Forteto confermate le condanne, accolti i ricorsi delle parti civili

     Processo Forteto:  il 22 dicembre 2017 la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato le condanne inflitte a Rodolfo Fiesoli a 15 anni e dieci mesi, per alcuni degli altri nove imputati, condannati per maltrattamenti a pene comprese fra 6 anni e 1 anno e 8 mesi, è intervenuta la prescrizione.

     Se sono stati quindi respinti i motivi di ricorso presentati dalla difesa degli imputati e che miravano ad annullare la sentenza di secondo grado o a mitigare le pene, sono stati invece accolti due ricorsi presentati dalle parti civili, Manuel Gronchi e Grazia Vannucchi, difese dall’avv. Girolamo Coffari, presidente del Movimento per l’Infanzia, che nel 2011 ha iniziato le indagini sul Forteto presentando le prime dieci denunce e numerose indagini difensive e che ha rappresentato, nei due gradi di giudizio, la maggior parte delle vittime.

        I ricorsi delle parti civili sono stati fatti propri dal Procuratore Generale, di conseguenza il processo d’Appello bis potrà avere solo un effetto peggiorativo sul calcolo della condanna e sulla responsabilità anche in ambito civile.

    Una conferma quindi integrale dell’ipotesi accusatoria da parte della Cassazione e non parziale come erroneamente si legge sui quotidiani di oggi, con una nuova fase di appello che rischia di aggravare la posizione di Fiesoli e di Tardani su un’ipotesi di violenza sessuale ai danni di una delle vittime e che, le parti civili, sostengono essere stata violenza di gruppo, quindi più grave di quella ipotizzata dalla sentenza della Corte d’Appello di Firenze.

        Questa è una vittoria di chi, come il Movimento per l’Infanzia, sta da sempre dalla parte delle vittime perché una società che impara a tutelare le parti deboli della popolazione, fra le quali, per primi i bambini, è una società che protegge se stessa.

Il Movimento per l’Infanzia

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