1bambina
Se il nazismo era un sistema di potere sistematicamente finalizzato a creare ingiustizia, violare la dignità, umiliare gli affetti, recidere le relazioni, limitare la libertà delle persone, l’adultismo è un sistema di potere sistematicamente finalizzato a creare ingiustizia, violare la dignità umiliare gli affetti, recidere relazioni, limitare la libertà dei bambini.
Del nazismo ce ne siamo liberati, dell’adultismo ne siamo da sempre schiavi.   Portare via i bambini dalle famiglie perché nel bambino “c’è un rischio evolutivo”, perché è stata diagnosticata la “Sindrome di Alienazione Parentale” perché non è stata rispettata la bigenitorialità, perché la famiglia vive un disagio economico, perché la madre presenta aspetti di “invischiamento” e magari portarli via con violenza, fra le urla, gli spintoni, le pattuglie delle forze dell’ordine è una forma di nazismo, è cagionare traumi devastanti proprio ai bambini che si dice di proteggere, ma chi se ne rende conto?
Nessuno, perché siamo tutti dentro, mani e piedi, in questo delirio che percepisce i figli come oggetti di diritto e non come soggetti di diritto e non ne considera la dignità e i bisogni.   Leggo delle Consulenze d’Ufficio che sono manifesti deliranti dell’adultismo-nazismo, privi di umanità, competenza, logica, pietà verso i bambini, ideologicamente schierate per negare ascolto e dignità ai bambini e spesso alle madri, alle donne che frequentemente sono altre vittime.
In Italia, come in tutto l’Occidente c’è un problema enorme che riguarda la violenza contro le donne e i bambini, un fenomeno sommerso di enormi proporzioni, ma il dibattito culturale per questi attivisti dell’adultismo è centrato sulla bigenitorialità, sulla alienazione. In un caso capitatomi recentemente in una regione del nord Italia, una bambina ha lamentato di essere stata maltrattata, insultata e umiliata dal padre e ha mostrato difficoltà nel vederlo, la madre ha confidato violenze gravi subite negli anni, nel frattempo anche la seconda donna di quest’uomo lo ha denunciato, il Consulente Tecnico d’Ufficio chiamato dal Giudice, venuto a conoscenza delle denunce, delle confidenze della bambina, anziché proteggere le vittime, ha diagnosticato il mobbing genitoriale (ma questa gente prima di fare le relazioni cosa legge il manuale delle giovani marmotte?) la PAS e la PA, con una relazione che è una catena ininterrotta di posizioni deliranti, prive di logica.
Questi consulenti, aderenti alla corrente di pensiero inaugurata da Gardner, seguaci di questo perverso, lo citano, lo commentano ancora oggi che oramai si sa cosa ha scritto, eppure ci sono Giudici (sempre meno) che gli vanno dietro, assistenti sociali (sempre di più) che si allineano acriticamente, perché?
La risposta è semplice, questi Consulenti contano sulla indifferenza della gente, sull’ignoranza e su una base condivisa di adultocentrismo diffuso, sctrisciante che ancora oggi ci fa percepire il bambino come una proprietà non come un proprietario della sua identità. L’adultismo finirà, come tutte le perversioni ideologiche, ma lascerà sulla strada le vittime innocenti di questa assurda guerra.
Finisco il mio intervento come sempre, perché è l’unica speranza che in questo momento vedo: impegnatevi nel Movimento per l’Infanzia, se cresceremo avremo voce e potremo far cambiare le cose. Crescere significa aumentare il numero su fb (dateci una mano anche per questo), crescere significa iscriversi al Movimento per l’Infanzia, mettersi in contatto con i responsabili regionali e, insieme, partecipare attivamente. grazie
Girolamo Andrea Coffari – presidente del Movimento per l’Infanzia

Circa l'Autore

Movimento Infanzia