Come si fa a non essere femministi sfegatati?” Inizia così la presentazione presso la Fondazione Don Gino Rigoldi, a Milano, del libro “Rompere il Silenzio” di Andrea Coffari, avvocato e Presidente del Movimento Diritti per l’Infanzia, impegnato da vent’anni nella difesa dei bambini da abusi sessuali e maltrattamenti e nella denuncia di una società adulto-centrica e maschilista. La civiltà aggiunge subito dopo Coffari “consiste nel rispettare tutti gli esseri viventi senza distinzione” e la storia purtroppo è piena di “eroi”, da Giulio Cesare a Rousseau, capaci di abusi verso donne e bambini. Figli del loro tempo, certo, ma lì a dimostrare che le pratiche abusanti non sono certo prerogativa solo di qualche civiltà o di qualche tempo.

La platea venuta ad ascoltare Andrea Coffari è composta da molte donne ma anche uomini, giunti in una fredda serata di dicembre nell’accogliente sala del “CN l’HUB” (la sede di Comunità Nuova e della Fondazione Don Rigoldi) dove si incrociano sguardi e storie: alcuni si riconoscono per essersi incontrati sui social, altri stanno affrontando alcune battaglie insieme, tutti sono uniti dalla richiesta di ritiro del DDL 735 su separazione e affido condiviso, noto anche come DDL Pillon, presentato con l’obiettivo di introdurre la mediazione civile obbligatoria, tempi paritari e doppio domicilio per i minori, l’eliminazione dell’assegno di mantenimento e il contrasto alla cosiddetta alienazione genitoriale. “In fondo dovremmo ringraziarlo Pillon” dicono alcuni “ci ha fatto incontrare, ci ha dato la forza di uscire allo scoperto”. In effetti — penso — forse nemmeno io avrei mai incrociato le strade del femminismo radicale, né avrei mai preso coscienza del substrato culturale ostile all’emergere del talento femminile se non fosse stato per questa proposta di legge.

All’incontro, organizzato dalla rete “Giù le mani dai bambini e dalle donne” e dedicato a Michela Sitzia, intervengono Marcella De Carli e Laura Di Mascolo. Inizia poco dopo la presentazione vera e propria del libro, un tuonare soffuso, il volto sempre sorridente nella stanza che finalmente si sta riscaldando, complici anche le parole di Don Gino che ha appena dato il benvenuto. Inevitabilmente il DDL Pillon è il convitato di pietra a questo incontro, ma non è l’unico. Fa rumore per il silenzio che lo ha finora circondato il riferimento di Coffari alla Legge n. 54 del 2006 sull’affido condiviso, di cui il DDL 735 viene definito lo “spudorato” perfezionamento. Ma è proprio la legge del 2006 secondo l’autore ad aver sancito il diritto alla spartizione dei figli e ad aver consegnato la bi-genitorialità al mondo delle ideologie: “Dobbiamo parlare di più della Legge 54”, dice Coffari. In effetti il suo libro, seicentoventotto pagine che scorrono velocemente, ha una genesi lontana e una lunga gestazione, e punta a “rompere il silenzio” intorno a tre fenomeni che si sono andati affermando nei tribunali negli 12 anni che seguono l’approvazione di quella legge: 1) l’azione sociale e culturale di una nutrita schiera di intellettuali favorevoli alla pedofilia; 2) l’affermazione di teorie ipergarantiste e negazioniste che hanno cercato di negare gli abusi sui minori in assenza di acclarata violenza; 3) l’introduzione in Italia — e ben più grave nelle CTU (consulenze tecniche di ufficio) — della “Pas” (Parental Alienation Syndrome) da parte di psicologi e psichiatri che Coffari definisce “cattivi maestri”, i quali hanno omesso di dirci non soltanto che la Pas fu disconfermata dal mondo scientifico (cioè non esiste), ma soprattutto che il suo teorico, Richard Gardner, giustificava attraverso di essa gli abusi sessuali sui minori. Coffari li nomina in sala e nel libro i “cattivi maestri”.

Ed è proprio dalla convergenza tra questa letteratura che considera la pedofilia un fenomeno naturale e universale e l’ipergarantismo negazionista che si creano — è la tesi del libro — le condizioni per il proliferare di storie come quella di Michela, presente anche lei all’evento di presentazione del libro, che racconta con forza e dignità il suo caso di madre “alienante” a cui è stata tolta la figlia. Un inferno che dura da cinque anni. E come lei molte altre. Eppure, rileva Coffari “solo nell’1% dei casi le accuse delle madri si rivelano strumentali e in quei casi è giusto denunciarle, ma la realtà ci dice che in tutti gli altri casi la violenza è fondata ed è maschile”. Ad aumentare invece, nel corso degli anni, sono i casi di madri alienanti con conseguenze disastrose per i figli. Coffari fa notare che oggi, nonostante questo “attacco” ai diritti di donne e bambini, esiste ancora la discrezionalità del giudice, discrezionalità “che il DDL Pillon vorrebbe cancellare realizzando ciò che nel 2006 non è riuscito”.

“Rompere il Silenzio” è insomma un libro coraggioso, di denuncia, che va letto per la ricchezza di dettagli che contiene, scomodo sì, ma che pone in maniera costruttiva e più attuale che mai un tema fondamentale per chi, e sono già molti, voglia proporre nuovi disegni di legge sulla questione dell’affido, essendo ormai chiaro che il DDL Pillon non passerà mai nella sua formulazione originale, ed essendo altrettanto evidente che il substrato culturale che lo ha “rigurgitato” è ancora vivo e vegeto (e porta voti). Qualunque tentativo di riforma e di superamento della Legge 54 sull’affido condiviso dovrà quindi dapprima bonificare il dibattitto da ciò che finora lo ha viziato e corroso:

1) La falsa scienza della alienazione parentale e le teorie favorevoli alla pedofilia;

2) Le teorie ipergarantiste che tendono a negare la violenza se non acclarata;

3) La bi-genitorialità come ideologia e come diritto degli adulti a spartirsi i bambini .

L’invito di Coffari è quello di riportare al cuore di un qualunque approccio normativo il garantismo centrato sui diritti e l’ascolto dei bambini, mentre la bi-genitorialità deve diventare faro di politiche culturali e di welfare, che prima di tutto mettano i genitori nella condizione di poterlo essere, o diventare. Anche quando prendono strade diverse. Anche perché, sarebbe sempre opportuno ricordare, i diritti sono quelli dei bambini. I genitori tendenzialmente hanno doveri.

E proprio della riforma sul diritto di famiglia si parlerà il 18 dicembre presso il Senato della Repubblica dalle 9.00 alle 13.30 in occasione del convegno Riforma del diritto di famiglia e DDL Pillon. I doveri degli adulti e i diritti dei bambini” organizzato da Donnexdiritti. Incontro aperto su iscrizione.

 Daniela Poggio

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Movimento Infanzia