I bisogni del bambino secondo gli scienziati

Di Vittoria Camboni

Nel 2012 mi occupai di tradurre un comunicato della WAHIM ((Associazione internazionale per la sanità mentale infantile).

La WAHIM è un organismo scientifico dagli obiettivi multipli: ricerca, trasmissione delle conoscenze nel campo della prima infanzia, promozione di azioni cliniche e terapeutiche.

Nel comunicato datato ” Lunedi, 1 ottobre 2012″, la WAHIM fornisce raccomandazioni, argomentate in modo dettagliato, circa il comportamento istituzionale da adottare nel caso di separazione della coppia genitoriale.

In questi giorni è uscita la notizia di cronaca riguardo il riconoscimento, all’anagrafe, da parte di due coppie di padri (qui e qui ) di bambini venuti al mondo tramite gpa (gestazione per altri).

Ho ripensato a quel comunicato. Prima di fornirvi il testo integrale del documento della WAHIM, vorrei farvi leggere il passaggio che, in particolare, mi torna in mente quando penso alla gpa:

“Infatti, il neonato e il bambino piccolo hanno dei bisogni specifici di continuità e di coerenza che non sono riducibili a una semplice divisione temporale, sotto pena di nuocere gravemente allo sviluppo e alla genesi del legame reciproco che si tesse in modo differente tra il bambino, sua madre e suo padre, sin dalla gravidanza.

Questa analisi è sottintesa dagli elaborati provenienti da diverse materie: psicoanalisi, eziologia, teoria dell’attaccamento, neuroscienze.

Dall’ insieme di questi elementi scientifici, ne derivano attualmente i seguenti punti basilari:

Il legami del bambino con la madre e con il padre sono qualitativamente diversi e indiscutibilmente complementari;

Per una relazione stabile e ottimale, il bambino ha bisogno di una relazione stabile e continua, fonte di sicurezza, con una figura principale (referente principale); tale relazione si instaura preferenzialmente con la madre in continuità del legame prenatale, in normali condizioni di sviluppo;

Il ruolo del padre in seno alle interazioni precoci e primordiali, in quanto egli propone una specifica modalità relazionale di cui beneficiano sia il bambino, nella sua apertura alla diversità, sia il padre stesso, nella costruzione della sua paternità;

Il padre può rivestire il ruolo di referente principale qualora le capacità psicologiche e relazionali della madre siano deficitarie e qualora egli stesso sia adatto a tale funzione;

Infine, la distinzione tra il ruolo paterno e il ruolo materno non significa che il bambino amerà l’uno meno che l’altro”..

Vi prego di spiegare come sia possibile conciliare tutto questo con il concetto di gpa, anche non volendo rispondere all’argomentazione dello sfruttamento del corpo femminile.

I bisogni dei bambini non corrispondono ai desideri degli adulti ma, se proprio avete da ridire, vi prego, scrivete alla WAHIM ed assumete la responsabilità di interagire con persone specializzate ai massimi livelli nel campo infantile.

Non passate inutilmente il vostro tempo ad insultare chi, come me, è sconcertato dalla continua non applicazione delle leggi del nostro Stato circa il divieto di ricorrere alla gpa.

Ed ecco il testo integrale:

Comunicato ufficiale della WAIMH Francofona

Lunedi , 1 ottobre 2012.
Considerando che la residenza alternata è diventata oggetto di acceso dibattito nell’attuale società e che essa concerne un numero crescente di bambini piccoli, è tempo di prendere una posizione volta a proteggere lo sviluppo dei bambini.
La vocazione della WAIMH Francofona è quella di esprimere pareri sui neonati e i bambini. E’ a questo titolo che la sua posizione è precisata nel testo che segue.
Inizialmente la residenza alternata è stata prevista al fine di permettere una migliore presa in carico degli adolescenti dai loro padri, in un contesto sociologico in cui l’uguaglianza dei diritti e l’equivalenza padre-madre erano confusi.
Di conseguenza, sulla scia dell’apparente uguaglianza dei diritti sui bambini, l’applicazione della legge, dal marzo 2002, è stata estesa a tutti i bambini, qualunque sia la loro età e senza attenzione ai loro bisogni fondamentali e alla dinamica del loro sviluppo. Ora, questa estensione ha conseguenze deleterie sul loro stato psichico, che è spesso non considerato dietro i propositi generali.
Infatti, il neonato e il bambino piccolo hanno dei bisogni specifici di continuità e di coerenza che non sono riducibili a una semplice divisione temporale, sotto pena di nuocere gravemente allo sviluppo e alla genesi del legame reciproco che si tesse in modo differente tra il bambino, sua madre e suo padre, sin dalla gravidanza.
Questa analisi è sottintesa dagli elaborati provenienti da diverse materie: psicoanalisi, eziologia, teoria dell’attaccamento, neuroscienze..
Dall’insieme di questi elementi scientifici, ne derivano attualmente i seguenti punti basilari:
Il legami del bambino con la madre e con il padre sono qualitativamente diversi e indiscutibilmente complementari;
Per una relazione stabile e ottimale, il bambino ha bisogno di una relazione stabile e continua, fonte di sicurezza, con una figura principale (referente principale); tale relazione si instaura preferenzialmente con la madre in continuità del legame prenatale, in normali condizioni di sviluppo;
Il ruolo del padre in seno alle interazioni precoci e primordiali, in quanto egli propone una specifica modalità relazionale di cui beneficiano sia il bambino, nella sua apertura alla diversità, sia il padre stesso, nella costruzione della sua paternità;
Il padre può rivestire il ruolo di referente principale qualora le capacità psicologiche e relazionali della madre siano deficitarie e qualora egli stesso sia adatto a tale funzione;
Infine, la distinzione tra il ruolo paterno e il ruolo materno non significa che il bambino amerà l’uno meno che l’altro;
In caso di separazione, possono presentarsi molteplici tipi di situazioni.
Una prima situazione nella quale, malgrado la loro separazione,i genitori si intendono sufficientemente per cooperare e per uniformare le abitudini di routine dei figli.
Anche in questi casi, è importante porre attenzione alla modalità di collocamento per garantire la continuità di relazione tra il bambino e la figura referente principale; se quest’ultima è rappresentata dalla madre, come nella maggioranza dei casi,l’accesso del padre al bambino deve essere mantenuto solo ad un ritmo e per una durata appropriati.  Considerare il ruolo della figura principale di riferimento vuol dire chiedere al padre una generosità esemplare.
I problemi non sono gli stessi nel primo, secondo e terzo anno di vita. Da qui l’importanza di fare riferimento al calendario di Brazelton, modificato da M. Berger e J. Phélip (allegato 1). Per esempio, in questa prospettiva, fino all’età di almeno due anni, se i collocamenti notturni non sono regolari, devono essere evitati in quanto potrebbero essere la fonte di turbe psichiche o psicosomatiche, forse durevoli, nel bambino.
Le ricerche concordano nel sostenere che per i bambini piccoli la residenza alternata non è raccomandata anche in caso di accordo tra i genitori.
Una seconda situazione è più frequente: i genitori sono in conflitto. In questi casi, con il falso pretesto dell’uguaglianza dei diritti, il bambino è letteralmente preso in ostaggio nella guerra tra i genitori, che lo usano come intermediario. I segni di sofferenza psichica (sentimenti di insicurezza, angoscia d’abbandono, disturbi del sonno, sguardo vuoto, aggressività, costernazione, blocco emotivo, arresto relazionale) aumentano in ragione della conflittualità a cui assistono e nella quale si trovano coinvolti.
Nei casi di conflitto cronico tra i genitori,tenendo conto dell’età del bambino,  si dovrà usare ancora del calendario di Brazelton, rivisto da M. Berger (2012).
Bisogna considerare il consesso delle pubblicazioni, tutte concordi sul fatto che la residenza alternata è sconsigliata nei casi di elevata conflittualità, qualunque sia l’età del bambino.
Davanti all’insieme di queste pubblicazioni, è necessario difendere le seguenti posizioni:
La legge del 2002 deve essere riformata (così come è stato in Svezia, Danimarca e in California) per essere integrata con le precauzioni minime principali, quali la considerazione dell’età, dello sviluppo psicoaffettivo dei bambini e il conflitto genitoriale: tutti elementi determinanti da prendere in considerazione in tutte le decisioni relative all’affido di un bambino. La filosofia indicata ai giudici chiamati a prendere queste decisioni, deriva dall’importanza del bisogno di stabilità per il bambino ed è tanto più necessaria quanto più è piccolo. L Gauthier dichiara che “la legge deve mettersi all’orologio psichico del bambino”. E’ necessario ricordare che l’autorità genitoriale è un diritto-funzione definito dai suoi fini, in particolare permettere lo sviluppo del bambino, nel rispetto dovuto alla sua persona (art. 371-1 del Codice Civile) e non per suo tramite;
L’utilizzo del concetto di “sindrome di alienazione parentale” non può mai servire come motivo fondamentale per giustificare la residenza alternata. Ricordiamoci che questo concetto non presenta nessuno dei criteri che permettono di definirlo in modo scientifico. Per questo è stata rifiutata la sua iscrizione al DSM V da parte della comunità scientifica internazionale;
È necessario creare un diploma universitario (DIU), interdisciplinario, per i professionisti che si confrontano con le situazioni di residenza alternata, accompagnato da una formazione permanente annuale;
E’ necessario mettere in opera e sostenere le ricerche e le azioni nel campo;
La giornata di venerdi 4 ottobre 2013 organizzata dalla WAIMH Francofona a Parigi sarà l’occasione per approfondire questi propositi e di favorirne la diffusione verso i professionisti, le Istituzioni e le famiglie.
Professor Sylvain Missonnier e Professor Pierre Delion della WAIMH Francofona.
Professor Bernard Golse, ultimo Presidente della WAIMH Francofona.
Il gruppo di lavoro “residenza alternata”della WAIMH francofona, coordinato da Anais Mechali, segretaria scientifica.

 

DOCUMENTI COMPLEMENTARI
Testi di riferimento
Allegato 1: Calendario di Brazelton, versione attualizzata al Settembre 2012
Testi di riferimento

Australian Association for Infant Mental Health Inc. (AAIMHI) branche australienne de la WAIMH. Guideline : Infants and overnight care – post separation and divorce (2011).

http://www.aaimhi.org/inewsfiles/AAIMHI_Guideline_1_- _Infants_and_overnight_care_post_separation_and_divorce.pdf

Berger M., Ciccone A., Guedeney N., Rottman H. (2004). La résidence alternée chez les enfants de moins de six ans : une situation à haut risque psychique. Devenir, 16, 3, 213-228.

Delion P. et Missonnier S., co-présidents : Communiqué de la WAIMH francophone sur la proposition de loi 2009 des députés Maille et Decool pour la résidence alternée par défaut, 19 mai 2009.

Delion P. et Missonnier S., co-présidents de la WAIMH francophone : Lettre adressée à l’ensemble des députés suite à la deuxième présentation du projet de loi pour la résidence alternée par défaut, par les députés Maillé, Decool, Delatte en septembre 2011.

Golse, B. (2011), La résidence alternée ou l’intérêt premier des adultes. Article dans Le Monde, 15 décembre 2011.

McIntosh J. (2011). Considérations particulières envers les nourrissons et les tout-petits lors de la séparation ou du divorce : questions développementales dans le contexte du droit de la famille. In Tremblay R.E. (dir.), Encyclopédie sur le développement des jeunes enfants CEDJE (sur Internet)

http://www.enfant-encyclopedie.com/documents/McIntoshFRxp1.pdf

Phélip J., Berger M., (2012). Divorce, séparation: les enfants sont-ils protégés ? Paris : Dunod.

Allegato 1

Calendario di Brazelton

Pag. 243-246 del lavoro di J. Phélip & M. Berger M., (2012, Divorzio e separazione: i bambini sono protetti? Parigi, Dunod. Versione attualizzata al Settembre 2012)

Una prima versione di questo calendario è stata presentata nel 2004 da M. Berger, A. Ciccone, N. Guedeney, H. Rottman. L’esperienza quotidiana e la valutazione delle ricerche recenti (McIntosch J. 2011) rilevano la necessità di apportarvi delle rivisitazioni nel 2012 (M. Berger).

Come proporre una disposizione che permette a un bambino di beneficiare il più spesso possibile della presenza di suo padre e, nello stesso momento, senza creare una discontinuità pregiudizievole nella sua relazione con la madre? E’ evidente che tale domanda non si pone se sia il padre che la madre hanno sufficienti capacità educative. Se la madre presenta importanti turbe della personalità che ostacolano la sua relazione con il bambino (depressione grave, delirio, tossicomania ecc..) mentre il padre vi è indenne, la collocazione principale dovrebbe essere presso quest’ultimo. Proponiamo di scandire il ritmo dei contatti sotto la forma di diritto di collocamento graduale, da attuare nelle modalità che seguono.

Utilizzo di un calendario.

E’ destinato, in particolare, alle situazioni di non intesa tra i genitori e cerca di rispondere al principio di precauzione relativo allo sviluppo del bambino. Questo calendario, che si ispira direttamente ai lavori di Brazelton e Greenspam (due ricercatori clinici conosciuti in tutto il mondo per i loro lavori sullo sviluppo psicologico dei bambini piccoli) prende come ipotesi la situazione più frequente, dove la madre è responsabile delle prime cure (si invertirà se è il padre che ha dovuto assumersi questo compito, in seguito all’incapacità psicologica della madre). Questo calendario sarà misurato e attenuato in base alla non- conflittualità della coppia, alla capacità del bambino di sopportare il cambiamento, all’investimento del padre nelle prime cure e in base al fatto di essersi occupato da solo del bambino durante la notte (ad esempio per motivi di lavoro della madre). Questa è la ragione per cui tutti gli autori indicano che “alcun modello può essere adatto a tutte le famiglie”. E’ da sottolineare, inoltre, che questo calendario introduce un problema importante per la madre, che non può allontanarsi per molto tempo dai luoghi del padre, al fine di non privare il bambino della presenza dello stesso.

-Da 0 a 2 anni.

E’ il periodo più complesso perché i bisogni di sicurezza di un neonato non sono gli stessi a 2 mesi, 8 mesi, 12 mesi. Conseguentemente abbiamo introdotto delle gradualità in questo periodo, rispetto al calendario iniziale di Brazelton. Inoltre, l’eventuale allattamento in corso limita le possibilità di allontanamento dal domicilio materno. Si pone anche la questione della distanza del domicilio dei parenti, se sono lontani. E’ necessario dire chiaramente che la nostra società non è capace di guardare in faccia questo problema, che è sempre più frequente, e di proporre delle soluzioni adatte.

Il bambino potrà incontrare suo padre dalle due alle tre volte per settimana, senza passare la notte con lui:

per una durata di due o tre ore due volte per settimana fino all’età di sei mesi, successivamente tre ore per tre volte. Due di queste mezze giornate saranno eventualmente raggruppabili in una sola giornata all’inizio dei dodici mesi. Il problema è il luogo in caso di lontananza di domicilio; in questo caso è necessario trovare una terza persona non implicata nel conflitto, se esiste un disaccordo riguardo alla collocazione: casa di un nonno, un amico comune, la baby sitter o la puericultrice. Si potrebbe proporre, per il futuro, che possa prevedersi un luogo legalmente riconosciuto a questo scopo.

-Da 2 a 4 anni.

A partire da due anni e a condizione che il bambino sia ben familiarizzato con la casa paterna, si potrà aggiungere a queste due o tre mezze giornate una notte per settimana, senza che passi più di un giorno e mezzo dalla separazione con la madre.

-Da 4 a 6 anni.

Il bambino potrà essere collocato presso il padre un weekend (due giorni e due notti) ogni quindici giorni, e una giornata infrasettimanale ogni due settimane nelle settimane in cui non è collocato presso il padre durante il weekend, in modo che il bambino incontri suo padre tutte le settimane.

Questa “giornata” può svolgersi a pranzo o a cena, e poi il bambino tornerà a dormire presso la madre.

A questo proposito, si deve sottolineare che una notte infrasettimanale (ad esempio martedi o mercoledi) tutte le settimane, spezza troppo i ritmi del bambino e che non è durante la notte che un padre crea dei legami con il figlio, come avviene nella partecipazione alle attività e nei momenti di discussione con lui.

A questo si aggiunga la metà delle vacanze scolastiche, senza superare 15 giorni consecutivi a casa del padre e a condizione di mantenere dei contatti sufficienti (ma non intrusivi) con la madre, e viceversa.

Questo calendario è utilizzato in caso di conflitto coniugale importante da diversi tribunali americani (King County Family Court Service, 1989; Spokane County Superior Court, 1996).

Elasticità del calendario

Il calendario può essere reso più elastico se i genitori avviano un procedimento congiunto, che li spingerà ad una cogenitorialità la meno conflittuale possibile. In questo caso, sarebbe interessante che uno specialista dell’infanzia competente in materia di separazione parentale (psicologo o psichiatra) valuti la relazione padre-bambino o madre-bambino, ricevendo ogni genitore col figlio. Questo specialista dovrà rivalutare la situazione a intervalli regolari, alfine di constatare l’adeguamento ad una modalità di affido compatibile con lo sviluppo psicoaffettivo del bambino. Si rende dunque necessaria la creazione di uno specifico diploma universitario “Valutazione e supervisione nelle situazioni di separazione/divorzio relativamente ai bambini piccoli”, considerata la frequenza delle separazioni attuali.

Successivamente al conseguimento del diploma, i diplomati dovranno seguire una formazione permanente annuale.

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