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Cos'è e cosa vuole diventare il Movimento per l'Infanzia?
Di Presidente (del 12/04/2007 @ 10:06:57, in Nuova cultura per l'Infanzia, linkato 644 volte)

 “L’atteggiamento che una società riserva all’infanzia indica il grado di civiltà e i valori espressi dalla cultura che ne è espressione.  Il comportamento che si osserva nei riguardi dei bambini fornisce innumerevoli informazioni sull’umanità, sulla sensibilità, sulla qualità della vita di una società e può consentire di fare previsioni sul suo avvenire. Una società che non è in grado di proteggere e far crescere i bambini secondo i bisogni psicologici ed emotivi che essi esprimono, che non ne valorizza le potenzialità razionali e creative e non sa dare ascolto e risposta alle istanze affettive ed emotive non ha futuro o ha un futuro carico di incertezze e minacce. (cap. I – Il bambino e i suoi bisogni – libro bianco sull’infanzia  - Movimento per l’Infanzia)  

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 Il 27 novembre 2005 a Torino, in occasione del Convegno  “Diritti dei bambini, rovesci degli adulti”, si costituisce, dopo alcuni anni di gestazione, il “ Movimento per l’Infanzia”

Il Movimento per l’infanzia nasce attraverso la federazione di alcune associazioni che da tempo sono impegnate nel volontariato e nella promozione dei diritti dei bambini.     Le associazioni che, ad oggi, hanno contribuito a far nascere il Movimento sono: Sos Infanzia di Vicenza, Centro Studi Hansel e Gretel di Torino, Rompere il Silenzio Torino, Rompere il Silenzio Sardegna, SOS Adolescenza Caserta, Marcia degli Angeli di Luciano Paolucci, Etica 2001, Associazione Fiaba, Associazione Iad Bambini Ancora, altre associazioni (tra le quali l’associazione “ Tommy nel cuore” dei coniugi Onofri) hanno chiesto di far parte del Movimento e sono in attesa di una delibera favorevole del Consiglio Direttivo.   Oltre al processo federativo il Movimento ha organizzato nel 2007 una campagna di sensibilizzazione e adesione diretta al MIF.

 

 

Considerato complessivamente, l’impegno a favore dei bambini delle associazioni che fanno parte del Movimento comprende la conduzione di case famiglia, l’organizzazione di decine di convegni e di campagne di sensibilizzazione culturale, la pubblicazione di numerosi testi scientifici e divulgativi, la realizzazione di ricerche scientifiche e ancora l’assistenza morale e materiale di bambini e famiglie in grave difficoltà, monitoraggio della rete Internet, consulenza gratuita legale e psicologica, anche on line, progetti formativi per operatori scolastici e sanitari, manifestazioni pubbliche.

Il Movimento per l’Infanzia, considerato il crescente numero di adesioni sia di privati che di associazioni, si candida a diventare, in ambito nazionale, il più importante centro aggregativo che si occupa della promozione dei diritti dell’infanzia. 

Il bisogno sociale dal quale nasce il Movimento per l’Infanzia

Il Movimento per l’Infanzia nasce per tentare di soddisfare un impellente bisogno di consapevolezza e giustizia nei confronti dei bambini.

Bisogno di consapevolezza e l’ambivalenza (attenzione/rimozione) nei confronti del disagio infantile:    i bisogni dei bambini e la tutela dei loro diritti sono formalmente una delle priorità del mondo politico, delle istituzioni, dei media e della società civile nel suo complesso, il pieno e generoso impegno a favore dei bambini è lo slancio disinteressato nel quale si riconoscono tutte le associazioni di destra e di sinistra, laiche o religiose.

Purtroppo questa attenzione ha un valore solo formale ed è sostenuta dalla mancanza di consapevolezza sul reale disagio dei bambini, alla formale attenzione si contrappone un atteggiamento contrario di uguale forza rappresentata da un processo di rimozione.

Da qui si sostiene l’ambivalenza nei confronti dei bambini, attenzione/rimozione.

Il processo di rimozione:   

Tutte le ricerche finalizzate a fare emergere il fenomeno sommerso della violenza a danno di fanciulli indicano una cifra che varia dal 15% al 25% quale percentuale di ragazzi che dichiarano, rispondendo ad un questionario anonimo, di essere stati oggetto di gravi violenze fisiche o sessuali, (ricerca Movimento per l’Infanzia - Sos infanzia 2005, ricerca prof. Alberto Pellai Dipartimento di Sanità Pubblica Università di Milano 2002, ricerca del prof. Jèrome Laederach dell’Università di Ginevra 1999).

Significa che in Italia circa due milioni di bambini su dieci milioni, secondo le proiezioni di queste ricerche, sono stati oggetto di gravi violenze sessuali o fisiche; di questi casi solo lo 0,9% è stato oggetto di denuncia.    Nell’ultima ricerca compiuta da Sos Infanzia (Movimento per l’Infanzia) l’11% dei ragazzi ha dichiarato inoltre di essere stato vittima di violenze psicologiche durante l’infanzia (si tratta di circa un milione di minori).  Altre cause di sofferenze diverse, ma non per questo meno traumatiche, sono gli incidenti stradali, che rappresentano la prima causa di morte per i ragazzi dai 15 ai 29 anni, a causa sempre degli incidenti stradali, inoltre, ogni anno in Italia 15.000  bambini soffrono danni permanenti, a questi dati si devono aggiungere quelli relativi ai bambini scomparsi, quindi i bambini impiegati illecitamente nel lavoro (circa 400.000 da una ricerca della CGIL del 2001), i bambini vittime di incidenti domestici, i bambini impiegati nell’accattonaggio, utilizzati dalla malavita o che vivono sotto la soglia della povertà (circa due milioni in Italia).

Le cifre sono impressionanti, lasciano senza fiato, increduli, talmente increduli da rimanere indifferenti, inerti, impotenti e passare oltre sperando che qualcun altro, un giorno, possa risolvere una questione talmente dolorosa che diventa istintivo rimuovere e allontanare dalla nostra coscienza.

Il Movimento per l’Infanzia nasce dalla consapevolezza che il dolore dei bimbi, il loro disagio, la sofferenza è un tabù che viene radicalmente negato e rimosso, il Movimento per l’Infanzia è una sfida che anticipa i tempi, un’associazione nata non solo per svolgere attività di sostegno e solidarietà verso i bambini in difficoltà, ma anche e soprattutto per avviare una campagna di sensibilizzazione sociale, per promuovere una nuova cultura per l’infanzia che si deve tradurre in un profondo rinnovamento dell’ordinamento giuridico e istituzionale capace di esprimere e garantire realmente i diritti dei bambini.                         

Se da una parte singole tragedie che riguardano i bambini (un esempio fra tutti l’infanticidio di Cogne) vengono trattate con grande attenzione dai media, un’attenzione spesso eccessiva e che in alcuni casi sfiora la morbosità e la strumentalizzazione, dall’altra parte i convegni, le ricerche, le dichiarazioni o le riflessioni, i contributi finalizzati ad affrontare il problema del disagio e della sofferenza infantile come un problema sociale grave e diffuso nella società viene incredibilmente rimosso dalle coscienze, sparisce dalle comunicazioni dei media, non trova cittadinanza nella mente dei politici, non viene riconosciuto dalle istituzioni; ciò si verifica perché risulta troppo doloroso assumere la consapevolezza che la nostra società “civile” in verità non è ancora in grado di tutelare adeguatamente dalla violenza e dalla trascuratezza i bambini. 

 

Il Movimento per l’Infanzia nasce quindi per colmare un vuoto di consapevolezza sociale sulla “questione infantile”, per promuovere autenticamente una “nuova cultura dell’infanzia” e per rappresentare un impellente bisogno di giustizia a favore dei bambini e dei loro disagi e della loro sofferenza.  

Le idee guida e l’originalità del Movimento per l’Infanzia

Il Movimento per l’Infanzia si propone di svelare e mettere in crisi i modelli adultocentrici che fino ad oggi hanno permesso una politica sociale e giuridica sostanzialmente sorda e cieca nei confronti dei bambini e dei loro bisogni, si propone di dare vitalità e spessore ad una “nuova cultura a favore dell’infanzia” che, in mancanza di un impegno e un’analisi autentica e coraggiosa, rischia di rimanere uno slogan privo di contenuti, si impegna per promuovere numerose attività di sensibilizzazione e proposte di riforma dell’ordinamento giuridico senza le quali i “diritti dei bambini” restano tristemente solo una chimera irraggiungibile.

 

I modelli adultocentrici:  l’adultocentrismo è un modello che, nella storia dell’uomo non ha avuto, fino ad oggi, posizioni culturali antagoniste, è stato cioè  da sempre adottato senza quella capacità critica capace di individuarne i limiti e le potenzialità distruttive e penalizzanti per i diritti e i bisogni dei bambini.

Il contrasto all’adultocentrismo è proprio la faticosa opera di rivisitazione di modelli sociali, giuridici, didattici, istituzionali che nel tempo si sono consolidati e che oggi vanno analizzati e rimossi con un’opera coraggiosa e generosa di critica sociale.

Non si spiegherebbe altrimenti, se non con una massiccia presenza dell’adultocentrismo negli automatismi culturali, il divario sconcertante che c’è fra le proiezioni di violenza sessuale (secondo le ricerche innanzi accennate) per anno in Italia 100.000/200.000 casi e le denunce, che si aggirano intorno a 800/900 l’anno e di cui la metà circa finiscono per essere archiviate o con una sentenza di assoluzione.

Nuova cultura a favore dell’infanzia : non esistono nuove istanze culturali senza adeguate capacità di analisi e critica dei limiti degli attuali riferimenti sul tema dei bisogni e dei disagi infantili, non esiste una nuova cultura se mancano idee e proposte per attivare i sensori istituzionali, le tutele giuridiche, le risorse e le competenze professionali per rendere una società in grado di garantire i bambini dalla violenza, dall’egoismo, dalle inquietudini, dalla passività e dall’indifferenza del mondo adulto.

Se si vogliono enumerare le proposte concrete a favore dell’infanzia avanzate dalle associazioni o dal mondo politico, a parte l’apertura di nuovi numeri telefonici o l’impegno ad oscurare i siti pedopornografici che sono attività e proposte vecchie di decine di anni e oggi da considerare completamente inutili, non troviamo che poche e scarne iniziative finalizzate ad inasprire le pene per alcuni reati a danno dei bambini o a creare “garanti per l’infanzia”  che non hanno poteri, autonomia e competenze adeguate a svolgere i loro compiti e che rischiano di diventare operazioni di facciata.

La nuova cultura per l’infanzia  è in verità uno slogan privo di proposte e di contenuti, l’abisso che esiste fra il bisogno di protezione dei tantissimi bambini vittime di traumi e le misure poste in essere o anche solo proposte dal mondo adulto è disarmante.

Attività del Movimento e proposte di riforma dell’ordinamento giuridico: Il Movimento per l’Infanzia si distingue da altri progetti aggregativi (1) per l’impegno di alto valore etico (del Movimento fanno parte molti soci che hanno pagato in prima persona la sofferenza del trauma subito durante l’infanzia, tra i quali, ad esempio, Luciano Paolucci padre di Lorenzo Paolucci ucciso da Chiatti) (2) per i contenuti e lo spessore culturale (del Movimento fanno parte associazioni e professionisti che da anni producono i più interessanti contributi scientifici a favore dell’infanzia come ad esempio il Centro Studi Hansel e Gretel cui Presidente è Claudio Foti) (3) per le numerose attività di sensibilizzazione (sono decine gli incontri pubblici e i convegni organizzati ogni anno dal Movimento e da associazioni federate al Movimento) e di ricerca scientifica (come ad esempio la ricerca di Sos infanzia e del Movimento per l’Infanzia  sulla violenza sessuale, fisica e psicologica sommersa – ricerca Vicenza 2006, ricerca Castelfranco Veneto 2007, in partenza una ricerca analoga a Firenze) (4) per le attività di sostegno e di solidarietà (consulenze gratuite psicologiche e legali anche on line, sostegno economico a famiglie in difficoltà, gestione di case famiglia (Sos Adolescenza), sostegno di missioni all’estero (Iad Bambini Ancora), (5) per le numerose proposte originali e innovative di riforma dell’ordinamento giuridico  per conoscere e approfondire le quali si rimanda alla lettura del testo “I diritti dei bambini: un debito con la storia” di Girolamo Andrea Coffari (Presidente del Movimento per l’Infanzia) FrancoAngeli, 2007.                                              Andrea Coffari