Attenti bambini! L’Uomo nero si nasconde nella cultura (Seconda parte)

Immagine uomo nero 2  

   di Alessandro Costantini, Psicoterapeuta

 

     Sarebbe bello parlare con i bambini che eravamo e chiedere loro cosa ne pensano degli adulti che siamo diventati.

J.F. Gabanhia

 

 

 Riprendiamo il discorso dello scorso articolo: il tentativo sottile e mascherato di legittimare la pedofilia. Vediamo cosa sta accadendo ultimamente nei media, nella pedagogia e nella sanità.

Nei media:

1) Alcuni anni fa un noto personaggio pubblico, in una notissima trasmissione televisiva ha pronunciato queste parole: “E allora, che sarà mai se un ragazzino di cinque o dieci o dodici anni fa una sega a uno più in là negli anni o se se la fa fare? e lo stesso atto di sodomia (mio dio, che ridicolo parolone biblico!) ha tremila modi per avvenire e tremilaeuno per essere mimato, sia fra adulti, sia fra adolescenti e adulti, sia fra bambini e adulti, sia fra bambini e bambini; esso di per sé, bigotteria a parte, nell’un caso o nell’altro, non comporta alcun marchio indelebile nella carne (e nella psiche) del maschio non soggetto a violenza smaccatamente, tanto per cominciare, fisica”.

Ora voi penserete che, dopo affermazioni del genere, il presentatore abbia ammonito il suo ospite e lo abbia cacciato dalla trasmissione; vi aspettereste anche che il pubblico presente in sala inorridisse di fronte a quelle parole e iniziasse a lanciare insulti verso il suddetto personaggio. E invece no… Il presentatore ha continuato come se nulla fosse, è andato avanti con la sua intervista e la maggior parte del pubblico ha addirittura riso e applaudito alla performance di questo individuo. Mi piacerebbe avere davanti queste persone, guardarle negli occhi e chiedere loro “se un adulto fa sesso con i tuoi bambini, cosa normale secondo la persona che avete applaudito, che fate? Per coerenza applaudite anche lui?”.

Il sottoscritto, che forse è ancora troppo ingenuo, si sarebbe aspettato denunce all’ospite, al conduttore, con relativa chiusura immediata della trasmissione e rivolte popolari in piazza e petizioni. Ma il sottoscritto, appunto, è ingenuo. Recentemente, infatti, lo stesso personaggio è stato nuovamente ospite di un’altra trasmissione e, come se nulla fosse, ha ribadito gli stessi concetti della volta scorsa, arrivando a dire apertamente che “lui è contento se bambini di 4 o più anni si leccano e si mettono il dito nel culo” (sue testuali parole). Anche qui, il tutto è passato nel silenzio generale e nell’apprezzamento di molti. Il noto personaggio televisivo inoltre, ci rassicura dicendoci che queste perversità non le dice lui, ma niente di meno che il grande pensatore del ‘900…..Sigmund Freud! Ah sì, quello che ha detto che i bambini sono “perversi”, che si “masturbano”, che vogliono fare sesso con i genitori e che se vengono molestati, invece di soffrire e ribellarsi, dovrebbero godere dell’abuso. Beh, una citazione indubbiamente importante. Sul discorso Freud rimando al mio libro “Meravigliosa Infanzia”, molto c’è da dire infatti sulla perversione pro-pedofila delle sue teorie sui bambini, che come un virus ancora impestano la pedagogia, la genitorialità, la psicologia e le aule dei tribunali ( http://mammamia.corriere.it/2014/04/18/un-libro-contro-freud-e-contro-genitori-distaccati-e-mai-troppo-amorevoli/ )

2) Uno dei fondatori e teorici del movimento omosessuale italiano, Mario Mieli, così scriveva nel suo libro, del 1977, “Elementi di critica omosessuale“:

«Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica». Ed anche: La società agisce repressivamente sui bambini, tramite l’educastrazione, allo scopo di costringerli a rimuovere le tendenze sessuali congenite che essa giudica “perverse” […]. L’educastrazione ha come obiettivo la trasformazione del bimbo, tendenzialmente polimorfo e “perverso”, in adulto eterosessuale, eroticamente mutilato ma conforme alla Norma”.

Anche lui, come è evidente, si rifà a Freud e al concetto di “bambino perverso”, così come fatto da Gardner e, come quest’ultimo, anche lui morto suicida. Non è un attacco al mondo omosessuale. Per quel che mi riguarda, se tali affermazioni provenissero da un eterosessuale non cambierebbe assolutamente nulla: la perversione e la tossicità di certi atteggiamenti contro l’infanzia è estremamente palese. Eppure questo personaggio è ancora considerato come un grande pensatore e intellettuale e le sue parole sono ancora prese come riferimento. Se io fossi un omosessuale sarei invece parecchio risentito.

3) Ormai da anni sono molto in voga i cosiddetti “baby-concorsi di bellezza” e pubblicità che utilizzano bambini piccoli come oggetti di desiderio sessuale: bambine truccatissime, con tacchi alti e minigonne, che ammiccano con pose da vamp navigate, alcune anche con la sigaretta tra le labbra(https://www.google.it/search?q=baby+modelle&sa=X&tbm=isch&tbo=u&source=univ&ei=Su_8UufuOYHX7AaGqICYDQ&ved=0CC4QsAQ&biw=1280&bih=596).

Iniziano a prendere piede anche scarpe con tacco, reggiseni imbottiti e addirittura perizomi per bambine, commercializzati da note aziende commerciali. Recentemente il Movimento per l’Infanzia ha inviato una lettera ad una di queste aziende, chiedendo il ritiro immediato dei loro reggiseni imbottiti per bambine. Ad oggi nessuna risposta. Qualcuno starà pensando che queste critiche siano eccessive, forse addirittura da bigotti o da paranoici. Io invece ne faccio una questione, oltre che morale, anche legata ad una semplice spiegazione biologica. Sappiamo tutti che la donna adulta ha biologicamente delle caratteristiche fisiche che possono attrarre l’uomo (è valido anche il discorso inverso) e questo è un fenomeno naturale, etologico, evoluzionistico, sostanzialmente finalizzato alla riproduzione della specie. I seni, i glutei, le labbra fungono dunque da forte richiamo sessuale. Reggiseni imbottiti, tacchi, glutei scoperti, trucco, tutto concorre ad enfatizzare questi richiami sessuali e ad attirare un potenziale partner. Tra adulti questo è un comportamento normale, ma una bambina, alla quale di certo non appartiene la sessualità, la seduzione, la riproduzione, perchè mai dovrebbe utilizzare questi comportamenti? E, soprattutto, che tipo di persone potrebbe attirare?

Immagino infatti cosa possa provare un pedofilo nel vedere simili immagini: che spettacolo per i miei occhi, sono bellissime, ora vedete tutti che anche i bambini hanno una loro sessualità e sensualità e che sono ben consapevoli del proprio fascino e del loro desiderio sessuale.

Abbiamo letteralmente dato in pasto ai leoni i nostri cuccioli indifesi.

Ed è tutto legale, molti sono infatti gli estimatori di queste iniziative, genitori compresi.E’stata definitivamente tolta l’innocenza all’infanzia. L’hanno adultizzata precocemente, violentata, annientata. L’hanno resa un mero oggetto per le nostre più perverse pulsioni. Questi bambini un giorno diverranno adulti; che tipo di adulti saranno, come tratteranno i loro bambini e che tipo di cultura e società potranno mai creare?

4) Recentemente sul web è stata diffusa l’immagine di una bambina vestita come Belen, la nota soubrette argentina che nell’edizione 2013 del Festival di Sanremo indossò un vestito che fece tanto discutere (ricordate la “farfallina” tatuata sull’inguine e l’inevitabile riflessione sul fatto che la donna non indossasse le mutandine?). Beh, questa bambina è vestita esattamente nello stesso modo e sembra anche lei non indossare le mutandine… http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11561673/Selvaggia-contro-le-baby-Belen-.html

5) Proprio in questi giorni un’importante indagine Ipsos per Save the Children ha rilevato che oltre un terzo degli italiani è favorevole ai rapporti tra un adulto e un minorenne. Anche qui, davo per scontato che solo una piccolissima percentuale malata di noi accettasse un discorso del genere.

6) Con nostro grande rammarico e sdegno scopriamo che, ormai da diversi anni, gira in rete un video pubblicitario dell’Ikea (la famosa azienda svedese di mobili e arredamento) in cui si vede un bambino che “accidentalmente” gioca con un vibratore, ride, si diverte, lo ha trovato in mezzo ai suoi giocattoli:  http://www.youtube.com/watch?v=zdDt3DxjO94

Ora, questa pubblicità, che non sembra essere stata pensata per il commercio italiano, racchiude in sé la più totale negazione, volgarizzazione e mortificazione dell’infanzia: il vibratore, come qualunque altro sex toy, è pensato per il piacere sessuale degli adulti. Cosa c’entrano i bambini? Le geniali menti dell’Ikea pensano che la cosa sia per noi divertente? Che ci faccia scompisciare dalle risate? La reazione effettivamente dovrebbe essere questa……se fossimo dei pedofili! Ma, visto che non lo siamo, non possiamo far altro che inorridire di fronte a questo scempio. Come Movimento per l’Infanzia abbiamo contattato i responsabili di Ikea Italia, che a loro volta hanno girato la segnalazione alla casa madre in Svezia, affinché divulghi un comunicato stampa in cui Ikea dichiara di aver commesso un errore con una pubblicità del genere, di scusarsi per le immagini volgarizzanti l’innocenza dei bambini, di assicurarci che mai più si ripeterà e in definitiva di essere fortemente a favore della tutela dei diritti dei bambini. La risposta, devo dire, è stata celere, ci hanno (secondo loro) rassicurato sul fatto che il video in questione è stato trasmesso “solo” in Francia diversi anni fa e “solo” nei cinema….E non ho capito, questo ci dovrebbe tranquillizzare? Ci hanno risposto dicendoci anche che loro sono dalla parte dell’infanzia e che non pensavano che “il bambino con il vibratore” venisse mal interpretato… Ma perchè c’erano altri modi per interpretarlo? Mah, per quel che mi riguarda, si tratta di un comunicato di risposta che non soddisfa fino in fondo.

Nella pedagogia e nella sanità:

1) Recentemente si è accesso un forte dibattito anche sul DSM-5, il manuale internazionale di riferimento per le diagnosi psichiatriche. Sembrava inizialmente che gli autori avessero eliminato la pedofilia dalle malattie mentali e la riconoscessero come uno dei normali possibili orientamenti sessuali. L’edizione italiana del manuale è finalmente uscita anche in Italia, e per fortuna la pedofilia è considerata, esattamente come nella precedente versione, una malattia mentale. Il cambiamento è solo rispetto al linguaggio tecnico: oggi si parla di “disturbo pedofilico” invece di “pedofilia”, ma è esattamente la stessa cosa. Si parla di “interesse sessuale” per i bambini, che non significa “normale orientamento sessuale”, ma semplicemente il fatto di essere attratti sessualmente (in modo patologico si intende) dai bambini. Si era creata una confusione rispetto al termine “disordine”, qualcuno aveva temuto che potesse indicare una “normalizzazione” della pedofilia. In realtà il termine “disorder” in lingua originale va tradotto con “disturbo”. Tutto qui. Lo stesso manuale è intitolato “Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders”, tradotto appunto con “Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali”.

2) Lo scorso anno in Germania un’associazione sindacale di insegnanti ed educatori, la GEW, diffonde un libretto destinato agli insegnanti con tematiche da insegnare ai bambini nelle scuole. Le tematiche? “Stile di vita di gay e lesbiche – un tema per la scuola”

https://www.gew-bw.de/Binaries/Binary20121/L-S-Lebenswesen.pdf

In questo testo si sottolinea l’importanza della sessualità infantile e di come i bambini debbano iniziare precocemente ad essere stimolati sessualmente. Si spiega loro anche come l’omosessualità sia importante per prevenire il sovrappopolamento del pianeta e come l’eterosessualità porti con sé molte problematiche e criticità. Una sorta di analisi e strategia “maltusiana” ma in chiave pedofila.

Lascio a voi i commenti.

3) lo scorso 23 Aprile, il Kinsey Institute for Research in Sex, Gender and Reproduction è stato accreditato con uno speciale status consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC). Con l’attività di ricerca fraudolenta in ambito sessuale, la collaborazione con pedofili per raccogliere dati sulle esperienze sessuali con bambini, la promozione di comportamenti sessuali rischiosi come sani e normali (che hanno costituito la base di pericolosi programmi di educazione sessuale in tutto il mondo), questa organizzazione ha causato danni incalcolabili a bambini, adulti e famiglie. Questo il link, agghiacciante: http://www.novaeterrae.eu/risorse/articoli/italian-news/603-il-kinsey-istitute-sdoganato-alle-nazioni-unite-e-la-pedofilia.html

Dunque è la stessa ONU che legittima e promulga teorie, ricerche e attività pro-pedofilia.

E l’OMS, che è uno degli organi consultivi e di coordinamento dell’attività dell’ONU, non può essere da meno.

4) Per concludere, non si può non parlare delle recenti linee-guida sull’educazione sessuale dei bambini che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha divulgato (http://www.aispa.it/attachments/article/78/STANDARD%20OMS.pdf).

Sono dei moduli di riferimento, non obbligatori ma caldamente consigliati, da seguire per educare alla sessualità bambini e adolescenti. Rispetto agli adolescenti, nulla da eccepire: il corpo cambia, la mente anche, gli ormoni iniziano a premere ed è evidente che anche la sessualità inizi a sbocciare. Ed è dunque naturale parlare di educazione sessuale: desiderio, sentimenti, identità di genere, procreazione, contraccezione, malattie sessualmente trasmissibili, dubbi e quant’altro. Quello che però mi spaventa è che tali programmi si rivolgono anche a bambini nella fascia di età 0- 4 anni.

Ora, io non vedo la necessità di illuminare bambini così piccoli sulla sessualità, semplicemente perchè la sessualità non gli appartiene, non li riguarda, non se ne interessano. Se invece per sessualità vogliamo intendere anche semplicemente il discorso dell’ape sul fiore o della cicogna, allora non c’è problema, se ne può parlare; ma qui dobbiamo anche avere l’onesta, la sensibilità e la responsabilità di fermarci. Andare oltre, infatti, rappresenta a mio avviso uno “scandalizzare l’infanzia”. Nei miei ricordi di bambino non c’è il sesso; ricordo solamente di essere stato anche io curioso rispetto alla nascita dei bambini e al fatto che io avessi un pisellino mentre le amichette e le cuginette erano diverse da me perchè avevano una patatina. Tutto qui. Ora vi domanderete “anche l’Oms parla solo di questo?”

Beh, non direi proprio. Si spingono gli educatori ad insegnare ai bambini a “masturbarsi”, a ricercare il “piacere sessuale”, a dilettarsi nel “gioco del dottore”. Si danno per scontati “giochi sessuali” tra bambini e lo sviluppo del bambino è ancora relegato, come sosteneva Freud, ad un mero sviluppo sessuale. Pensate che a soli 6 anni si sottolinea l’esigenza di illuminarli sull’ “eiaculazione” maschile. Non so voi, ma a me personalmente fa rabbrividire ed imbestialire una cosa del genere. Le grandi menti che hanno pensato questo programma, però, ci rassicurano: il tutto deve essere fatto rispettando i tempi e l’età del bambino. Certo, e parlare di masturbazione tra 0 e 4 anni e di eiaculazione a 6 vi sembra rispettoso del bambino?

Inoltre, in questi programmi non è prevista la presenza dei genitori. Non che siano dichiaratamente esclusi, però non se ne parla ed è rivolto ufficialmente agli operatori scolastici. Credo invece che un tema delicato come quello della sessualità debba, innanzitutto essere affrontato solo dalla pubertà in poi, e comunque sempre con gli stessi genitori che quei bambini li hanno messi al mondo, allevati e protetti. Il tutto dovrebbe rientrare all’interno di una normale, sana e naturale relazione genitori-figli, senza intermediari, manuali o “esperti”. Al limite potrebbero essere formati i genitori e poi questi ultimi interagire con i propri figli. E’ notizia recente di una “sex box” prevista per i bambini delle scuole in Svizzera: all’interno ci sono modellini di peni, vagine ed immagini esplicite di bambini che si masturbano a vicenda. Addirittura in un’immagine c’è una bambina con le parti intime scoperte che si strofina sul tronco di un albero… ( http://www.ticinolibero.ch/?p=85348).

Nelle linee-guida non si dà a mio avviso molto spazio al problema degli abusi sessuali da parte di adulti, unico tema invece che dovrebbe essere affrontato in un’ottica di prevenzione. In una tabella leggiamo “l’abuso: alcune persone non sono buone, si fingono gentili ma possono essere violente”.

Che cosa si intende con “alcune persone”? Immagino anche adulti. E per “violente” cosa si intende?

Che se non usano violenza il sesso tra adulto e bambino è ammissibile? Sappiamo che in moltissimi casi il pedofilo agisce senza violenza esplicita e sappiamo bene anche che nella cultura pedofilica si sottolinea proprio questo: gli adulti possono fare sesso con i bambini, ma chiaramente senza coercizione e violenza. Capito? Il problema è la violenza, ma se questa non c’è è legittimo il sesso tra adulti e bambini. A me sembra che queste linee-guida, seppur in modo meno esplicito, tendano a mandare lo stesso messaggio.

In un passaggio si parla anche di un “fantasticare” dei bambini sull’amore e le relazioni, del loro frequente confondere realtà e fantasia. Messo così lo trovo ambiguo e per questo pericoloso. Se aggiungiamo queste “fantasie” ai “giochi sessuali” di cui sopra, rischiamo di confondere le acque a vantaggio di chi vuole solo approfittarsi dell’infanzia. Sappiamo per esempio che il mimare atti sessuali da parte di un bambino spesso rientra tra gli indicatori di un abuso sessuale subito. Parlare di “fantasie” rende evidentemente poco credibile una eventuale testimonianza di un abuso subito dal bambino: l’abuso non c’è, il bambino sta fantasticando e il fatto che mimi atti sessuali rientra tra le sue normali attività infantili.

4) Le precedenti linee-guida sono dei riferimenti generali che possono poi essere “personalizzati” dai vari paesi e rispettivi ministeri. Sempre dalla Germania giungono degli opuscoletti che incoraggiano i genitori a massaggiare sessualmente i loro bambini di 1-3 anni di età. Due opuscoli di 40 pagine intitolati “Amore, Corpo e Gioco del Dottore” dal Centro di Educazione alla Salute della Germania Federale (Bundeszentrale für gesundheitliche Aufklärung – BZgA) che sono indirizzati a genitori – il primo orientato ai bambini di 1-3 anni e l’altro ai bambini di 4-6 anni di età.

“I padri non dedicano sufficiente attenzione al clitoride e alla vagina delle loro figlie. Le loro carezze troppo raramente riguardano queste regioni, mentre questo è il solo modo in cui le ragazze possono sviluppare un senso di orgoglio per il proprio sesso”, recita l’opuscolo riguardante i bambini di 1-3 anni. Gli autori razionalizzano, “Il bambino tocca tutte le parti del corpo del padre, a volte eccitandolo. Il padre dovrebbe fare lo stesso”.

L’opuscolo consiglia ai genitori di consentire bambini “masturbazione illimitata” eccetto in caso di evidente danno fisico. Si avverte: “I bambini devono imparare che non esiste una cosa come parti vergognose del corpo. Il corpo è una casa, di cui si dovrebbe essere orgogliosi”. Per i 4-6 anni, l’opuscolo raccomanda di insegnare ai bambini i movimenti di copulazione. 

Un altro prodotto della BZgA è un libro di canzoni destinato ai bambini dai quattro anni e un po’ più grandicelli, che include diversi brani che “sposano” la masturbazione. Il libro di canzoni dal titolo “Naso, pancia e sedere” comprende una canzone con le parole seguenti: “Quando mi tocco il corpo, scopro quello che ho. Ho una vagina, perché io sono una ragazza. La vagina non è solo per fare la pipì… Quando la tocco, sento un piacevole formicolio”.

In conclusione, ciò che mi preme sottolineare è che è arrivato il momento per tutti noi di aprire gli occhi. Non vorrei passare per un paranoico complottista e tantomeno per “bigotto”, ma mi sembra ormai evidente che ci sia un movimento di persone, una lobby potente e molto ben inserita a vari livelli nella società, che sta cercando gradualmente di legittimare ogni forma di violazione dell’infanzia. Sono molto abili nel loro modo di comunicare. Nessuno dice esplicitamente che “la pedofilia e il sesso tra adulti e bambini sono normali”, perchè probabilmente un messaggio così esplicito susciterebbe (almeno spero!) reazioni negative e difficilmente passerebbe, ma fanno passare sostanzialmente lo stesso messaggio in modo graduale, meno esplicito, parlando per esempio dei “diritti dei bambini alla sessualità” o della “pedofilia come orientamento sessuale” o ancora mostrando immagini sessualizzate dei bambini spacciandole per moda, pubblicità e addirittura educazione. La sessualità infantile non è, come ci vogliono far credere, un “diritto del bambino”, ma un “perverso capriccio” esclusivo dell’adulto che vuole vedere nel bambino un oggetto sessuale, approfittarne, senza sentirsi troppo in colpa. Il loro messaggio è chiaro: non siamo noi i malati perchè ci piacciono i bambini, ma siamo normali e ci preme solo rispondere con il sesso alle normali e legittime richieste di sesso da parte dei bambini. Noi siamo i buoni, i cattivi siete voi che non vi occupate dei bisogni dei vostri bambini. Questi messaggi così, come una goccia cinese, si infiltrano pian piano nelle menti delle persone e si diffondono come un virus in tutta la società. Il rischio per noi è l’”assuefazione”: senza più testa né cuore, senza un filtro etico personale ci prendiamo tutto quello che pochi perversi criminali ci propongono e ci vogliono far digerire. Come nell’illuminante romanzo 1984 di Orwell, esiste un Grande Fratello nascosto, che ci osserva, molto potente e che cerca di manipolarci e di convincerci che 2+2 fa 5.

Come possiamo difenderci allora da tutto ciò? Ricordandoci che il sonno della ragione genera mostri. E dunque: pensando con la nostra testa, ascoltando ciò che queste nefandezze suscitano nella parte più profonda di ognuno di noi; pensando a quando eravamo noi i bambini; indignandoci, opponendoci, sensibilizzando al problema, ribellandoci.

In altre parole, decidere noi cosa è meglio per i nostri bambini, per la loro serenità, per il loro futuro.

 

 

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