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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 ...in diretta sarà ospite della trasmissione "Piazza Grande" il nostro Presidente, Avv. Andrea Coffari per approfondire la tematica violenza all'infanzia. Molto probabilmente il suo intervento avverrà dopo le 12,30. ( Download filmato.... circa 70 MB)
Come presidente di Sos Infanzia affronto quasi quotidianamente testimonianze di abuso subito durante l’infanzia. Mi sono abituato ad ascoltare, leggere testimonianze sempre diverse e sempre sconvolgenti. A volte con grande impegno emotivo faccio entrare nella mia mente le vicende più penose, più insolite. Ho imparato che la quotidianità di una parte dell'infanzia, la quotidianità per il 30% dell'infanzia, è fatta anche di violenza. Noi del Movimento per l'Infanzia siamo solidali con le famiglie delle vittime coinvolte e ci sentiamo vicini alla sofferenza di quei Bambini. Dopo il caso dell’asilo di Roma, sono pervenuti molti interrogativi su come sia possibile che adulti preposti alla tutela e alla protezione di quei bambini a loro affidati (pensiamo solo al fatto che sono passati mesi dalle denunce dei presunti abusi al momento in cui hanno allontanato i presunti abusanti) abbiano disertato il ruolo che spetta ad ogni essere umano: quello di sentire che la propria umanità e la propria dignità esigono la protezione del più piccolo e del più debole, almeno nel contesto socio-educativo. Questa vicenda, ma certamente non solo questa, dimostrano che questo tipo di indifferenza, ignoranza nel concepire cosa sia l'interesse superiore del Bambino e non quello dell'adulto, è non solo possibile ma frequente. Purtroppo. Mi sono spesso occupato di questo aspetto nei miei interventi, conferenze, incontri, nei miei scritti ed oggi per molti nostri utenti ho dovuto riaffrontare tale questione. L’omertà,
il silenzio
, l’indifferenza , l’insensibilità degli organi preposti, di chi vive accanto agli accusati o ne aveva diretta responsabilità, di chi vede e fa finta di niente, di chi potrebbe fare ma preferisce lavarsene le mani, sono ingredienti costitutivi della violenza e della sua riproduzione non solo nella famiglia, ma più in generale nella società, nella scuola e nella storia. Senza l’insensibilità della popolazione, senza il suo atteggiamento di diniego e di rimozione di fronte alla violenza all’infanzia in qualsiasi parte del mondo, non ci sarebbe il turismo sessuale, senza l’insensibilità e l’incapacità di ascolto empatico da parte di buona parte della comunità adulta nei confronti dei bambini non ci sarebbero violenze intrafamiliari che durano decenni, senza l'omertà e l'indifferenza l'agenzia educativa più importante che è la scuola isolerebbe e allontanerebbe subito un insegnante anche solo sospettato di simili nefandezze; senza le coperture di chi vive accanto a questi criminali non ci sarebbero coinvolgimenti di centinaia di bambini da parte di organizzazioni criminali pedofile senza che nessuno se ne accorga e senza che nessuno faccia niente. Se non comprenderemo questo, se anche questo "caso" non riuscirà a scuotere le nostre coscienze, se le timide dichiarazioni di personaggi famosi tese a "garantire" l'adulto non ci apriranno gli occhi verso un mondo di bambini violati, offesi e non ascoltati e protetti, saremo condannati dalla nostra stessa ignoranza a rivivere il perpetuarsi di queste drammatiche realtà sui nostri figli e sui figli dei nostri figli. La vera prevenzione parte da questa consapevolezza: 1 bambina ogni 5 in Italia è vittima di violenza sessuale, 100.000 sono le vittime ogni anno in Italia e di queste solo l'1% viene denunciato, non esistono isole felici e la pedofilia è un fenomeno trasversale a qualsiasi ceto sociale. Le nostre esperienze, i dati in nostro possesso, le migliaia di testimonianze ricevute evidenziano l'incapacità di larga parte del mondo adulto di affrontare la violenza all'infanzia soccorrendo e tutelando le vittime ed anzi, spesso, il garantismo adultocentrico riservato al presunto abusante non permette l'assistenza adeguata, tempestiva e soccorrevole alla vittima. L'adulto è strutturato per difendersi anche da un'ingiusta accusa mentre il bambino, anche se "mistificasse" la realtà, come si sostiene spesso da parte dei presunti abusanti, ha assolutamente bisogno di trovare, sempre, adulti che rappresentino la tutela, sociale, istituzionale e familiare che sia effettivamente dalla parte di questo "interesse superiore" enucleato nei principi giuridici e normativi della nostra evoluta società. In questo specifico caso, come in altri, assistiamo invece da un lato il Gip che sostiene che i bimbi sono credibili e dall'altro una parte dell'informazione, anche Rai, che tende a sostenere la tesi della montatura. Noi non facciamo processi a nessuno, siamo assolutamente contrari ai processi di piazza o mediatici perché riteniamo che il presidio della legalità sta nelle Istituzioni preposte. Ma quale credibilità diamo alle nostre Istituzioni e soprattutto che fiducia diamo a quei bambini, traditi prima da adulti criminali (secondo la loro versione ritenuta credibile dalle Istituzioni) ed ora rinnegati anche da un'informazione che non apporta alcun significativo contributo di approfondimento e che invece allude e sostiene tesi di diaboliche montature a danno degli adulti? I bambini vanno sostenuti, aiutati, ascoltati, non intimoriti. Lo sappiamo bene: è più facile credere che un adulto, più o meno famoso, più o meno importante, sia vittima di odiose montature piuttosto che un bambino sia vittima di violenza sessuale. E' più comodo, impegna meno la nostra coscienza il nostro pensiero, il nostro quieto vivere. A sostegno di questo concetto l’informazione mediatica veicola affermazioni dei “maestri di pensiero” di turno, come quella di “nonno Libero” – Lino Banfi – che si è augurato che sia tutto una fiction. Possiamo quindi continuare a narcotizzarci con l'idiozia di turno che la televisione ci propina rimanendo "increduli" verso chi "tocca" questi nostri piccoli oppure conoscere per capire, ascoltando e leggendo ad esempio le perizie degli esperti professionisti che hanno ascoltato i bambini. Io ritengo che se desideriamo veramente prevenire e capire abbiamo urgente necessità di approfondita e competente informazione. Un'informazione che dia voce alle centinaia di migliaia di vittime, finora relegate all'anonima ed inascoltata sofferenza, e che smetta di veicolare per il mondo voci adultocentriche, come quella di uno sparuto gruppo di imbecilli che proclamava la presunta costituzione di un partito pedofilo
mai nato. Una
corretta informazione che non si adegui alla moda di assecondare chi grida più forte o chi è più famoso o importante ma che sia cassa di risonanza di reali ed urgenti problemi sociali vissuti e sentiti dalla collettività, in particolare quando sono rappresentati dai soggetti più deboli ed indifesi. Ora basta con le ambiguità, le timidezze, le trascuratezze: siamo stanchi di constatare che non c'è alcun segnale di investimento e approfondimento serio nella prevenzione di questi drammi. Non bastano i volontari, ma tocca ad ogni adulto impegnarsi perchè le leggi siano applicate e migliorate, le pene scontate, programmi di intervento nelle scuole di ogni ordine e grado, formazione ai genitori, agli operatori ed educatori che si occupano dei nostri figli. Quanti saranno disposti a fare marce, cortei e proteste collettive per questo? Ahimè temo
la risposta. I
nostri figli, il nostro futuro hanno bisogno di riconoscersi in modelli di riferimento espressi da adulti capaci di scelte forti e coraggiose non da qualunquisti o peggio ancora da ipocriti opportunisti.
S.o.s. Infanzia Onlus
Il presidente
Graziano Guerra
www.sosinfanzia.org
Coordinatore Regione Veneto del Movimento per l’Infanzia
“L’atteggiamento che una società riserva all’infanzia indica il grado di civiltà e i valori espressi dalla cultura che ne è espressione. Il comportamento che si osserva nei riguardi dei bambini fornisce innumerevoli informazioni sull’umanità, sulla sensibilità, sulla qualità della vita di una società e può consentire di fare previsioni sul suo avvenire. Una società che non è in grado di proteggere e far crescere i bambini secondo i bisogni psicologici ed emotivi che essi esprimono, che non ne valorizza le potenzialità razionali e creative e non sa dare ascolto e risposta alle istanze affettive ed emotive non ha futuro o ha un futuro carico di incertezze e minacce. (cap. I – Il bambino e i suoi bisogni – libro bianco sull’infanzia - Movimento per l’Infanzia)
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Il 27 novembre 2005 a Torino, in occasione del Convegno “Diritti dei bambini, rovesci degli adulti”, si costituisce, dopo alcuni anni di gestazione, il “ Movimento per l’Infanzia”
Il Movimento per l’infanzia nasce attraverso la federazione di alcune associazioni che da tempo sono impegnate nel volontariato e nella promozione dei diritti dei bambini. Le associazioni che, ad oggi, hanno contribuito a far nascere il Movimento sono: Sos Infanzia di Vicenza, Centro Studi Hansel e Gretel di Torino, Rompere il Silenzio Torino, Rompere il Silenzio Sardegna, SOS Adolescenza Caserta, Marcia degli Angeli di Luciano Paolucci, Etica 2001, Associazione Fiaba, Associazione Iad Bambini Ancora, altre associazioni (tra le quali l’associazione “ Tommy nel cuore” dei coniugi Onofri) hanno chiesto di far parte del Movimento e sono in attesa di una delibera favorevole del Consiglio Direttivo. Oltre al processo federativo il Movimento ha organizzato nel 2007 una campagna di sensibilizzazione e adesione diretta al MIF.
Considerato complessivamente, l’impegno a favore dei bambini delle associazioni che fanno parte del Movimento comprende la conduzione di case famiglia, l’organizzazione di decine di convegni e di campagne di sensibilizzazione culturale, la pubblicazione di numerosi testi scientifici e divulgativi, la realizzazione di ricerche scientifiche e ancora l’assistenza morale e materiale di bambini e famiglie in grave difficoltà, monitoraggio della rete Internet, consulenza gratuita legale e psicologica, anche on line, progetti formativi per operatori scolastici e sanitari, manifestazioni pubbliche.
Il Movimento per l’Infanzia, considerato il crescente numero di adesioni sia di privati che di associazioni, si candida a diventare, in ambito nazionale, il più importante centro aggregativo che si occupa della promozione dei diritti dell’infanzia.
Il bisogno sociale dal quale nasce il Movimento per l’Infanzia
Il Movimento per l’Infanzia nasce per tentare di soddisfare un impellente bisogno di consapevolezza e giustizia nei confronti dei bambini.
Bisogno di consapevolezza e l’ambivalenza (attenzione/rimozione) nei confronti del disagio infantile: i bisogni dei bambini e la tutela dei loro diritti sono formalmente una delle priorità del mondo politico, delle istituzioni, dei media e della società civile nel suo complesso, il pieno e generoso impegno a favore dei bambini è lo slancio disinteressato nel quale si riconoscono tutte le associazioni di destra e di sinistra, laiche o religiose.
Purtroppo questa attenzione ha un valore solo formale ed è sostenuta dalla mancanza di consapevolezza sul reale disagio dei bambini, alla formale attenzione si contrappone un atteggiamento contrario di uguale forza rappresentata da un processo di rimozione.
Da qui si sostiene l’ambivalenza nei confronti dei bambini, attenzione/rimozione.
Il processo di rimozione:
Tutte le ricerche finalizzate a fare emergere il fenomeno sommerso della violenza a danno di fanciulli indicano una cifra che varia dal 15% al 25% quale percentuale di ragazzi che dichiarano, rispondendo ad un questionario anonimo, di essere stati oggetto di gravi violenze fisiche o sessuali, (ricerca Movimento per l’Infanzia - Sos infanzia 2005, ricerca prof. Alberto Pellai Dipartimento di Sanità Pubblica Università di Milano 2002, ricerca del prof. Jèrome Laederach dell’Università di Ginevra 1999).
Significa che in Italia circa due milioni di bambini su dieci milioni, secondo le proiezioni di queste ricerche, sono stati oggetto di gravi violenze sessuali o fisiche; di questi casi solo lo 0,9% è stato oggetto di denuncia. Nell’ultima ricerca compiuta da Sos Infanzia (Movimento per l’Infanzia) l’11% dei ragazzi ha dichiarato inoltre di essere stato vittima di violenze psicologiche durante l’infanzia (si tratta di circa un milione di minori). Altre cause di sofferenze diverse, ma non per questo meno traumatiche, sono gli incidenti stradali, che rappresentano la prima causa di morte per i ragazzi dai 15 ai 29 anni, a causa sempre degli incidenti stradali, inoltre, ogni anno in Italia 15.000 bambini soffrono danni permanenti, a questi dati si devono aggiungere quelli relativi ai bambini scomparsi, quindi i bambini impiegati illecitamente nel lavoro (circa 400.000 da una ricerca della CGIL del 2001), i bambini vittime di incidenti domestici, i bambini impiegati nell’accattonaggio, utilizzati dalla malavita o che vivono sotto la soglia della povertà (circa due milioni in Italia).
Le cifre sono impressionanti, lasciano senza fiato, increduli, talmente increduli da rimanere indifferenti, inerti, impotenti e passare oltre sperando che qualcun altro, un giorno, possa risolvere una questione talmente dolorosa che diventa istintivo rimuovere e allontanare dalla nostra coscienza.
Il Movimento per l’Infanzia nasce dalla consapevolezza che il dolore dei bimbi, il loro disagio, la sofferenza è un tabù che viene radicalmente negato e rimosso, il Movimento per l’Infanzia è una sfida che anticipa i tempi, un’associazione nata non solo per svolgere attività di sostegno e solidarietà verso i bambini in difficoltà, ma anche e soprattutto per avviare una campagna di sensibilizzazione sociale, per promuovere una nuova cultura per l’infanzia che si deve tradurre in un profondo rinnovamento dell’ordinamento giuridico e istituzionale capace di esprimere e garantire realmente i diritti dei bambini.
Se da una parte singole tragedie che riguardano i bambini (un esempio fra tutti l’infanticidio di Cogne) vengono trattate con grande attenzione dai media, un’attenzione spesso eccessiva e che in alcuni casi sfiora la morbosità e la strumentalizzazione, dall’altra parte i convegni, le ricerche, le dichiarazioni o le riflessioni, i contributi finalizzati ad affrontare il problema del disagio e della sofferenza infantile come un problema sociale grave e diffuso nella società viene incredibilmente rimosso dalle coscienze, sparisce dalle comunicazioni dei media, non trova cittadinanza nella mente dei politici, non viene riconosciuto dalle istituzioni; ciò si verifica perché risulta troppo doloroso assumere la consapevolezza che la nostra società “civile” in verità non è ancora in grado di tutelare adeguatamente dalla violenza e dalla trascuratezza i bambini.
Il Movimento per l’Infanzia nasce quindi per colmare un vuoto di consapevolezza sociale sulla “questione infantile”, per promuovere autenticamente una “nuova cultura dell’infanzia” e per rappresentare un impellente bisogno di giustizia a favore dei bambini e dei loro disagi e della loro sofferenza.
Le idee guida e l’originalità del Movimento per l’Infanzia
Il Movimento per l’Infanzia si propone di svelare e mettere in crisi i modelli adultocentrici che fino ad oggi hanno permesso una politica sociale e giuridica sostanzialmente sorda e cieca nei confronti dei bambini e dei loro bisogni, si propone di dare vitalità e spessore ad una “nuova cultura a favore dell’infanzia” che, in mancanza di un impegno e un’analisi autentica e coraggiosa, rischia di rimanere uno slogan privo di contenuti, si impegna per promuovere numerose attività di sensibilizzazione e proposte di riforma dell’ordinamento giuridico senza le quali i “diritti dei bambini” restano tristemente solo una chimera irraggiungibile.
I modelli adultocentrici: l’adultocentrismo è un modello che, nella storia dell’uomo non ha avuto, fino ad oggi, posizioni culturali antagoniste, è stato cioè da sempre adottato senza quella capacità critica capace di individuarne i limiti e le potenzialità distruttive e penalizzanti per i diritti e i bisogni dei bambini.
Il contrasto all’adultocentrismo è proprio la faticosa opera di rivisitazione di modelli sociali, giuridici, didattici, istituzionali che nel tempo si sono consolidati e che oggi vanno analizzati e rimossi con un’opera coraggiosa e generosa di critica sociale.
Non si spiegherebbe altrimenti, se non con una massiccia presenza dell’adultocentrismo negli automatismi culturali, il divario sconcertante che c’è fra le proiezioni di violenza sessuale (secondo le ricerche innanzi accennate) per anno in Italia 100.000/200.000 casi e le denunce, che si aggirano intorno a 800/900 l’anno e di cui la metà circa finiscono per essere archiviate o con una sentenza di assoluzione.
Nuova cultura a favore dell’infanzia : non esistono nuove istanze culturali senza adeguate capacità di analisi e critica dei limiti degli attuali riferimenti sul tema dei bisogni e dei disagi infantili, non esiste una nuova cultura se mancano idee e proposte per attivare i sensori istituzionali, le tutele giuridiche, le risorse e le competenze professionali per rendere una società in grado di garantire i bambini dalla violenza, dall’egoismo, dalle inquietudini, dalla passività e dall’indifferenza del mondo adulto.
Se si vogliono enumerare le proposte concrete a favore dell’infanzia avanzate dalle associazioni o dal mondo politico, a parte l’apertura di nuovi numeri telefonici o l’impegno ad oscurare i siti pedopornografici che sono attività e proposte vecchie di decine di anni e oggi da considerare completamente inutili, non troviamo che poche e scarne iniziative finalizzate ad inasprire le pene per alcuni reati a danno dei bambini o a creare “garanti per l’infanzia” che non hanno poteri, autonomia e competenze adeguate a svolgere i loro compiti e che rischiano di diventare operazioni di facciata.
La nuova cultura per l’infanzia è in verità uno slogan privo di proposte e di contenuti, l’abisso che esiste fra il bisogno di protezione dei tantissimi bambini vittime di traumi e le misure poste in essere o anche solo proposte dal mondo adulto è disarmante.
Attività del Movimento e proposte di riforma dell’ordinamento giuridico: Il Movimento per l’Infanzia si distingue da altri progetti aggregativi (1) per l’impegno di alto valore etico (del Movimento fanno parte molti soci che hanno pagato in prima persona la sofferenza del trauma subito durante l’infanzia, tra i quali, ad esempio, Luciano Paolucci padre di Lorenzo Paolucci ucciso da Chiatti) (2) per i contenuti e lo spessore culturale (del Movimento fanno parte associazioni e professionisti che da anni producono i più interessanti contributi scientifici a favore dell’infanzia come ad esempio il Centro Studi Hansel e Gretel cui Presidente è Claudio Foti) (3) per le numerose attività di sensibilizzazione (sono decine gli incontri pubblici e i convegni organizzati ogni anno dal Movimento e da associazioni federate al Movimento) e di ricerca scientifica (come ad esempio la ricerca di Sos infanzia e del Movimento per l’Infanzia sulla violenza sessuale, fisica e psicologica sommersa – ricerca Vicenza 2006, ricerca Castelfranco Veneto 2007, in partenza una ricerca analoga a Firenze) (4) per le attività di sostegno e di solidarietà (consulenze gratuite psicologiche e legali anche on line, sostegno economico a famiglie in difficoltà, gestione di case famiglia (Sos Adolescenza), sostegno di missioni all’estero (Iad Bambini Ancora), (5) per le numerose proposte originali e innovative di riforma dell’ordinamento giuridico per conoscere e approfondire le quali si rimanda alla lettura del testo “I diritti dei bambini: un debito con la storia” di Girolamo Andrea Coffari (Presidente del Movimento per l’Infanzia) FrancoAngeli, 2007. Andrea Coffari
24 Marzo 2007 - Cronaca della provincia di Vicenza:
La polizia ha arrestato, dopo un’indagine lampo, un operaio di 41 anni di Arzignano. È accusato di aver violentato in almeno 4-5 occasioni una ragazzina di 13 anni di cui conosceva la famiglia. Nessuno sapeva che alcuni anni fa l’operaio, che ha una sua famiglia, aveva patteggiato due anni di reclusioni, senza scontare la pena in carcere, per aver molestato sessualmente due sorelle.
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E’ consueto leggere la cronaca e trovare resoconti processuali secondo i quali i pedofili ottengono sistematicamente sconti di pena. Non sono il numero dei mesi o degli anni di sconto lo scandalo, ma il principio secondo il quale chi ha usato violenza sui bambini, ritenuto colpevole da un’aula di Giustizia e condannato, sia ammesso a tale beneficio. Il carcere rimane allo stato attuale l'unica forma di protezione per questi individui: protegge le potenziali future vittime e protegge anche il pedofilo dalle sue perversioni. Si potrebbe discutere sulla validità della carcerazione così com'è nella realtà: sono del parere che il paventato reinserimento nella società di simili individui, se pur auspicabile nonostante tutto, risulti possibile solo con adeguate terapie e strutture che attualmente non esistono in carcere. Tuttavia non si possono beneficiare i pedofili scaricando sui cittadini problematiche che nemmeno le Istituzioni sono in grado di gestire. Pertanto, in questo momento, il carcere è l'unico strumento di protezione sociale da questi individui. Allo stato dei fatti quindi ci si chiede come mai tanta indulgenza che decurta ed annulla “ipso facto” la pena anche di questi assassini dell’infanzia. Ancora una volta le aspettative sacrosante del diritto delle vittime vengono rinnegate dagli adulti. Dov'è la certezza della pena in tutto questo? Che giustizia è mai questa che fa sconti di pena ad un violentatore di bambini? Come potrà mai esserci pace senza giustizia? Con quale coraggio possiamo dire oggi ad un genitore di una vittima che l’abusante era già stato condannato per lo stesso reato ma che la sua perversione non poteva essere nota e che non era giustamente carcerato ma libero di commettere l’ennesima violenza? Intendiamoci, i magistrati applicano le leggi che il parlamento, eletto da noi cittadini, legifera. Oggi chi non paga una rata del mutuo viene bollato come inaffidabile in elenchi a disposizione di chiunque; chi fallisce con un’azienda è esposto in elenchi pubblici e marchiato come un fallito! Chi invece violenta una bambina agisce indisturbato ed il suo nome viene mantenuto segreto. Chi tentò tempo addietro di pubblicare i nomi dei pedofili condannati, vedi il caso di Vittorio Feltri, subì conseguenze peggiori dei criminali stessi (venne temporaneamente radiato dall’Ordine). Si dice che questo avviene per tutelare i minori coinvolti altrimenti riconoscibili quando si tratta di abusanti genitori. Certo, prima di tutto la garanzia per i bambini, ma le sentenze non sono emesse “in nome del popolo italiano”? Quindi in nome di tutti noi ed in ragione di questo, qualunque genitore dovrebbe essere messo nella condizione di conoscere i nomi di tutti i pedofili condannati. Quale genitore non vorrebbe sapere se in quella casa dove sua figlia va a giocare con l’amichetta abita un pedofilo? Come e quando è un problema che si può risolvere cominciando a ragionare seriamente su questo bisogno che deve essere “sentito” seriamente da chi è preposto a tutelare, normare ed amministrare il Paese. Ora mi chiedo: quando acquistiamo una casa ci preoccupiamo del posto, se è ben soleggiato, se è adeguatamente servito ecc. ma non ha forse diritto un genitore di conoscere anche chi gli vive accanto? Non è forse più utile, sempre per tutela e la prevenzione, sapere se il mio vicino di casa è un pedofilo che ha già subito delle condanne? La casistica parla chiaro nel merito: un pedofilo non si ferma alla prima vittima. Ma allora che tutela dei minori è mai questa se è più garantito l’interesse economico a quello del valore inestimabile della dignità del Bambino? E' necessaria una giustizia umana, foriera di pace sociale capace di rispondere ai reali bisogni dei più piccoli ed indifesi. Bisogni di tutela, di protezione, di pene certe e scontate per chi si macchia di orrendi crimini sull'infanzia, di programmi di prevenzione e tutela per l'infanzia. Da cristiano sono assolutamente convinto che si devono aiutare anche i pedofili ma tale recupero, per questi specifici pregiudicati, è possibile solo mediante strutture protette ed adeguate terapie, non certo rimettendoli in libertà. Chi si occupa di violenza all'infanzia come questa associazione che presiedo, raccoglie lo sgomento e l'indignazione delle vittime e dei loro familiari per l'offesa arrecata all'infanzia violata. L'errore commesso dalle Istituzioni preposte, concedendo "benefici" a termini di legge che hanno rimesso in libertà un pedofilo condannato, si perpetua con l’ennesima violenza commessa dallo stesso pedofilo, manifestando l’incapacità di questo sistema di tutelare altre potenziali vittime innocenti. Ci auguriamo che si inizi finalmente a capire, da parte di tutti, che questi perversi criminali debbono scontare la pena che verrà loro comminata, dopo l'iter processuale che dovrà stabilire responsabilità e colpe in un'aula di giustizia. La certezza della pena, concetto sentito dalla comunità ma che sembra dimenticato da più parti, sarà quindi la logica conseguenza di un processo che è atto riparativo, necessario e doveroso socialmente per la protezione anche di altre potenziali vittime (nella storia di un pedofilo ci sono spesso violenze ripetute su più vittime). L'assunzione di responsabilità del pedofilo, l'ammissione delle sue colpe, sono i presupposti per rendere possibile anche un cristiano ipotetico recupero dell'abusante, ovviamente dopo che ha pagato le sue colpe verso la vittima e la società. Così inizieremo forse a comprendere che la coerenza tra stupendi enunciati a favore dell'infanzia e la concretezza dei fatti porranno fine all'essere Ponzio Pilato di fronte ai tanti Erode di turno. Esistono dei valori che devono essere difesi non solo dalle associazioni di volontariato ma tutti gli adulti di buona volontà.. Dobbiamo ritrovare la capacità di indignarci e di agire concretamente. Ma non basta stracciarci le vesti e scandalizzarci di fronte all’ennesima violenza ai danni di una bambina ma trovare, ognuno di noi, la forza di batterci per valori assoluti e nobili ideali che sono alla base di una civiltà che si dice evoluta. Quanti leggendo queste notizie si scandalizzano, quanti si organizzeranno, scenderanno in piazza, faranno mozioni, tavole rotonde? Quante testate giornalistiche interverranno a Vicenza, televisioni pubbliche e private faranno servizi speciali per denunciare l’ennesima violazione dei diritti del bene più prezioso al mondo, i nostri Bambini? Inevitabilmente domani si tornerà ad occuparsi degli eventi importantissimi legati all'illusione sportiva del mondo calcistico, dell'inutile gossip o pettegolezzo di turno, delle promesse elettorlai per le amministrative, della seconda base Usa a Vicenza.
Graziano Guerra, Presidente S.o.s. Infanzia Onlus Vicenza componente consiglio direttivo del Movimento per l'Infanzia

Assegnato il 17° Premio Club Service
A “Sos Infanzia” il riconoscimento di Lions, Inner Wheel Rotary e Soroptimist
Il premio assegnato oggi a questa associazione che presiedo, che fa parte del Movimento per l'Infanzia, dal comitato composto da Rotary International Clubs, Lions Internationals Clubs, Soroptimist International ed International Inner Wheel, è un risultato straordinario ottenuto grazie alla sensibilità ed attenzione dimostrata dagli enti citati. La donazione, il contributo, il premio sono forme concrete di sostegno che riescono a favorire l'attività di volontariato migliorando i servizi offerti. Grazie quindi a questi clubs a nome di tutti noi ma sopratutto vorrei indicare i veri destinatari di questa riconoscenza: i fanciulli. Tutti i minori da noi rappresentati, a partire dalle vittime di violenza che quasi mai ottengono giustizia, perchè quasi mai viene riconosciuta la loro verità. Queste vivono a volte per tutta la vita segnate da quella morte emotiva che alcuni adulti irresponsabili hanno causato. A loro innanzitutto va l'applauso, la gratificazione, la riconoscenza per quanto abbiamo acquisito nel corso di questi anni in termini di conoscenza e di consapevolezza. A tutti quelle vittime con le quali abbiamo condiviso quel calvario diventando parte della stessa lacrima desidero consegnare nominalmente questo premio. Sono molte, sono tante sono ancora drammaticamente troppe. Sono vittime che hanno una loro vita sociale, che vanno ancora scuola o che, diventate già adulte, frequentano diversi ambienti . Ma non parlano, perché hanno un vincolo di paura, di dipendenza, ed a volte anche di affetto nei confronti del loro violentatore, perché hanno sviluppato la sindrome di adattamento all'abuso: il bisogno di sopravvivere ad una situazione familiare che appare senza via d'uscita e una dilagante sfiducia in se stessi e nella possibilità comunicativa. La voglia di parlare nella vittima c'è, ma la voce può fermarsi in gola. Non parlano perché la comunicazione inizia non già dalla bocca di chi parla, bensì dalle orecchie di chi ascolta, cioè dalla disponibilità dell'ascoltatore a soffermarsi sui segnali di disagio del bambino. Una disponibilità all'ascolto - di tempo, di condivisione, di vicinanza emotiva - che risulta socialmente assai scarsa nella comunità adulta. Quindi con la mia voce, le mie parole e le nostre attività cerchiamo di dare ascolto a chi grida nel silenzio dell'indifferenza ed essere stati premiati per questo significa premiare loro, con le loro idee, le loro emozioni, i loro bisogni, la loro sensibilità, l'entusiasmo che rappresentano le motivazioni forti e irrinunciabili delle iniziative dell'associazione che presiedo. E' anche grazie alle scuole, ai docenti ed ai numerosi studenti incontrati nel corso delle nostre attività se oggi siamo stati ritenuti meritevoli di questo premio. Dalle scuole per l'infanzia al Liceo Classico, Scientifico, Artistico, all'ITC, ITCG, IPSS, IPSIA, Istituto Agrario, in tutte le scuole ho sempre trovato studenti attenti e partecipativi. Le testimonianze, gli incontri nelle scuole, nelle conferenze serali, le consulenze e le assistenze prestate sono state occasioni di reciproco arricchimento diventando nel tempo il nostro più importante bagaglio culturale. Quindi un sentito ringraziamento al comitato per l'assegnazione del premio ed il loro generoso contributo ma alziamoci in piedi per applaudire le testimonianze coraggiose di tante vittime, i nostri giovani studenti che sono il nostro futuro, l'operosa e silenziosa opera di collaborazione con questa associazione di tanti docenti, il Presidente del Movimento per l’Infanzia
Andrea Coffari che mi è sempre stato vicino, i soci volontari, tanti amici sostenitori che anonimamente hanno contribuito a questi risultati. Grazie a tutti, questo premio ci impone ora una responsabilità ancora più grande per migliorare i nostri servizi a favore dei terzi rappresentati, i Bambini, sempre con molta umiltà ma con rinnovata determinazione.
S.o.s. Infanzia Onlus
Il presidente
Graziano Guerra www.sosinfanzia.org
Quotidiano "La Repubblica" di venerdì 2 marzo 2007, pagina XIII della cronaca di Firenze: violenze dal padre dell'amichetta.
L'articolo racconta di un processo che si è concluso in primo grado con la condanna di un uomo che ha preso in braccio una bambina di otto anni, l'ha portata in pineta, le ha messo una mano nelle parti intime e "l'ha toccata a lungo, insistentemente, prima che lei riuscisse a divincolarsi".
La bambina, in sede di incidente probatorio, è stata più che convincente così che i giudici non hanno avuto dubbi sulla colpevolezza dell'uomo. Ciò che mi scandalizza è il fatto che la Corte ha ritenuto che la violenza fosse di "lieve entità" e, applicando probabilmente le attenuanti generiche, ha condannato l'uomo a soli due anni di reclusione.
L'art. 609 ter del codice penale all'ultimo comma stabilisce che la pena per chi commette violenza sessuale a danno di minori di anni 10 è della reclusione da sette a quattordici anni, mentre l'art. 609 bis c.p. , all'ultimo comma, pone il principio della diminuzione della pena, nella misura non eccedente i due terzi, nei casi di minore gravità.
Ciò che mi addolora e mi indigna è considerare di minore gravità una violenza usata nei confronti di una bambina che è stata prima portata via con la forza (perchè non è stato considerato anche il sequestro di persona?) quindi "masturbata" lungamente da un uomo malato e criminale che ora potrebbe già essere libero con la condizionale e pronto a sfogare le sue inquietanti perversioni sui figli di qualcun altro, se non sui suoi.
C'è un'indifferenza, un'accondiscendenza, un'approssimazione, una leggerezza e un atteggiamento di ipocrita indulgenza verso gli adulti quando si tratta il tema della violenza ai bambini (violenza sessuale, fisica o psicologica) tale che oramai la nostra società rischia di abituarsi e metabolizzare anche il "consumo" sessuale nei confrotni dei bambnini, la violazione, di fatto impunita, dell'anima dei bambini, del loro equilibrio, del loro futuro, della loro innocenza e del loro candore.
Questo avviene nell'indifferenza generale, infatti chi è che leggendo quell'articolo si è scandalizzato per l'entità irrisoria della pena? Non lo so, certo non il giornalista che ha scritto l'articolo, nè il Pubblico Ministero che aveva chiesto solo quattro anni, neppure il capo redattore della Repubblica che ha messo l'articolo fra le ultime pagine della cronaca di Firenze, neppure i direttori di altri giornali che non hanno riportato neppure il caso.
La violenza ai bambini non fa più notizia, non fa più riflettere, non scandalizza, non fa male e oramai non viene neppure riferita adeguatamente. Oggi anzichè un articolo sul blog ho scritto uno sfogo amaro e pessimista, me ne rendo conto, non in linea con il mio ruolo di Presidente di un Movimento che ha il compito di promuovere una nuova cultura a favore dell'infanzia, una nuova proposta di attenzione, di ascolto, di tutela e consapevolezza verso il bene più prezioso che una società dovrebbe custodire con la massima attenzione: i bambini.
L'ipocrita superficialità che noto quando si tratta il delicato e vitale tema dei diritti dei bambini fa scrivere parole amare; l'ignoranza e l'indifferenza sono le ombre che nascondono la verità, i valori, il senso critico, il dolore degli altri, anche se sono bambini indifesi; l'ipocrisia pone con spregiudicatezza ogni evento sullo stesso piano, ogni voce, ogni colore, ogni sfumatura rende indistinguibile l'una dall'altra e tutto nasconde, proprio come la nebbia della cattiva coscienza.
Ora possiamo tornare a occuparci dell'ultima alchimia politica, degli ascolti di Sanremo, degli importantissimi e improcrastinabili problemi legati al mondo del calcio.
Andrea Coffari
Il Movimento per l’Infanzia
Il Movimento per l’Infanzia, nato dopo un lungo periodo di elaborazione e travaglio durato circa sei anni, si è finalmente costituito il 27 novembre 2005 in occasione di un convegno tenutosi a Torino.
Da allora le attività svolte dal Movimento e dalle associazioni che si sono ad esso federate sono state rivolte a creare occasioni di incontro, dibattiti e convegni, pubblicazioni, ricerche al fine di coinvolgere altre persone e associazioni per fare crescere il Movimento e farlo diventare un punto di riferimento sociale e politico in grado di dialogare e negoziare con le istituzioni e capace di cambiare effettivamente la cultura, la sensibilità, l'attenzione e quindi anche le leggi, a favore dell’infanzia.
Il tema dei bambini, il loro benessere, il loro bisogno di protezione dalla violenza, dalla trascuratezza, dall’egoismo degli adulti è drammaticamente assente dall’agenda dei politici: i bambini non votano, non sono rappresentati, non possono fare pressione sulle istituzioni per far valere i propri interessi, i bambini non rappresentano un tema sociale per il quale vale la pena impegnare risorse economiche e umane per migliorarne le condizioni di vita perché è un settore che non garantisce un ritorno elettorale.
Ecco che sui giornali ieri campeggiava una ricerca dell’Istat secondo la quale almeno un milione di donne in Italia hanno subito violenza sessuale o fisica; sono dati oggettivamente sconvolgenti, sono numeri che farebbero rabbrividire e riflettere per settimane e mesi una società attenta alla qualità della vita, solidale con la sofferenza del prossimo, una società che sa difendere e promuovere i diritti della donna e dell’uomo come un bene prezioso del quale bisogna avere la massima cura. E invece la notizia, sebbene evidenziata su molti quotidiani, è già stata dimenticata, travolta dall’ultima partita di calcio, seppellita dall’ultimo caso di cronaca nera o rosa, metabolizzata dalla nostra coscienza che corre impazzita dietro all’ultima crisi di governo di una politica che parla sempre più di se stessa e sempre meno della gente.
Ma la notizia, più volte lanciata anche da queste pagine, che in Italia almeno un milione e mezzo di bambini hanno subito violenza sessuale o fisica, è stata ed è sistematicamente ignorata anche dai mass-media, non un articolo, nessun commento, nessuna attenzione, eppure i dati che riguardano la violenza ai bambini scaturiscono da diverse ricerche alle quali bisogna riconoscere un credito scientifico perfino maggiore della ricerca dell’Istat.
Che fare? Che speranza possiamo coltivare per cercare di svegliare le coscienze di questo tempo che si occupano di falsi problemi e trascurano quelli veri? Che impegno possiamo profondere per avere la sensazione di non operare a vuoto?
Il Movimento per l’Infanzia sta muovendo i primi passi ma tante persone si stanno accorgendo della serietà della nostra proposta, della originalità delle nostre idee, del sacrificio, dell’impegno, della trasparenza che caratterizzano le attività, i progetti, le modalità attraverso le quali vogliamo realizzare questo ambizioso progetto.
In questi giorni altre importanti associazioni mi hanno contattato per avvicinarsi o federarsi al Movimento per l’Infanzia e a queste persone, cui sta a cuore il destino di tanti bambini sfortunati e dimenticati, io dico che il Movimento sono loro; si devono sentire in prima persona chiamati a costruire attraverso il loro spirito di iniziativa un movimento esteso e radicato nel territorio per arrivare a costringere le forze politiche ed istituzionali ad aprire la mente e il cuore su una grave e urgente questione sociale inerente il benessere dei bambini, oggi totalmente ignorata dalla nostra cultura così attenta alle futilità e così distratta sul tema dei valori etici fodamentali anche e specialmente se si tratta di bambini.
Andrea Coffari
Immaginiamo di percorrere un pezzo di strada in bicicletta ed incontrare lungo il cammino persone che ci raccontano la loro storia, di fermarci per aiutare chi sembra avere bisogno del nostro aiuto, di riflettere sugli incontri e le esperienze vissute. Una volta arrivati scopriremo che sarà stato più importante il viaggio della meta, sentiremo di esserci arricchiti durante il cammino e di essere arrivati a destinazione diversi da quando eravamo partiti.
Così è, o dovrebbe essere, la vita: un percorso della coscienza e della mente che trova il suo senso non tanto nella meta, che rimane un mistero, quanto nello stesso vivere che è metafora del viaggio e che va arricchito di senso e significati.
Immaginiamo invece di compiere lo stesso percorso in macchina viaggiando a 200 Km/h sull’autostrada, concentrati sulla fretta di arrivare: lungo la strada passeremmo davanti alle tragedie più raccapriccianti, agli eventi più drammatici, alle persone più bisognose del nostro aiuto e rischieremmo di non renderci neppure conto di ciò che abbiamo accanto, di non vedere, di non percepire.
Alla fine del viaggio non avremmo imparato nulla se non a giustificare ed alimentare la nostra indifferenza.
Così sembra essere diventata la nostra società apparentemente civile, una folle corsa verso mete ignote, un’ansia generata dal bombardamento di e-mail, sms, pubblicità, trash televisivo, false notizie e falsi problemi, falsi bisogni, false gratificazioni; siamo stimolati alla produzione, al consumo, al divertimento, allo stordimento oltre i ritmi naturali della nostra mente, della nostra coscienza, del nostro cuore. Il risultato di questa folle e inutile corsa è l’indifferenza dovuta proprio alla velocità con la quale passiamo oltre le cose, gli uomini, i sentimenti, i valori.
Anche per quello che riguarda la tutela, la cura, l’amore, l’attenzione per i bambini impera l’indifferenza. Notizie che qualche anno fa avrebbero fatto rabbrividire chiunque, che avrebbero messo in crisi le “coscienze”, messo in crisi una visione del mondo edulcorata e fasulla che vogliamo a tutti i costi conservare, che avrebbero quindi fatto riflettere, pensare, agire, oggi occupano qualche riga nelle pagine interne sulle cronache locali dei quotidiani a bassa tiratura.
Eppure si moltiplicano i casi di ragazzini poco più che quattordicenni che compiono violenze di gruppo a danno di qualche compagna di classe, si moltiplicano i casi di bullismo, di atti di vandalismo, sono eloquenti indicatori di un’infanzia trascurata, di un’infanzia abbandonata a se stessa, sono indicatori di una società che attraverso i media stordisce una intera generazione con stimoli e modelli consumistici e violenti, attraverso messaggi fuorvianti tesi a desiderare le “cose” ed i “piaceri” svuotati dal loro vero significato, desiderare il danaro svuotato dalla sua funzione sociale, desiderare il sesso privato dai sentimenti, desiderare il successo fine a se stesso senza la realizzazione di un talento.
Ma noi corriamo verso l’ignoto e la velocità che abbiamo non può che condannarci all’indifferenza, i nostri figli sono manipolati ogni giorno da una cultura mediatica surreale, decadente e perversa, ma noi stiamo rincorrendo il nulla, non ci rendiamo neppure conto del disastro che sta accadendo ai bordi di una strada che è la nostra vita, il mondo di oggi, la cultura che stiamo alimentando che è la disperante identità che stiamo consegnando ai bambini di oggi che sono gli adulti di domani.
Andrea Coffari
Per le Feste del periodo natalizio si è soliti fare gli auguri che pure io da questo spazio virtuale vorrei poter esprimere.
Auguro a tutti i bambini del mondo di nascere in una società in grado di accudirli, farli crescere serenamente secondo i migliori valori della solidarietà, dell'onestà, del rispetto, della compassione e della verità.
Auguro a tutti i bambini del mondo di poter crescere in una società in grado di assicurare loro il soddisfacimento delle necessità vitali quali una dignitosa dimora, il pane quotidiano e un'adeguata istruzione, ma che garantisca anche di poter esprimere liberamente la loro esplosiva voglia di vivere, di gioire, di conoscere.
Auguro a tutti i bambini del mondo di avere accanto genitori e adulti in grado di ascoltarli, di capirli, di aiutarli nei piccoli o grandi problemi, di soccorrerli nel bisogno e proteggerli nel dolore, di dedicare loro il tempo e l'attenzione che meritano, l'affetto, l'amore dei quali hanno bisogno.
Auguro a tutti i bambini del mondo di essere rappresentati da governanti in grado di percepire i loro bisogni e tutelare con leggi adeguate i loro diritti, che abbiano quella sensibilità, quegli ideali e quel coraggio che distinguono gli uomini politici dai politicanti.
Auguro a tutti i bambini del mondo di stare lontano, almeno durante la stagione dell'infanzia, dalle inquietudini e dalla violenza degli adulti, di non conoscere la guerra, l'orrore, la perversione, la povertà, l'umiliazione, la cattiveria, l'egoismo.
Auguro a tutti i bambini del mondo che tanti adulti che hanno subito violenza durante l'infanzia o che hanno la sensibilità e l'altruismo per sentire compassione e amore per i piccoli o che hanno specifiche competenze o solo e semplicemente il senso autentico e profondo di un impegno civile possano unirsi in un grande progetto associativo, in un Movimento culturale e politico che muova le coscienze, la mente e il cuore, perchè gli auguri che avete appena letto da utopia possano diventare realtà.
Auguro a tutti i bambini del mondo che per queste feste di Natale, nelle quali si celebra la nascita di Gesù bambino, gli adulti, che partecipano a questa importante festa, non soddisfino il loro bisogno, legittimo, di sentirsi buoni con l'inutile elemosina di un giorno, ma capiscano che i bambini hanno un valore inestimabile per l'umanità intera e per questo motivo a loro va riconosciuta la dignità e la necessità di essere tutelati con dei diritti autenticamente garantiti, con adeguate istituzioni e servizi, con una cultura di ascolto e accoglienza, con una politica non ipocrita e autocelebrativa, con genitori disposti a donare tempo e amore, con leggi in grado di superare l'ottica adultocentrica.
Per ragigungere queste importanti mete non basta la carità, l'elemosina, la commozione passeggera che non lascia traccia, è necessario l'impegno vero, concreto e generoso di ciascuno di noi a favore dell'infanzia, è necessaria l'unità e il coordinamento di tante forze e intelligenze capaci di cambiare veramente il destino di tanti bambini sfortunati.
Buon Natale, Andrea Coffari
Giornata dei diritti dell'Infanzia, ha senso celebrarla?
Anche quest'anno si perpetua la celebrazione, come se bastasse un giorno all'anno per risolvere la penosa questione della sistematica violazione dei diritti dell'infanzia. I primi educatori sembra abbiano abdicato delegando sempre piu' ad altri il dovere potestativo di tutela, istruzione, educazione dei propri figli. Quando va bene il sostituto del genitore è la scuola ma ad occuparsi e ad occupare la mente, il cuore e l'anima dei nostri figli è sempre piu' spesso la televisione. Recenti studi ed indagini stabiliscono che le madri italiane parlano con i propri figli mediamente 18 minuti al giorno mentre dedicano quasi 3 ore (sempre mediamente) davanti ad un televisore. Il problema - questo è il vero dato di fatto - è che i minori non possono più stare senza televisione perchè la televesione in particolare, ma i massmedia in senso generale, hanno sostituito il ruolo educativo dei genitori. La tv oggi rientra nel loro orizzonte quotidiano, è "obbligatoria" al pari della Playstation e del motorino a 14 anni. E' stato fatto un esperimento: spegnere per due settimane lo schermo ad un centinaio di ragazzi sotto i 17 anni; 7 su 10 si sono detti fin da subito incapaci di resistere. Dopo cinque giorni di astinenza la metà del gruppo ha dato forfait, ritornando al suo "narcotico culturale" quotidiano. Quando io ero un bambino guardavo "Rischiatutto", unica trasmissione allora permessa alla visione di un bambino. Guardando quei "mostri" di sapienza che avevano tante nozioni mi sentivo un deficiente; oggi qualsiasi bambino che guarda alcune trasmissioni televisive si sente molto sapiente e pensa che quelli della televisione siano dei deficenti. Ma si vive un "gap" anche se rinunciamo alla televisione, si ha una nevrosi socialmente strutturata, per la paura di "sentirsi tagliati fuori dal mondo". Certo, l'informazione per un adulto rappresenta il sistema per sentirsi "parte" di questo mondo, sempre collegati, aggiornati e costantemente coscienti di quanto accade nella realtà che ci circonda. Per un bambino i massmedia sono la forma immediata di informazione, la risposta in tempo reale, al bisogno immediato di conoscenza anche semplice, come sapere chi è paperino o Ulisse o un qualsiasi comportamento animale in un documentario. Ma, se pensiamo a programmazioni meno edificanti rispetto ai documentari o alla notizia in diretta sulle realtà sociali, la violenza che oggi permea buona parte dei palinsesti non fa altro che causare stress e traumi nei più piccoli. La televisione diseducativa ha effetti ormonali sui bambini - secondo lo studio del professor Roberto Salti, endocrinologo pediatrico dell'Ospedale Meyer di Firenze - e anticipa la pubertà già a 7-8 anni. Troppa violenza, troppo sesso sull'irrinunciabile schermo stimolano alcune zone cerebrali e producono reazioni a cascata sui più piccoli, rendendoli mentalmente adulti prima del tempo.. Un processo, questo, che tende nel tempo a desensibilizzarci su quanto la tv trasmette. "Il primo atto violento a cui assistiamo ci colpisce molto più che il centesimo" spiega David Elkind nel suo libro The Hurried Child (Il bambino frettoloso), in cui codifica la "pseudo-sofisticazione". Elkind sostiene che la televisione incoraggia i bambini a parlare e ad agire come se fossero molto più anziani e molto più esperti. Nel fare così, i più piccoli tendono ad escludere la risposta emotiva che potrebbero avere normalmente nell'assistere alla violenza o al sesso o al crimine in televisione. Questo fa sì che i bambini possano agire, sembrare, comportarsi come degli adulti, anche se dentro di loro continuano a sentire e a pensare ancora da bambini. Una soglia superiore al 50% dei programmi televisivi italiani contiene scene di violenza e questo eccesso può portare ad un aumento dei comportamenti aggressivi nei bambini e negli adolescenti, con il rischio di incappare in età più avanzata in scelte sociali discutibili, come il bullismo o l'aggregazione in baby gang, fenomeni che la cronaca recente ci riporta in tutta la loro drammaticità. La violenza veicolata dai massmedia e fruibile dai bambini senza alcuna mediazione e controllo dell'adulto, agevola così la certezza di vivere in un mondo pervaso solo da violenza, che quindi ne giustifica l'uso. Certo, la collettività adulta ne è consapevole e tutti, almeno a parole, tentano di arginare il fenomeno agendo mediante specifica normativa a tutela e controllo dei minori. Il fenomeno della violenza all'infanzia è oggetto di continui studi e statistiche. Queste sono solo alcune delle innumerevoli statistiche che periodicamente ci "informano" sui giovani.
Rapporto UE : 2 giovani su cento fanno uso di cocaina. 1 ragazzo su 15 fuma regolarmente spinelli 1 ragazzo su 3 presenta sintomi di disagio il 45% dei bambini(scuola elementare e media) vuole dimagrire il 15% degli adolescenti è attratto dalla pubblicità dell'uso di alcool. 2.000.000 i giovani compresi nella fascia d'età fra i 15 e i 30 anni hanno disturbi dell'umore, di ansia e di personalità. 7° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza: il 35,2% dei bambini intervistati ha affermato di essere stato avvicinato o infastidito da un adulto che non conoscevano. Il 43,6% guarda la televisione da 1 a 3 ore al giorno. Il 45,7% dei bambini è libero di decidere autonomamente quando e quanto a lungo guardare la Tv, senza controllo degli adulti. Oltre la metà dei bambini prova fastidio nel vedere in televisione immagini di guerra e morte nei telegiornali (61,1%), scene di sesso e di nudo in film e telefilm (61,1%), volgarità e parolacce (52,6%). Il Veneto detiene un primato poco invidiabile, nella graduatoria dei reati compiuti sui minori: il terzo posto. 1 bambina su 5 è vittima di violenza sessuale, il 15% dei minori è vittima di violenza sessuale
Strano modo di questa società di interessarsi dei propri figli. Freddi numeri, asettiche statistiche che non sono riuscite in questa società evoluta ad invertire una deriva pericolosissima: l'inconsapevole indifferenza del mondo adulto che ha offuscato la ragione precludendo la possibilità di capire e rispondere ai reali bisogni dell'infanzia. A che cosa sono serviti tutti gli studi, le ricerche, le statistiche se non hanno contribuito ad assumere la consapevolezza che anno dopo anno assistiamo alla continua e progressiva violazione dei diritti dei bambini? A che cosa sono servite le innumerevoli normative giuridiche di riferimento se la cronaca ci riporta quotidianamente lo sfruttamento, l'abuso e la violenza ai danni dei minori sistematicamente in aumento? La violenza all'infanzia quando viene rappresentata o raccontata dai massmedia, in che misura, questi, contribuiscono a fornire una corretta informazione e quanto invece diventa occasione di spettacolarizzazione, di evento edulcorato da reality show o peggio ancora occasione di emulazione? Dal 1990, anno della Carta dei diritti del Fanciullo, più o meno stiamo dicendo sempre le solite cose e, anno dopo anno, sempre più o meno, Istituzioni e politica rispondono allo stesso modo: incoerenza, disattenzione, e incapacità di reali e concrete soluzioni. La notizia che ci tiene incollati da mesi davanti al televisore o che tiene banco nelle prime pagine dei giornali è la Finanziaria, non la violenza all'infanzia ovviamente. La notizia oggi la fa il presunto partito dei pedofili, formato da una manciata di imbecilli che non hanno raggiunto il quorum necessario per essere un partito, notizia riportata dalle maggiori testate di tutto il mondo, non la nascita di un Movimento nazionale a favore dell'infanzia che rappresenta i sacrosanti diritti dei bambini. Oggi però noi ringraziamo tutti i politici, di destra e di sinistra, per non essersi presentati al convegno di Foligno il 18 novembre scorso perché ci hanno fatto capire quale sia il loro interesse per i bisogni dell'infanzia. Le belle parole, le riflessioni argute del "maitre a penser" di turno che anche in questa giornata per l'infanzia, per l'ennesima volta, si spenderanno a destra e a sinistra non tolgono nulla alla gravità dei problemi che sono drammaticamente all'attenzione della società. La correttezza formale della politica non aiuterà uno solo dei tanti bambini violentati o delle tante famiglie disperate che si rivolgono a noi, che non abbiamo mezzi sufficienti e non abbiamo il potere per fare cambiare le cose. Il "sentito ringraziamento e il caloroso saluto" che sistematicamente ci perviene ad ogni invito non cambieranno l'orientamento adultocentrico delle nostre leggi, non destineranno risorse e competenze a favore dei bambini. Il 70,8% degli adolescenti italiani è poco (33,2%) o per niente (37,6%) interessato alla politica.. Il 53,7% ammette di capire poco o per niente la situazione politica del Paese e più di 2/3 del campione pensa che i politici siano poco (45%) o per nulla (24%) chiari quando parlano. I ragazzi avvertono la necessità di "svecchiare" la classe politica e il 64,5% degli adolescenti vorrebbe più giovani in politica. I circa 10.000 giovani incontrati nell'ambito delle nostre attività sono stanchi di parole a vuoto, di sterili litigiosità politiche, di preconcetti ideologici che servono solo a celebrare se stessi ed il proprio modo di far politica. Se tutte le statistiche, gli studi, le ricerche, a nulla servono, se tutto l'impegno dei volontari, osannati e lodati sempre a parole, non trovano adeguate risposte ai reali bisogni e necessità dei minori, considerato il disinteresse al rinnovamento, al cambiamento, alla rivoluzione culturale per una reale attenzione ai bisogni dell'infanzia, si deve amaramente prendere atto che questa politica è davvero al declino e che è urgente l'impegno di nuovi soggetti che finalmente rappresentino gli interessi dei terzi svantaggiati, a partire proprio dai più piccoli ed indifesi; infanzia che oggi non vota, non è un bacino di utenza elettorale ma che può trovare nelle persone abituate quotidianamente a rappresentarli, non solo a parole ma con i fatti, finalmente il loro diritto ad essere tutelati come soggetto di diritti inalienabili. Sarà questa la nostra futura scommessa e forse allora avrà senso celebrare questa giornata per l'infanzia, allora assumerà valore la ricorrenza perché sarà il frutto della concretezza, dei fatti. Tutto il resto sono solo parole, intenzioni e tutti conosciamo quale sia l'inesorabile destino delle migliori intenzioni.
Graziano Guerra
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Novità: è on-line il documento di presentazione del Movimento per l'Infanzia, che illustra le attività svolte nel 2008 e i programmi per il 2009. scarica il documento
Novità: è on-line il TERZO numero della pubblicazione "Il Popolo dei Bambini" periodico trimestrale in formato pdf . scarica il giornalino
SEDI REGIONALI
INCONTRI E CONVEGNI
CAMPAGNA SENSIBILIZZAZIONE
QUALE E' IL SENSO DELLA VITA?
Sabato 21 novembre 2009 a Civitanova Marche dalle ore 16.00
presso la scuola elementare Anita Garibaldi
via Ugo Bassi n. 30
Il Movimento per l'Infanzia
organizza il Convegno dal titolo
" La città a misura di bambino"
fra i relatori: Intilla, Berdini e altri
Venerdì 20 novembre 2009 a Milano dalle ore 18.30
Il Movimento per l'Infanzia e l'associazione Iad Bambini Ancora
organizza la IX "Fiaccolata silenziosa"
da Largo Cairoli fino alla galleria Vittorio Emanuele
Interventi di Bruni e autorità intervenute
Venerdì 20 novembre 2009 a Torino dalle ore 14.30
Il Movimento per l'Infanzia e la Facoltà di Scienze Politiche
presso la Sala lauree della Facoltà di Scienze Politiche
via Verdi n. 25
organizzano il Convengo dal titolo
"La giustizia dalla parte dei bambini"
fra i relatori, M. Della Valle, C. Belloni, C. Montali, E. Avezzù, P. Lombardi
M.C. Bruno Voena
Venerdì 20 novembre 2009 a Pavia dalle ore 10.00
corteo con partenza alle 10.00 da p.zza Castello
Convengo dalle ore 14.00 presso
l'aula Magna dell'Università di Pavia
dal titolo "La Giustizia dala parte dei bambini"
fra i relatori, Sala, Maggioni, Fiorillo, Polito
Putzulu, Frassanito, Borella e intervento degli studenti
dei licei: Taramelli - A. Volta - L. Cossa
Venerdì 20 novembre 2009 a Firenze dalle ore 15.30
presso la sala Convegni dell'Istituto degli Innocenti,
p.zza SS. Annunziata n.12
Il Movimento per l'Infanzia
organizza il Convegno dal titolo
" La giustizia dalla parte dei bambini""
fra i relatori: Zazzeri, Palladino, Dettore, Aversa, Coffari
Venerdì 20 novembre 2009 a Novara dalle ore 20.30
presso la sala Est Seisa, via Negroni n.7
Il Movimento per l'Infanzia con l'associazione Sos Antiplagio
organizza il Convegno dal titolo
"Pedofilia: quale difesa per i nostri bimbi oggi?"
fra i relatori: Gagliardi, Bressan, Poli, Fiocchi, Dominici
Giovedì 19 novembre 2009 a Jesi dalle ore 15.30
Sala A. Colocci, via Angeloni n.3
Il Movimento per l'Infanzia
organizza il Convegno dal titolo
" La TV dalla parte dei bambini"
fra i relatori:Casagrande, Aguzzi, Cavalieri, MOruzzi
Cardinali, Ferro, Focante
Giovedì 12 novembre a Novara ore 11.00
Conferenza stampa presso il C.S.V.
in via Monte Ariolo 10/12 del Movimento per l'Infanzia
e dell'associazione Sos Antiplagio
scarica locandina
Giovedì 3 ottobre 2009 a Sassuolo dalle ore 15.00
presso il teatro Carani in via Mazzini
Il Movimento per l'Infanzia
organizza il Convegno dal titolo
" Quale è il senso della vita?"
fra i relatori: Assimakis, Catena,
Giovedì 21 maggio 2009 ad Arena Po (Pavia) ore 20.45
presso la sala consiliare del Comune di Arena Po
in Piazza Vittorio Emanuele il Movimento per l'Infanzia
con l'associazione Il Piccolo Alan e Sos Antiplagio proietteranno il film
"Territori D'ombra" seguirà un dibattito pubblico.
Venerdì 8 maggio 2009 ad Arena Po (Pavia) ore 20.45
presso la sala consiliare del Comune di Arena Po
in Piazza Vittorio Emanuele il Movimento per l'Infanzia
con l'associazione Il Piccolo Alan e Sos Antiplagio organizzano un convengo
dal titolo " Pedofilia oggi e comunicazione telematica: un connubio micidiale"
fra i relatori: Alberto Sala, Giorgio Gagliardi, Giovanni Ristuccia
scarica la locandina
Giovedì 23 aprile 2009 a Potenza ore 17.00 ore 20.00
presso la sala Convegni Giovanni XXIII parrocchia San Giuseppe
in rione Lucania si terrà un convengo dal titolo: Il Movimento per l'Infanzia
dalla parte dei bambini.
Organizzato dal Movimento per l'Infanzia.
fra i relatori: Bartoccetti, Paolucci, Coffari, Grassi, Izzo, Schifone
Mercoledì 22 aprile 2009 a Catanzaro ore 9.00 - 17.00
presso la sala congressi "Il Cenacolo" Istituto Industriale
si terrà il Convegno dal titolo "Il bambino che sono stato il bambino che ho davanti"
organizzato dal Centro Tutela Minori e dall'associazione Aurora
(Movimento per l'Infanzia) scarica la locandina
Lunedì 6 aprile 2009 Torino ore 9.00 - 12.30
presso la Sala Marmi della Provincia di Torino
via Marta Vittoria n.12 il Movimento per l'Infanzia
insieme alla provincia di Torino organizza il Convengo dal titolo:
"La violenza assistita: un maltrattamento dimenticato"
fra i relatori:M. Cristina Bruno Voena, Cristina Roccia, Auroria Tesio
Franca Balsamo, Leonardo Lenti.
Scarica la locandina fronte retro
Giovedì 2 aprile 2009 ore 18.00 Poggiomarino (NA)
presso la scuola E. De Filippo in via S. Marzano
si terrà la premiazione del concorso "Coloriamo i nostri diritti"
presentazione del progetto Antoietta Cipriano
scarica la locandina
Giovedì 26 marzo 2009 Novara ore11.00
L'associazione Antiplagio (Movimento per l'Infanzia)
presenta "Le attività dell'associazione per il 2008"
sala Convegni CSV NOvara, via Ariolo 12
leggi il comunicato stampa
Venerdì 13 febbraio - 6 e 13 Marzo2009
Tre incontri sulla "Violenza sui Minori"
organizzati dall'associazione Etica 2001 e dall'associazione Sos Infanzia
fra i relatori: Graziano Guerra, Grabiella Foliero.
scarica locandina
Sabato 7 marzo 2009 Roma ore 10.30 - 13.30
presso l'Istituto Salesiano Sacro Cuore in via Marsala n.42
Incontro aperto al pubblico del Movimento per l'Infanzia
sul tema "Dalla parte dei bambini"
Venerdì 6 marzo a Vicenza ore 21.00
presso il teatro Comunale di Vicenza sarà
presentato il lavoro "Silenzio" di Patricia Zanco
prodotto anche dall'associazione Dafne (Movimento per l'Infanzia)
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Mercoledì 4 marzo 2009 Trento ore 9.00-11.00
Lezione presso la Facoltà di Giurisprudenza, via Verdi
sala conferenze - Incontro aperto al pubblico -
dal titolo: "Un diritto dalla parte dei bambini"
relatore Andrea Coffari
scarica la locandina
Venerdì 20 febbraio 2009 ore 9 - 18.30
presso il teatro Cicconi in corso Baccio a Sant'Elpidio a Mare (AP)
Convegno dal titolo: Diritto die bambini ad un'infanzia serena
Introduce e presenta il Convengo l'avv. Valerie Josephine Intilla
responsabile per la provincia di Macerata del MIF
scarica la locandina
Mercoledì 18 febbraio 2009 ad Oria
Prima riunione di formazione del Movimento per l'Infanzia
sarà presente il Responsabile Regionale
Roberto Scifone
per altre informazioni vai sul Movimento Regione Puglia
Martedì 17 febbraio 2009 Torino
Presso la sede dell'associazione Zonta si terrà la presentazione
del Movimento per l'Infanzia - Introduce l'avv. Maria Cristina Bruno Voena
vicepresidente di Zonta torino 2 e responsabile regionale per il Movimento
relatore Andrea Coffari, presidente del MIF
Mercoledì 14 gennaio 2009 Catanzaro ore 9.00 - 17.00
Seminario "Il bambino che sono stato, il bambino che ho davanti"
organizzato dall'associazione Aurora (Movimento per l'Infanzia)
-scarica il programma -
INCONTRI, EVENTI E CONVEGNI DEL MOVIMENTO PER L'INFANZIA
Convegni 2008
Convegni 2007
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