mariamontessoriCome ogni buon metodo, quello montessoriano costituisce un’entità unica ed irripetibile che ha precorso i tempi contemporanei. Non sempre l’elevato livello di competenza pedagogica viene riconosciuta a causa degli schemi adultocentrici che pervadono i modelli culturali. Il lavoro di una delle prime donne scienziate comincia ad apparire nell’orizzonte italiano soltanto ora in maniera significativa, grazie a persone competenti e sensibili che consapevolmente combattono gli schemi propri dell’autoreferenzialità adulta. Le competenze e le azioni montessoriane si collocano nella più importante cornice della prevenzione agibile in prima istanza dalle figure genitoriali e successivamente nel secondo luogo sicuro dedicato al bambino: la scuola. La trasversalità della lezione montessoriana ingloba anche l’ Educazione alla Pace e si inserisce successivamente anche negli ambienti dove l’infanzia inizia a confrontarsi con la cultura. Ogni bambino ha l’assoluto diritto di esperire le fasi di sviluppo con serenità e con il rispetto che gli è dovuto”.

[Maura Ricci “ Dedica a Maria Montessori”].

MARIA TECLA ARTEMISIA MONTESSORI

 In questo ultimo ventennio, con i compositi mutamenti dei profili politici, socio culturali ed economici si è assistito a tutta una serie di eventi riformistici che sono avvenuti in maniera repentina tanto da svilire l’assetto socio-istituzionale.

Si è pertanto agito un capovolgimento complessivo rispetto a tutta una serie di modelli educativi che hanno lasciato un profondo senso di vuoto. Ad oggi, tale carenza, sembra essere oramai difficilmente recuperabile nella realtà del nostro Paese.

La realizzazione dei nuovi modelli propri dell’odierno assetto organizzativo, sono esitati in una incauta “audacia” rispetto alle difficoltà affrontate.

Nel prendere in esame la condizione delle istituzioni scolastiche, il quadro si presenta contraddistinto da un insieme di incerte procedure correlate non soltanto alla crisi del sistema dei valori, ma anche agli obiettivi prefissati all’interno di una cornice strutturale i cui tempi di realizzazione, per la loro brevità, non sono stati esperiti a sufficienza e verificati nella loro concreta efficacia, tanto da produrre profili di inadeguatezza poco controllabili.

Le esperienze troncate e suffragate da nuove prospettive e riforme sono state permeate dall’autocelebrazione della performance squisitamente “adulta”, distante dalla rispettosità dei bisogni delle fasce evolutive.

Nel caso specifico tale riferimento si rivolge alle istituzioni scolastiche luogo privilegiato, dopo la famiglia, per la cura pedagogica e per l’inserimento dell’infanzia nel graduale e complesso circuito societario. 

Esiste un’eredità Costituzionale, a cui si accompagna un insieme di abilità rispettose delle generazioni future che si tramandano tenendo essenzialmente conto, che la scuola, dopo la famiglia, è l’organismo più importante, è il luogo preposto ad una crescita armonica dei minori di età.

Non si intende, in questa sede, far riferimento in maniera dettagliata alle ultime vicende della scuola permeata dai bisogni degli adulti , che sono fin troppo note in quanto hanno alimentato critiche ed opposizioni da parte di numerosi nuclei familiari. Va dunque e necessariamente rammentato che tutti i minori d’età sono soggetti di diritto.

27549Il primo dovere che gli adulti hanno, nei loro confronti, è quello di non perdere mai di vista l’essenza delle tematiche di base – affettive, emotive e relazionali – nei confronti della prole e degli studenti, in un’ottica di elevata consapevolezza verso i loro reali bisogni evolutivi. Di fatto, si assiste ad una prevaricazione della soggettività nelle aree del materno-infantile e dell’adolescenza, ad una decostruzione complessiva che può minarne l’Identità individuale e socio – culturale.

Una rivisitazione non accurata, non supportata dalle competenze che appartengono ai nostri migliori saperi, dalle metodologie consolidate attraverso cui saper agire e da un adeguato sistema di relazioni che si delineano nella quotidianità attraverso un appropriato modo di essere, è costitutivo di un insieme di fattori di rischio molto devastanti.

Una linea di senso che appare piuttosto avventata per il congruo espletamento dei percorsi di crescita e delle azioni proprie di una pseudo adeguatezza, considera ogni minore oggetto di diritto.

L’insinuarsi dei bisogni adultocentrici all’interno del sistema scolastico esprime l’aver perso di vista o il non riconoscere l’esistenza di chi sta crescendo tanto da determinare un capovolgimento degli schemi mentali, una sorta di psicosi collettiva, di processualità imitativa (e non elaborativa) privata di quei fondamenti che si coniugano attraverso la ricerca scientifica e le concezioni etiche.

Chi dissente da questa logica non ha elaborato a sufficienza e in se stesso le complessità derivanti da un patrimonio culturale ricco, complesso ed equilibrato. Produrre adeguatamente le azioni riformistiche significa dunque ottimizzare ed armonizzare ciò che esiste, consci delle preziosità che ci sono state tramandate.

Riformare significa ottimizzare e armonizzare ciò che esiste, consci delle preziosità che ci sono state tramandate. Capovolgere o invertire, sovvertire, sconvolgere sono termini che inglobano l’insieme delle accezioni proprie della negatività. Se di questo si tratta, viene meno il continuum.

Se non c’è un percorso chiaro nella nostra mente da esplorare e condividere, gli schemi della realizzazione di un buon progetto vengono a mancare. Al contrario si attiveranno, nella mente umana, processualità regressive ove prevarrà un’ opacità intellettuale determinata dall’ ingerenza di visioni tunnel.

Adeguare la scuola alle nuove esigenze della società implica scelte sane, costruttive, proattive e rispettose dei fruitori. Quando una società è in crisi chi governa deve prendere in esame i dati osservativi ed i movimenti del macrosistema istituzionale che convergono verso l’insieme dei profili propri dell’ottimizzazione complessiva e non della decostruzione. Ricostruire la scuola significa applicare l’insieme dei costrutti propri della pedagogia amica del bambino.

Maria Montessori ed il suo metodo ) ovvero di contrasto alla pedagogia nera che Alice Miller ha egregiamente analizzato per l’intero arco della sua vita.

Pertanto con il termine riforma della scuola si intende qualsiasi accorgimento finalizzato a sostenere o a realizzare l’innovazione costruttiva che attinge dalla cultura di un popolo. Fa riferimento ad una situazione esistente che necessita di modifiche strutturali o parzialmente strutturali, che tenga conto degli elementi del passato e del presente,indirizzatii al raggiungimento di una costante inalterabilità. E’ la scuola stessa che, attraverso metodologie consolidate, e rappresentativa delle nostre radici, contribuisce in maniera articolata ed esaustiva a tenere in piedi i sani itinerari di crescita intergenerazionali.

dott.ssa Maura Ricci, psosicoterapeuta, direttivo nazionale Movimento per l’Infanzia

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