbero migliaia (peccato che non c’è neppure una condanna per calunnia), delle manipolazioni delle madri che sarebbero improvvisamente impazzite, della conflittualità fra genitori per negare l’abuso sessuale in famiglia, per negare l’incesto, per negare diritti, dignità e protezione ai bambini.

Povera civiltà che crede di essere libera solo perchè veicola ossessivamente messaggi erotici facendo scempio della bellezza del corpo delle donne e asservendolo agli istinti maschili, mentre innanzi ai casi di incesto, innanzi alla violenza sessuale è pronta a sacrificare i bambini e chi li difende, è pronta a deturpare perfino la maternità, facendo pesare sulle spalle delle donne, ancora una volta, la colpa delle perversioni maschili.

Avv. Girolamo Andrea Coffari, presidente del Movimento per l’Infanzia

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