IL FATTO NON SUSSISTE, LA PAS NON ESISTE

indexLa madre del bambino di Cittadella e i nonni materni trascinati in Tribunale da un’accusa priva di senso: maltrattamenti per avere indotto la PAS, sono stati assolti con formula piena perchè il fatto non sussiste.

Il collegamento fra il disagio manifestato dal bambino nei confronti del padre e l’opera di manipolazione della madre era proprio la PAS, la maledetta Sindrome di Alienazione Parentale, quella scienza spazzatura inventata da un‘attivista della pedofilia, Richard Gardner, che in Italia vanta ancora, incredibilmente, molti seguaci e sostenitori.

La PAS non esiste, di conseguenza il fatto non sussiste.

Nei casi in cui un bambino rifiuta un genitore è necessario ascoltare i figli e proteggerli, non diagnosticare una finta malattia, la PAS, inventata da uno psichiatra con idee perverse che odiava donne e bambini.

Sebbene nel caso del bambino di Cittadella non vi fosse alcun sospetto di maltrattamento o abuso da parte del padre, il CTU ha diagnosticato la maledetta PAS, ed è prorpio la diagnosi di PAS che ha reso drammatiche le difficoltà che i genitori avevano nella gestione del figlio dopo la separazione.

La diagnosi di PAS è stata la ragione della tragedia che ha colpito il bambino di Cittadella, trascinato sui marciapiedi davanti alla scuola con violenza per salvarlo da una malattia che non esisteva, per isolarlo da una madre manipolatrice che invece era una brava madre che, al pari del padre, viveva il disagio di una separazione difficile.

I Consulenti devono aiutare le coppie in difficoltà non diventare la causa efficiente della drammatizzazione del conflitto, la diagnosi di PAS è una bomba che muta in tragedia le difficoltà dei genitori perchè convince i Giudici che la madre è una criminale manipolatrice, che il figlio corre gravi rischi di psicopatologie e che il padre è una povera vittima (immune anche solo da una sana autocritica), il tutto applicando i criteri di un folle con idee perverse: Richard Gardner.

Applicare la PAS o le teorie che ruotano attorno all’ideologia della alienazione materna (Sindrome della madre malevola e robaccia del genere) specialemnte nei casi in cui i rifiuti dei figli sono giustificati da accuse di abusi o maltrattamenti da parte dei padri (ripetiamo: non è il caso del bambino di Cittadella) significa togliere ogni speranza di ascolto e tutela verso i bambini, significa applicare teorie basate sull’odio maschile nei confronti delle donne e significa giustificare o rimuovere le ipotesi di violenza domestica che sono un fenomeno sociale in gran parte ancora sommerso.

I casi in cui un genitore manipola un figlio al solo fine di  fargli odiare il padre o la madre sono rari e, ovviamente, quando esistono, devono essere accertati e puniti perchè rappresentano un reato, sono invece molto diffusi i casi in cui i figli che mostrano rifiuti ostinati e che riferiscono episodi di violenza o abusi non vengono protetti, non vengono ascoltati, non vengono ritenuti attendibili neppure in ambito civile e questo è gravissimo.

Registro una cultura di odio verso le donne, verso le madri, verso i bambini con l’enfatizzazione di teorie perverse come la PAS, con la promozione di un’ideologia maschile basata sulla aggressività, sulla manipolazione della scienza, sull’allarmismo delle “false denunce“.

La caccia alle streghe del 2.000, alle madri che utilizzano i figli per la “false denunce” per manipolarli contro i padri è cominciata, Gardner vanta in Italia ancora molti seguaci, e questa caccia alle madri-streghe è basata sull’interesse che hanno i padri violenti e perversi (e questi purtroppo esistono veramente) a sfuggire dalle proprie responsabilità e perseguitare per anni le loro vittime, complice una  cultura adultocentrica e ancora tristemente maschilista, disposta a seguire i deliri dei nuovi inquisitori piuttosto che ascoltare i bambini e le madri che hanno il coraggio di chiedere aiuto alla Giustizia.

Ma oggi possiamo essere contenti, una denuncia basata proprio sulla PAS si è dissolta al sole del buon senso e del ritorno della ragione, mi sono battuto per un anno per ottenere questa sentenza che rappresenta (come la sentenza della Corte di Cassazione la 7041/13) un punto di non ritorno, tante piccole battaglie vinte a favore dei bambini e di chi ha il coraggio di difenderne i diritti, in prima linea madri e padri pronti a sfidare il pregiudizio, l’incompetenza, la superficiliatà, l’adultocentrismo e le persone che, verso i bambini, promuovono idee, teorie principi perversi.

Girolamo Andrea Coffari, presidente del Movimento per l’Infanzia

 

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