Comunicato stampa del Movimento per l’Infanzia sul DDL 735/2018

Comunicato stampa

Il Movimento per l’Infanzia si appella al Parlamento italiano perché il DDL 735/2018 a firma del senatore Simone Pillon ed altri sia ritirato

In nome di tutte le bambine e i bambini e di tutte le donne e le madri vittime di abusi e violenza, chiediamo l’immediato ritiro del DDL 735/2018, orribile, incivile e impresentabile perché è un vero e proprio attentato ai diritti dei bambini e delle donne in quanto pone norme che agevolano la violenza, gli abusi sessuali , la pedofilia e i maltrattamenti in famiglia.

Nell’ipotesi in cui diventasse legge esporrebbe l’Italia alla pubblica derisione e alla condanna da parte della comunità internazionale

La proposta di legge risponde esclusivamente alle istanze di tutela dei padri accusati di violenza o abusi, scoraggia le madri a denunciare e punisce i bambini che parlano e mostrano legittimo rifiuto verso il genitore maltrattante perché traduce in via pregiudiziale e automatica le paure dei bambini, anche quando queste sono accompagnate da ipotesi di abusi e violenze, nel concetto di Alienazione Parentale (teoria mai avallata dalla comunità scientifica e inventata da un personaggio che giustificava la pedofilia, Richard Gardner Cass. Civ. I sez. 7041/13).

IL DDL 735/2018 aderisce alla propaganda ideologica adultocentrica e negazionista sulle false accuse che, presentando dati totalmente privi di fondamento, ha creato un clima ostile e persecutorio verso le donne che denunciano violenza per tutelare sé stesse e i figli.

L’automatica traduzione delle denunce non provate in intenzionali calunnie è una volgare operazione culturale che integra, oltre che un falso storico, una grave forma di violenza culturale, di ingiustizia e discriminazione contro le donne ed i bambini.

Tutte le ricerche scientifiche svolte in occidente sulla “false accuse” dimostrano come queste riguardino una percentuale, fisiologica presente in tutti i tipi di reato, che va dall’1% al 7% dei casi.

IL DDL 735/2018 obbliga i figli vittime di abusi o violenze a frequentare il genitore anche se condannato disponendo tempi adeguati di frequentazione dei figli minori col genitore non affidatario (cioè il genitore violento o pedofilo) (DDL 735/2018 art.12 II comma)

IL DDL 735/2018 prevede, per i figli che rifiutano il genitore violento, anche se riferiscono episodi di pedofilia o abusi, l’allontanamento coatto il trattamento presso una struttura specializzata per rieducarli alla bigenitorilità (art. 18 III comma), misure degne di uno stato di polizia.

Il DDL si pone in aperto e drammatico contrasto con la Convenzione di Istanbul anche quando vuole imporre la mediazione familiare nelle separazioni altamente conflittuali che quasi sempre riguardano casi di violenza, pedofilia, incesto o abusi intrafamiari e contraddice le linee evolutive sulla tutela delle vittime, adottate da tutti i Paesi che vogliono chiamarsi civili.

Il DLL 735/2018 obbliga il giudice, anche su richiesta di un solo genitore, a provvedere per l’affido materialmente condiviso, dividendo in due la vita dei bambini di qualunque età e condizione, distruggendo ogni equilibrio relazionale e identitario e violando il diritto all’ascolto.

IL DDL 735/2018, con il diritto ai tempi paritetici di permanenza dei figli, crea uno strumento di ricatto e ritorsione che aumenterà le separazioni giudiziali, dando al possibilità al genitore più aggressivo, in caso di contrasto, incomprensioni, dissapori, di ottenere, anche solo per motivi di ritorsione, il collocamento per metà tempo dei figli.

IL DDL 735/2018 si inventa il mantenimento diretto, istituto sconosciuto al mondo occidentale e rischia di aumentare in maniera esponenziale il conflitto anziché placarlo. Il complicato sistema prevede un articolato e fiscale elenco delle categorie di spesa che devono essere individuate e ripartite equamente fra i coniugi, questo complesso meccanismo crea e alimenta un clima di sfiducia basandosi sul presupposto che uno dei genitori potrebbe ricavare indebiti vantaggi dal contributo in danaro; il mantenimento diretto dovrà inoltre essere continuamente aggiornato obbligando i genitori ad una sfibrante e perenne opera di mediazione.

Firenze, 16 settembre 2018

Il presidente del Movimento per l’Infanzia, Girolamo Andrea Coffari

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