LETTERA AI BAMBINI DA FAR LEGGERE SOLO AGLI ADULTI

LETTERA AI BAMBINI DA FAR LEGGERE SOLO AGLI ADULTI

Cari bambini,
oggi si celebra la giornata dei diritti dell’infanzia, questo succede perchè il 20 novembre del 1989 è stata approvata la Convenzione di New York che avrebbe dovuto proteggervi dalle violenze, dalle perversioni, dall’egoismo, dalle inquietudini di noi adulti.
Cosi’ non è stato.
Da allora milioni di bambini continuano a vivere per le strade, nelle fogne, sui marciapiedi di metropoli di troppe nazioni indifferenti al vostro destino, 160.000.000 di voi sono sfruttati come schiavi nel lavoro, almeno 200.000 sono usati come soldati in guerre dichiarate dai grandi, il 45% di voi bambini nati nei paesi poveri non sono neppure registrati all’anagrafe e quindi facile preda di uomini orrendamente cattivi che vi usano per la prostituzione infantile, per il commercio di organi e altre follie del genere.
Da allora, dal quel 20 novembre1989, i grandi con la scusa dei diritti dell’uomo (ma sempre di diritti degli adulti si tratta) hanno combattuto guerre, versato fiumi di inchiostro, approvato risoluzioni, sanzioni internazionali e boicottaggi economici, ma sempre per gli interessi (di solito si tratta di petrolio e di soldi) degli adulti, non per i vostri, per voi c’è il 20 novembre giornata dei falsi meriti degli adulti.
Cari bambini anche in occidente, nei paesi ricchi, le cose non vanno molto meglio, pensate che decine e decine di ricerche hanno dimostrato che almeno il 10% di voi subisce violenza sessuale in famiglia, un altro 10% subisce violenza psicologica e almeno un altro 10% subisce violenza fisica e assistita (la violenza assistita è quando uno di voi assiste a litigi violenti fra i grandi, fra i genitori o familiari, anche questo vi provoca infelicità e traumi).
Dietro questi numeri, terribili, ci siete voi, bambini, ci sono le vostre lacrime, la vostra solitudine i vostri destini spezzati non solo dall’egoismo dei grandi, ma anche e specialmente, dall’indifferenza che vi circonda.
Ma sapete cosa hanno fatto i grandi dopo avere fatto queste ricerche?
Una cosa semplice e terribile: se le sono dimenticate, dico davvero, se le sono proprio dimenticate, hanno fatto qualche convegno e poi non ne hanno più parlato.
Sapete quante volte io stesso, insieme a pochi coraggiosi del Movimento per l’Infanzia, ho ripetuto nei convegni questi numeri, queste ricerche, questi dati?
Ho contato in almeno 120 convegni, che è successo? Niente.
E’ troppo difficile assumersi la responsabilità di tutto questo vostro dolore, quella responsabilità che pretendono da voi quando vi sgridano, quando vi rimproverano e vi fanno sentire in colpa, si proprio quella, i grandi con voi non se la vogliono prendere.
Anzi devo dire che i grandi hanno fatto molto, ma molto peggio e ora ve lo spiego.
Quando qualcuno di voi subisce violenza in famiglia, e abbiamo visto quanto sono numerosi i casi, quando un bambino racconta quello che si ricorda e comincia ad avere paura del genitore che si è comportato male invece di ascoltarlo (il diritto all’ascolto è proprio uno dei diritti della convenzione di New York del 20 novembre) dicono che siete dei malati di una malattia che non esiste e che si è inventato un signore che, invece, era malato lui.
Questo signore è americano e si chiama Gardner ed era uno che giustificava la pedofilia1 che vuol dire che era così fuori di testa che per lui i grandi se facevano sesso con i bambini non dovevano sentirsi in colpa (ha scritto proprio cosi’ in uno dei suoi libri che si pubblicava da solo a casa sua).
Questo poveretto ha inventato una malattia che non esiste che ha chiamato PAS che vorrebbe dire che tutte le volte che un bambino ha paura di un genitore, di solito è il padre, che è proprio convinto di questo rifiuto e che il bambino dice anche che questo padre lo ha abusato allora è un bambino malato e che è anche malata la sua mamma perchè è stata lei a manipolare (significa convincere) il figlio a dire delle cose brutte contro il papà.
Lo so che queste cose a voi vi sembrano delle scemenze, avete proprio ragione, sono proprio un mucchio di spazzzatura, il problema però è che queste stupidaggini sono piaciute a tanti psicologi anche in Italia che quando vedevano un bambino che diceva che il papà aveva fatto loro del male e ne aveva paura, invece di ascoltare il bambino e aiutarlo hanno detto che aveva la PAS e che lui e la mamma erano malati.
Vi sembra una cosa normale?
A me no. Ma che razza di psicologi sono?
Ecco perchè dico che il 20 novembre per me dovrebbe essere un giorno non di festeggiamenti ma un giorno triste, perchè, per adesso, è più una presa in giro che altro, ma andiamo avanti.
Le cose sono ancora peggio di quello che sembrano perchè questi psicologi che hanno per loro maestro Gardner, quello che giustificava la pedofilia, hanno convinto tanti giudici che di psicologia non ne capiscono proprio niente, che c’era questa nuova malattia (la PAS) e che quando i bambini avevano paura del loro papà e magari dicevano che avevano subito abusi, invece che curare i papà, bisognava curare questi bambini e metterli in casa famiglia!
Cose da pazzi.
Se poi i bambini piangevano perchè non volevano andare via da casa (ma perchè un bambino deve essere contento di andare in casa famiglia se non è malato?) sono stati presi con la forza, tante volte sono stati portati via con le automobili della polizia o dei carabinieri e questi bambini hanno avuto tanta tanta paura.
Ma si trattano in questo modo i bambini? Secondo me no, secondo voi?
Un giudice molto bravo e importante l’anno scorso ha scritto che questa PAS non doveva più essere usata e che faceva male ai bambini2, secondo voi cosa hanno fatto questi psicologi?
Se ne sono fregati e hanno continuato a fare convegni su Gardner (quello che approvava la pedofilia) sulla PAS e hanno detto che se proprio non c’era questa malattia c’era l’alienazione genitoriale e che bisognava assicurare ai bambini il diritto alla bigenitorialità.
Insomma questi psicologi invece di vergognarsi che erano andati dietro ad uno che aveva le idee bacate nella testa, invece di chiedere scusa, hanno cambiato un po’ le parole e hanno continuato a parlare più o meno delle stesse cose.
Alienazione Genitoriale non vuol dire che i vostri genitori sono degli alieni, state tranquilli, e la bigenitorialità non è una parolaccia, ora ve lo spiego.
l’alienazione genitoriale è una cosa che assomiglia molto alla PAS ma ha solo cambiato nome.
Ricordate quando vi ho detto che tante ricerche fatte in tutto il mondo dimostrano che tantissimi di voi subiscono violenza? E che poi i grandi si sono dimenticati di queste ricerche?
Ecco l’alienazione genitoriale è un modo di dimenticarsi che quando un bambino ha paura, ad esempio del papà, potrebbe essere un bambino che ha tutte le ragioni del mondo ad avere paura, ma, invece di ascoltarlo queste persone iniziano a gridare che c’è l’alienazione genitoriale, danno subito la colpa alla mamma, dicono che è lei la cattiva che vi ha messo in testa delle cose brutte contro il papà.
Come se fosse facile mettere in testa delle bugie contro i vostri papà a voi!
Intendiamoci quasi tutti i papà sono papà buoni, che vi vogliono tanto bene, anche quando si dividono dalla mamma, lo fanno cercando di stare in pace, ma purtroppo ci sono anche dei papà cattivi, sono la minoranza, ma ci sono dei papà che picchiano le mamme o che hanno idee malate in testa come quell’americano Gardner, per il quale fare sesso con i bambini era una cosa praticamente normale, infatti diceva che nel mondo quasi tutte le persone sono pedofile!
Il problema è che i grandi non ne vogliono sapere dei vostri problemi quindi prima approvano la convenzione di New York, per il 20 novembre fanno tanti festeggiamenti, poi, se vi lamentate e parlate troppo male di un genitore danno retta a Gardner e ai suoi seguaci e dicono che siete malati e vi portano in casa famiglia.
L’ultima invenzione, sostenuta da molti psicologi che prima andavano dietro a Gardner è, come vi dicevo, la bigenitorialità che vuol dire che voi avete il diritto ad avere due genitori.
Bella invenzione, direte voi, senza due genitori non nascono nemmeno i bambini! Tutti hanno due genitori e se non li hanno tutti e due è perchè c’è qualche problema.
E’ come dire che i cani hanno diritto ad avere quattro zampe!
Bella scoperta.
Lo so ma questa della bigenitorialità è una vera e propria presa in giro e il brutto che in giro siete presi voi, altro che convenzione di New York!
Dicono che un bambino ha diritto alla bigenitorialità proprio quando rifiuta di vedere uno dei genitori!
Ma che diritto sarebbe?
E’ come dire che tutti i grandi hanno diritto alla coniugalità (che sarebbe il diritto di sposarsi) ma se uno degli sposi vuole andare via da casa perchè si lamenta di essere stato insultato o picchiato, lo arrestano (per i bambini è l’equivalente della casa famiglia) per insegnargli a esercitare il suo diritto alla coniugalità!
Vi sembra una cosa normale?
Altri sostengono che il diritto alla bigenitorialità significa anche che se i vostri genitori si dividono voi dovete stare metà tempo con uno e metà tempo con l’altro, è un vostro diritto!
Ci pensate?
Già se i genitori si dividono per voi è una bella sofferenza e un bello stress, poi con la presa in giro del diritto alla bigenitorialità, non avrete più pace perchè dovrete passare in continuazione da una casa all’altra.
Conosco bambini che fanno decine e decine di chilometri in continuazione da una casa all’altra per il loro diritto alla bigenitorialità!
E se non ubbidite, sempre per i vostri diritti, vi mettono in casa famiglia.
Intendiamoci a volte la casa famiglia vi salva la vita, quando ci sono dei genitori pazzi o criminali che fanno del male ai loro figli, allora è bene trovare rifugio in una casa famiglia, ma devono essere casi estremi non vi sembra?
No, in casa famiglia ci si va sempre più spesso perchè non viene rispettato il diritto alla bigenitorialità!
Cose da pazzi.
Anzi sono usciti da poco degli articoli sui giornali italiani scritti da persone che si interessano ai diritti dei bambini che denunciano ci sono interessi economici dietro alla facilità con cui si mandano in casa famiglia i bambini. Una vergogna, ma nessuno dice niente.
Pensate che in Italia non esiste neanche un registro dei bambini che sono stati mandati in casa famiglia, nessuno sa con certezza quanti sono i bambini tolti alle famiglie e a volte ci rimangono per tanti anni, dimenticati.
Altro che 20 novembre, vi sembra?
Eppure ai grandi quando le cose gli interessano le sanno fare bene, ad esempio per le macchine, che ai grandi piacciono molto, c’è un registro, preciso, tenuto benissimo, che conta tutte, ma proprio tutte le macchine che girano per le strade, che ti dice chi è il proprietario e dove vive; per i bambini nelle case famiglie, no, questo registro non c’è, questi bambini sono meno importanti delle macchine, anche di quelle vecchie.
Insomma per queste ragioni e per tante altre che non vi ho scritto, penso che il 20 novembre non si dovrebbero festeggiare i diritti dei bambini perchè mi sembra di prendervi in giro.
Io non festeggerò un bel nulla, ve lo prometto.
I diritti dei bambini sono una cosa seria, perchè per un diritto violato c’è un destino spezzato, per una PAS diagnosticata c’è un crimine commesso contro un bambino e spesso un abuso non riconsociuto, per una falsa alienazione genitoriale c’è un irresponsabile mancanza di ascolto, per un diritto alla bigenitorialità imposto con la forza c’è un trauma causato ad un bambino, per un bambino messo in casa famiglia senza ragione c’è una violenza senza fine.
I grandi quando festeggiano seriamente per i diritti che gli interessano fanno coincidere le date con avvenimenti importanti, spesso ricordano dei sacrifici compiuti da eroi, da uomini valorosi.
Il 20 novembre dovrebbe essere ricordato come la giornata della vergogna fin quando i bambini non verranno davvero tutelati e difesi.
Il giorno dei diritti dei bambini dovrebbe essere invece il 16 aprile quando è stato barbaramente ucciso Iqbal Masih, un bambino pakistano venduto ad un fabbricante di tappeti a soli cinque anni come schiavo, Iqbal lavorava fino a 16 ore al giorno. Questo bambino a nove anni scappò dal suo aguzzino e diventò un attivista del fronte di liberazione del lavoro schiavizzato, contribuì a liberare migliaia di bambini schiavi e a 12 anni, mentre andava in chiesa, fu avvicinato da una macchina dai vetri oscurati e ucciso a colpi di pistola.
I grandi si sono dimenticati di questo gigante e di questo eroe e il lavoro minorile, la schiavitù è ricominciata in tutto il mondo.
I grandi si dimenticano delle cose che non gli interessano o che sono scomode da ricordare.
Ecco il giorno internazionale dei diritti dell’Infanzia non dovrebbe essere il 20 novembre (festa dell’ipocrisia degli adulti) ma il 16 aprile per ricordare un eroe bambino.
E per l’Italia?
Per l’Italia dovremmo ricordare ad esempio il 7 agosto, giorno in cui fu ucciso (7 agosto 1993) Lorenzo Paolucci da Luigi Chiatti, che usò una violenza spietata a Lorenzo perchè lo stesso Chiatti aveva subito violenze da bambino.
Da quel giorno il padre di Lorenzo, Luciano Paolucci, ha passato la sua vita ad impegnarsi a favore dei diritti dei bambini ed è oggi co-presidente del Movimento per l’Infanzia. E’ un onore averlo con noi.
Altro che 20 novembre.
Per ricordare che la violenza a danno dei bambini se non si interrompe diventa una catena: 7 agosto giornata nazionale per la prevenzione dalla violenza contro i bambini.
E dovremmo ricordare anche il 25 febbraio 2009, giorno in cui Federico Shady Barakat, a soli nove anni, venne ucciso dal padre durante un incontro protetto. Federico e la sua mamma avevano tante volte messo in allarme le istituzioni che le sue minacce del padre erano pericolose, ma era più importante il diritto alla bigenitorialità che dare retta alle paure di un bambino e della sua madre. E abbiamo visto come è finita.
Oggi Antonella Penati è responsabile per la regione Lombardia del Movimento per l’Infanzia ed è un onore averla fra noi.
Questo è il Movimento per l’Infanzia.
Io ricorderei anche il 25 febbraio come giornata nazionale per la prevenzione della violenza in famiglia a danno dei bambini.
Ecco bambini, a me queste sembrano cose serie e noi del Movimento presenteremo formale richiesta per queste tre ricorrenze, perchè vengano riconosciute a livello internazionale e nazionale.
Visto il sacrificio dei bambini che sta dietro queste date, non potranno essere usate per facili celebrazioni o per festeggiamenti, non c’è nulla da festeggiare, c’è da rimboccarsi le maniche e lavorare.

20 novembre 2013 Girolamo Andrea Coffari
presidente del Movimento per l’Infanzia

Lascia un commento