Pas-siamo oltre.

A cura di Vittoria Camboni.

In occasione dell’anniversario della morte di Federico, vi invito a leggere un articolo della Dott.ssa Serenella Pignotti. Con questo scritto, Pignotti si rivolge a chi l’attacca senza argomenti, chi mistifica, chi parla di teorie a fronte dei fatti e dell’indagine. Certo è più facile servirsi dei pre-giudizi piuttosto che costruire dei giudizi. Dedico le parole della dottoressa Pignotti a quelli che scelgono le vie più comode a prescindere, più egoiste, più mortali e che nella morte intendono far rimanere l’umanità.

Gentile Dottore, è interessante riflettere su quanto lei dice…. a lei i contenuti della PAS paiono convincenti? Allora faccia la cortesia di spiegarceli… Purtroppo, uno dei problemi della PAS (e dei suoi sostenitori) è proprio quello di non avere contenuti.

Semplicemente, di fronte al rifiuto di un bambino di trascorrere tempo con un genitore viene tautologicamente assunto che “sia colpa certamente dell’altro genitore e che tutto quello che dice il bambino sia falso“! Punto! Non c’è altro contenuto, rivelando così l’enorme problema del genitore cosiddetto alienato come dell’esaminatore: l’incapacità a criticare in modo costruttivo il proprio comportamento e la relazione che questi ha costruito col figlio.

Non ci sono esami da fare, accertamenti, valutazioni, il genitore “alienato” non viene neanche sentito. È sempre innocente, per definizione. I fatti ed i comportamenti, passati e presenti, non contano nulla. A far che rappresentarli al magistrato, che notoriamente, non è “esperto”, non a caso chiede continuamente CTU…?  E’ certamente colpa del bambino e dell’altro genitore. Guarda caso, generalmente, la madre!

Poco importano i fatti, oggettivi e dimostrabili: botte, maltrattamenti, urli, minacce, violenze, incuria, assenza da casa, tradimenti, amanti, relazioni, atteggiamenti sconvenienti, attacchi verbali, psichici, fisici verso le persone e verso le cose. Tutte cose di nessuna importanza: se il bambino rifiuta il padre…  il bambino e sua madre hanno la PAS! E questo è!

Le rimostranze che il bambino fa sono “ingiustificate” e guarda caso, la “ingiustificazione”…la decide lo psicologo di turno. Anche per valutare questa, non c’è un parametro obiettivo, un algoritmo, un dato scientifico…semplicemente ..sono affermazioni ingiustificate!  Lo ha detto lo psicologo!

Che il parametro sia l’onorario che un genitore è disposto a pagare al consulente? Ma guarda???…potrebbe essere! E sarebbe un bel macello!!!

Ma purtroppo in questo nostro Paese così allo sbando, affogato nella corruzione e  nel clientelismo, il conflitto di interesse non è di interesse alcuno! E allora compriamoci i figli in tribunale e compriamoci la vendetta sull’ex-coniuge, con il timbro della Giustizia.

Per cui, caro Signore,  Lei ha ragione, non sono affatto una esperta di PAS…in effetti in 30 anni di pediatria ho avuto da studiare malattie, disturbi, disordini, sindromi ben più gravi e ben più reali. La spazzatura non rientra nel mio curriculum.

Ha presente quelle cose che fanno morire i bambini, che distruggono i genitori, che costano migliaia di euro allo stato, che fanno perdere scuola, lavoro, la vita intera, che creano disabilità, che rovinano le famiglie. Quelle cose, vere, drammatiche che dimostriamo con esami di laboratorio, di radiologia, con esami obiettivi, con anamnesi accurate…che ci costano ore ed ore di lavoro e che scriviamo in cartella anche a rischio di essere portati in Tribunale se sbagliamo e se causiamo danno?

E già perché, caro dottore, un’altra differenza tra noi è questa: noi medici a volte sbagliamo e se questo accade finiamo in Tribunale e, se la causa prende una certa piega, ci portano via anche la casa, ci pignorano lo stipendio…un bel macello! Non mi risulta vi sia uno psicologo condannato ad un risarcimento, né un consulente tecnico, né tantomeno un magistrato.

“Noi” (visto che LEI fa distinzioni di classe, invece che di esperienza come faccio) dobbiamo stare attenti a diagnosticare e curare quelle malattie vere, gravi, difficili da inquadrare. E bisogna basarsi su quella cosa che si chiama EBM, o medicina basata sull’evidenza, evidenza fondata su studi seri, validati, riproducibili, pubblicati su riviste accreditate. Se evidenza non c’è…difficile difendersi in Tribunale per una terapia, una diagnosi inventate, inesistenti o inappropriate. Insomma, diagnosi spazzatura!

Ma lei forse obietterà che  questo è il mondo degli ospedali, quelli dove si muore di malattia, quella indotta dalla natura, non dei Tribunali dove si muore di malagiustizia, quella indotta dagli uomini. E’ vero!!! Ha perfettamente ragione.

In effetti non sono un’esperta di PAS. Non ho tempo per la spazzatura. Devo guarire i bambini, curare le famiglie e difendere anche me stessa. Già mi sveglio da 30 anni alle 5 del mattino per studiare. D’altra parte, lei capisce, 40 ore a settimana in ospedale, tre figli, la casa, se non studio la mattina alle 5.00 quando riesco ad aggiornarmi? Perché per l’appunto i medici devono anche aggiornarsi, non bastano 4 anni di corso di laurea e neanche 6+4+4.  

E appunto…aggiorna che ti aggiorna…ho incontrato una idiozia che non ha uguali in medicina, ma che, per l’appunto…. fa guadagnare tanti soldini a tanti personaggi che magari non hanno mai visto un bambino, fatto salvo quelli spaventati e distrutti che si incontrano nelle aule dei Tribunali, nè mai lavorato in Aziende dello Stato, non hanno curriculum verificabili, non hanno la minima idea di cosa significhi ascoltare un bambino o valutare il suo comportamento, né i suoi genitori, se non perché “per laurea” si attribuiscono tale capacità. E trovi magari i tuoi figli “valutati” da uno psicologo dello sport che bambini non ne ha mai visti o ti trovi valutata la tua “genitorialità” da un signore che non ha neanche capito che quella famiglia può essere stata sconquassata da una malattia devastante,  ed invece di focolizzarsi su quella e sulle sue drammatiche conseguenze ti parla del complesso di Edipo che avevi col babbo, d’altra parte….è un “gioco di aquiloni”. In due parole… viene confusa la parola “esperto” con “teorico”, ed i magistrati non se ne accorgono, o non se ne vogliono accorgere.

E, fortuna loro, questi “teorici”, invece, non rischiano niente. ….nessuna causa o richiesta danni. Nessuna incognita! Possono raccontare che il buon Dio è morto di sonno, presentare relazioni senza alcuna referenza scientifica, scrivere un delirio di fandonie su un disegno di un bambino: ma l’aquilone lo ha disegnato prima o dopo il fiorellino?  e mentre la mamma disegnava il prato o il babbo la montagna … che succedeva … ed ecco la PAS, per forza! E’ evidente dall’aquilone!  

E giù considerazioni allucinanti sulla “genitorialità” di questi due poveretti, padre compreso. Naturalmente della “genitorialità” del CTU in questione nessuno sa niente, magari ha famiglia distrutta, figli rovinati, o forse non ha mai costruito niente ed è pieno di livore …. Tutto oscuro! Ma  meglio così…… così non andiamo a valutare i vari transfert etc… d’altra parte tutto ciò è altrettanto vero nel folto gruppo degli assistenti sociali…chi ha mai valutato i “valutatori”! E se quelli buoni e capaci fossero proprio i “periziandi” e fossero mal-valutati da “periti” che sono dei cialtroni con vite sconquassate??? Ma i magistrati si domandano a chi affidano consulenze e relazioni? E’ sufficiente una laurea magari presa da eterni fuori corso e col minimo dei voti, e/o un concorso magari passato in chissà che modo, per ottenere la qualifica di “esperto” e la fiducia dei magistrati?

In effetti sono anche un’acerrima nemica della PAS, ha ragione! Le confesserò che è successo così… per colpa di uno dei miei difetti più gravi, la curiosità….sa quella cosa che serve tanto agli scienziati, ai ricercatori, che ha mandato avanti la scienza per migliaia di anni, che è un dovere per uno studioso, perché difende la gente e la scienza dalle menzogne, dalla malasanità, dai malfattori…la curiosità, l’intuito….di cui sono drammaticamente malata….e sono andata con le mie ricerche in America dove questa melma è nata, a leggermi le carte.

Il signor Gardner per me ha pochi segreti, ho letto libri, recensioni, articoli…. La sua discussa laurea in medicina, la sua inesistente specializzazione, il suo inesistente lavoro coi bambini. In realtà un medico militare che lavora nella germania post-nazista (non a caso la colpa dell’ “atteggiamento moralistico verso la pedofilia della società” è colpa della cultura giudeo-cristiana), che poi torna e scopre come lucrare nei tribunali, con i suoi 500 dollari a visita di 25 anni fa. Allontanato dalla Columbia University che non vuole avere rapporti con lui proprio da quando comincia a farneticare sulla PAS, con le sue lotte a sostegno della pedofilia, per la liberazione dei pedofili dalle carceri, per le richieste di risarcimento ai pedofili. Come quello che ha fatto iniseme ad Underwager ai bambini ed alle donne, i suicidi e gli omicidi di cui sono responsabili. Come il loro tremendo suicidio a 3 mesi di distanza  l’uno dall’altro…ma guarda….!!!! E dobbiamo traslocare tutta questa melma nel nostro paese? E come mai? Proprio ora che negli Stati Uniti se n’è presa coscienza ed i magistrati fortemente invitati a non permettere a quella parola ed alle altre da lei derivate di entrare nei tribunali che si occupano di bambini.

Perché ne sono un’acerrima nemica, mi domanda? Perché purtroppo la PAS porta a morte sa, caro signore? Gli americani li chiamano “stark outcomes”…quando la melma entra in Tribunale dove la gente arriva, esausta, a chiedere un’ ultima protezione,  la melma porta a morte. E non solo in America…

Le devo ricordare Federico? Vergogna per l’Italia intera. Morto a Milano durante un incontro protetto, trucidato dal padre con otto coltellate ed una revolverata. Federico che si è difeso fino all’ultimo, lottando da solo, con le manine ferite dalle coltellate….durante un incontro protetto…. ma protetto da chi? Dalla pioggia? Dalla neve? Da chi lo proteggevano quelle assistenti sociali, quegli educatori, quei magistrati?

Dove era chi lo doveva proteggere?

Ancora non lo sappiamo. Gli italiani dovranno sapere che in Italia, assistenti sociali, psicologi e magistrati mettono i bambini a rischio in incontri falsamente protetti dove non sono protetti da omicidi efferati, e soffrono da soli una lunga agonia.

Se c’era la sua mamma, il bambino non moriva o morivano entrambi! Lei si che lo avrebbe difeso!

E sa che la madre, era definita “ipertutelante” ed “invischiante”? E che assistenti sociali, educatori e psicologi avevano persino programmato una visita libera all’acquario di Genova per il giorno dopo. Pensate che diagnosi adeguate! Che capacità valutativa! Quell’uomo non aveva segreti per loro!

Il bambino aveva paura del padre, la madre aveva paura del marito, da lì a tre giorni si sarebbe aperto un processo per tentato omicidio della moglie e del figlio…la madre si era raccomandata di interrompere gli incontri in quella fase così pericolosa, ma era una appiccicosa, ipertutelante, malevola e maligna che ostacolava un sano rapporto padre/figlio, indispensabile per la crescita. Di chi? Dell’omicida!. Ed i rapporti col padre NON SI INTERROMPONO, neanche se si rischia la vita! Perché sennò da grande i bambini soffrono di una MAI dimostrata psicopatologia! Se vi arrivano, ad essere grandi!

L’ultima cosa che il bambino ha detto alla mamma è stato “io voglio parlare col Giudice, mamma, sono un bambino di quasi 9 anni, voglio dirlo a lui perché il babbo mi fa paura, quelle signorine non mi ascoltano!”.

Quelle signorine erano le assistenti sociali. Non è stato MAI ascoltato Federico, per la cultura melmosa della PAS, che fa stragi e che imbavaglia madri e bambini! E che lo ha trucidato, lui, suo padre e la sua mamma!

O forse le devo ricordar Davide ed Andrea uccisi dal padre nel luglio scorso, dopo una serie infinita di messaggi alla madre dove dichiarava senza mezzi termini che li avrebbe uccisi, che non ci sarebbe stato alcun divorzio ma un funerale. Ha pianificato con cura l’omicidio e li ha uccisi.

Ma figuriamoci se si interrompono gli incontri con un padre violento, anche qui fior di assistenti sociali e psicologi di mezzo, nessun colpevole? Cosa vuole che sia la prudenza…è la PAS la vera epidemia di maltrattamento  su cui impegnarci, non la violenza!

O le devo ricordare la donna di Torino che si è lanciata dal balcone, o quella campana che si è uccisa in bagno. O il nonno dei bambini di Battipaglia che è morto pochi giorni dopo l’ennesimo incredibile rifiuto del Tribunale di fargli almeno vedere i nipotini. Un uomo sano, ancora giovane, che ha curato per 40 anni i bambini degli altri…ma era un “invischiante” e la figlia aveva la PAS.

Le devo ricordare che questi bambini sono ancora deportati in una casa famiglia, senza alcun perché! Senza contatti coi familiari, eccetto la madre due ore a settimana, gli amichetti, la vita di prima, nulla! E perché? Per la PAS!

Ma lei dirà “tutte persone fragili”,”problematiche”…è un gioco di aquiloni! E’ no caro signore, tutta gente distrutta, stritolata da un meccanismo perverso, proprio nell’ultima spiaggia dove hanno cercato rifugio, conforto e tutela: le aule dei Nostri Tribunali! Nostri, dei cittadini che ne hanno bisogno.

Si muore di PAS caro signore, e per chi, come me, ha lottato 30 anni in ospedale per strappare alla morte bambini condannati dalla natura, è intollerabile vedere condannare a morte bambini e famiglie per mano dell’uomo, della sua ignoranza culturale, della sua voglia di lucrare sui sofferenti.

Ma non c’è solo la morte. Vogliamo parlare della figlia della signora Ginevra di Roma, che nel paese della “bigenitorialità” non vede la mamma da anni, strappatale all’età di 18 mesi, con danni incalcolabili alla sua salute mentale e per sempre. Le devo ricordare gli studi che lo dimostrano?

Ma certo gli esperti in ballo in quel caso non hanno ritenuto informare di tali studi il magistrato che sostiene che “il trauma del distacco dalla madre è enorme ma…non esiste più se la bambina sta con uno che conosce e che la cura”! E dove l’hanno letto questo, qual è il lavoro che lo dimostra?

In realtà la prognosi è disperata: per la bambina, per la madre, per la società! Quella bimba crescerà, conoscerà gli eventi, addebiterà al padre ed alle istituzioni la colpa di tutto, avrà una probabilità di morte per suicidio 4 volte più alta dei suoi coetanei che non hanno sofferto il trauma del distacco forzato dalla madre, è a rischio di depressione, di bassa autostima, etc etc..lo dimostrano gli studi. Ma gli esperti in questione? Non li hanno letti? O vi sono altri interessi più grandi che non ci è dato conoscere rispetto a quelli della crescita armonica di una bambina? Mi dicono che la madre è maestra e continua a curare i figli degli altri? Come mai se non può NEANCHE VEDERE SUA FIGLIA???

Ma, come Lei dice, io non sono “un’esperta”, e quindi ancora attendo che gli “esperti” mi forniscano i dati su cui si basa una tale incredibile affermazione e le conseguenti, drammatiche decisioni che quei magistrati hanno preso. Ma non solo, che hanno anche confermato quando, dopo tre mesi dalla sottrazione coatta della bimba alla madre, sono state dimostrate e prodotte in tribunale le stigmate del danno subito, della involuzione della bambina. E questo costa la vita e l’avvenire ad una bambina. E senza che nessuno paghi.  Ma con un mettersi la coscienza in pace con un non provato  “il trauma non esiste più!”

D’altra parte la madre, che fa l’insegnante da sempre senza alcun problema, a qualche incredibile test mal somministrato e non validato è stata diagnosticata “poter sviluppare in futuro atteggiamenti pericolosi”…in futuro! Forse! E per questo le si leva la figlia, pur lasciandole fare la maestra.

Mentre i test non valevano per il padre di Federico per quello di Andrea e Davide, di una piccola Nicole, di tre anni, uccisa a fucilate dal padre….…e di chissà quanti altri. 

O forse, lei, caro dottore,  non ha ascoltato questa telefonata di una bambina internata in casa famiglia!

http://www.youtube.com/watch?v=ty1PdWOKo5E&feature=share

Ci faccia il piacere di fare la sua diagnosi. Io, senza aquilone, diagnostico un gravissimo trauma infantile, si chiama stress tossico, che inciderà per sempre su ogni settore della sua vita da adulta. Sempre che ci arrivi, ad essere adulta. Mi viene in mente una bambina disperata, impaurita, sola! Priva del contenimento che solo una madre sa dare. Priva del sostegno, dell’acccoglimento, della consolazione. Una bambina tanto disperata da urlare contro sua mamma, da accusarla di non volerle bene, di essere cattiva. Da non riuscire a parlare dai singhiozzi, dalla mancanza d’aria. Mi viene in mente la crudeltà di chi avrebbe il potere di risolvere la situazione e non lo fa, rovinando due persone per sempre: la bimba e la madre! Ed il padre dov’è? E’ un buon padre chi ascolta una telefonata così e non corre da sua figlia e non la riporta dalla madre? E’ un buon padre chi non interpella un esperto, un esperto vero per chiedere se ci sono studi  sui traumi che eventualmente sua figlia potrà riportare? E una volta che conosce tali studi non corre a liberare la figlia?

E si immagini quanti casi potrei ancora portarle.

Ma funziona così ..più il padre è violento, maltrattante e non fa il padre, e più la madre ed il bambino hanno la PAS…fino a morirne…bisogna solo capire se è la PAS che conduce a morte o la malagiustizia e la corruzione che ci sguazzano sopra.

Come lei saprà sono infatti i padri abusanti che chiedono l’affidamento e la custodia, per mantenere la sopraffazione sui figli e sulla ex-moglie.

Non si dica alle donne, per cortesia, di denunciare i mariti, o padri dei propri figli. Non si dica di ricorrere alla giustizia, di avere la forza, il coraggio di tirare via i figli dalla violenza! Si cambia solo tipo di violenza: da quella del marito a quella dello stato! E via i figli, in casa famiglia, con rapporti interrotti! Quante donne maledicono sé stesse per avere denunciato!

In effetti, ha ragione, sono un’acerrima nemica della PAS: mi piace più portare in Tribunale la verità, e permettere AL MAGISTRATO di fare la SUA sentenza basata su fatti e comportamenti, tralasciando gli aquiloni. Queste sono le mie CTP e CTU, con tanto di riferimenti scientifici seri e non citazioni da google!

Ma forse lei che ben più di me è esperto perché, come lei dice, “psicologo” o forse psicoterapeuta o quant’altro… ne capisce più di me, tra un aquilone e l’altro…

Fatto sta che ho compreso i milioni di dollari (euro) che girano dietro la diagnosi di PAS, recentemente e pubblicamente denunciati in accreditate riviste internazionali, mentre io ed i miei colleghi, come degli imbecilli, stiamo qui dietro alle diagnosi di meningite, senza guadagnare altro che il nostro stipendio (misero).

E quindi… siccome non mi piace confondere i quattrini con la medicina, soprattutto sulla pelle di chi sta male, ho preferito dirlo al mondo, per questioni di difesa dell’onore di una professione nella quale profondamente credo e che ho l’onore di praticare.  

Ma anche perché sa… vedere distruggere mamme e bambini, vedere distruggere la più importante relazione della vita di ogni individuo da stolti disonesti che ritengono di “resettare” una creatura per consegnarla ad un maltrattante, se non un pedofilo, mi riesce difficile. Come la mia chiavetta del computer. Quando è infettata da virus…la “formatto” o “resetto” e torna nuova!

Per l’appunto, nei miei miseri studi di medicina mi è stato insegnato che la relazione con la madre è la più importante, e che, si figuri, proprio da questa dipendono tutte le altre, padre compreso…e allora mi riesce difficile distruggere la madre dicendo idiozie sul recupero della relazione col padre, relazione che invece sarà proprio completamente distrutta esattamente dalla terapia imposta da tali “scienziati che inventano la medicina nei Tribunali”.

Inevitabilmente, infatti, la drammatica rottura del rapporto con la madre, procurata da magistrati armati di forze di polizia che circondano donne e bambini,  verrà dal bambino  addebitata al padre.

Perché, in effetti, c’è anche questo caro signore:  i bambini non sono affatto cretini!

Per l’appunto non lo sono ed intuiscono bene, prima di noi, l’esatto cuore delle relazioni. E lo ricordano! Non hanno affatto false memorie. Ed hanno più memoria di noi.

Sono solo piccoli e non si possono difendere ma il cervello gli funziona benissimo, anzi in maniera molto più fresca del nostro. Ed è proprio per questo che la PAS è una grande idiozia, caro signore.

L’eventuale manipolazione, quando anche fosse, produce proprio l’effetto contrario: se un genitore ha una buona relazione col figlio, padre o madre che sia, non esiste manipolazione! Nessuno può intaccare quella relazione. Per sempre, anche dopo la morte di quel genitore.

Se un genitore parla male dell’altro di fronte al bambino, la prima, principale, immediata reazione di quel figlio è esattamente quella che avremmo noi: di  chiusura verso chi parla male e di alleanza col genitore maltrattato! E questo sia per i padri che per le madri, visto che stiamo parlando delle relazioni in assoluto più importanti per la vita dell’individuo.

Non vi è possibilità di “resettaggio”, caro signore. È tutta una bufala. Bisognerà spiegarlo ai magistrati! Le loro terapie coatte di distacco dalla madre e resettaggio, non rappresentano altro che una profonda violenza istituzionale, che mai verrà superata. Un bambino non si “resetta” e bravo genitore non è dimenticabile neanche con disposizione del Giudice.

Né con la “terapia anti-PAS” né con le offese quotidiane. I bambini amano e sono leali ed hanno un profondo senso di giustizia, tutti. È innato. Un padre ed una madre che hanno costruito una buona relazione col proprio figlio, sono intoccabili nel cuore di un bambino e per sempre. Che stiano tranquilli. La loro offesa evoca solo alleanza e tutela! Il bambino si schiera con quel genitore. Padre o madre che sia! O con entrambi se offesi da altri.

Ma guarda! Ma non sarà allora che, nello scenario della PAS chi parla continuamente male della madre è proprio il padre, e, non riuscendo nel suo intento perché così facendo evoca solo una difesa strenua ed una alleanza con la mamma…ha bisogno di una fandonia per realizzare la violenza  suprema cioè l’interruzione del rapporto madre/bambino? Rovinando per sempre suo figlio ed “uccidendo” affettivamente la ex-?

 Già, ma lei è psicologo, chi più di lei dovrebbe essere a conoscenza di ciò. Si figuri io ho fatto solo 6 anni di medicina per arrivare alla laurea, 4 di pediatria, altri 4 di medicina legale, 2 di 2 master di 2° livello e 2 di due perfezionamenti e tutti, mi perdoni, in università statali.

Ma non sono”psicologa e psicoterapeuta”, come lei dice, quindi non sono esperta!

L’unico appunto che le devo fare è che, vede… la parola  esperto non coincide con laureato. Una laurea non conta nulla in questo caso. La parola esperto si rifà ad “esperienza” e la laurea non dà esperienza alcuna. Uno psicologo è semplicemente un misero laureato in psicologia, esattamente come un medico è un misero laureato in medicina, che magari fa tutta la vita l’elettricista o la ballerina o non fa niente.  

Per l’appunto, caro signore, l’esperienza va dimostrata, ed anche valutata.

Io sono “solo” un medico ma oltre TUTTI quegli anni di studio, non quattro, mi sono fatta pure una trentina di anni di intensiva, sala parto etc…il nostro reparto accetta circa 200-250 bambini/anno, che hanno la brutta abitudine di avere altrettanti padri ed altrettante madri e circa un migliaio di nonni. Se poi andiamo a contare fratelli e parenti vari…lei mi capisce…si immagina quanta fauna umana intorno a me? Con quanti ho dovuto stabilire una relazione? Pur in un momento tanto drammatico come quello che i miei “clienti” vivono quando si rivolgono a me? Lo sa che io l’ascolto l’ho dovuto sperimentare sulla mia pelle, di notte in notte, di ora di guardia in ora di guardia??? L’ascolto non si insegna, caro signore, si pratica…e si impara ogni giorno di più.

Caro dottore, se lei crede che un medico con questo tipo di esperienza non sappia cos’è la psicologia infantile, o il gomitolo delle relazioni madre/bambino, padre/bambino, madre/padre/bambino…beh, forse ha saltato qualche seminario nei suoi 4 anni di studio…..magari proprio quelli dove insegnavo io. Perché, dimenticavo, ho anche insegnato per svariati anni alla facoltà di psicologia, statale, naturalmente!

Incarichi formalmente attribuiti, naturalmente!

Alla fine di questa interminabile lettera mi viene da pensare che siano le sue le battaglie ideologiche! Ed in effetti, “arlecchino si confessò burlando”! Che problemi ha con i medici???

Beh!  Ai miei studenti cosa è una madre, cos’è un bambino, cos’è un padre credo, per mia parte, di averlo insegnato e sempre alla luce della scienza, con i dovuti riferimenti, non per una misera “opinione personale”, che ha lo stesso valore di quella del pizzicagnolo, dell’ingegnere, dell’astronauta. Se ha tempo vada a vedere le diapositive delle mie lezioni, le trovano i ragazzi sul web, lei che ha esperienza le trova di sicuro. Magari poi, ha più armi per una critica un po’ più circostanziata.

Purtroppo per lei, caro psicologo che non si qualifica altrimenti, una laurea non conta niente. Uno psicologo è solo un povero laureato, come tutti gli altri. E che ha studiato solo 4 anni. Si cominci a dimostrare il lavoro svolto, la qualità della ricerca, il metodo scientifico, l’esperienza presso enti pubblici, le pubblicazioni scientifiche e le riviste dove vengono pubblicate, gli impact factor e gli indici di citazione, i processi di peer review, come si fa nel vero ambito scientifico per valutare gli “esperti” e, soprattutto, si inizi a pagare gli errori, a pagare in soldoni. Che lei come me rischi i risarcimenti. Ed allora, oltre ad essere più credibile nelle sue osservazioni, vedrà che, nei Tribunali, troveremo più esperti e meno laureati, troveremo gente più cauta, prudente, diligente, perita, e soprattutto onesta. Che abbia capito che il suo lavoro è solo: FARE CONOSCERE AL GIUDICE LA VERITà!

Via i ciarlatani e, chi decide, se sbaglia, paghi! E tanto, perché tanto costa la vita di un bambino, il suo avvenire, il suo equilibrio.  E quello della sua famiglia! E tanto costa questo destino alla società!

In Australia gli psicologi che diagnosticano la PAS vengono espulsi dall’albo, in America perdono il certificato per la pratica, i magistrati rispondono di malpractice. E’ l’ora che il nostro Paese si svegli, che  chi fa le perizie risponda e paghi. Che i magistrati si prendano le loro responsabilità, senza copia/incolla da conclusioni di falsi esperti. L’ordinamento lo abbiamo, esistono i reati di falso in perizia, di omissione di atti d’ufficio, di violenza privata, di lesioni etc, basta cominciare ad usarlo.

E già che ci siamo, vada sul mio sito se ne ha voglia, o su quello della mia Azienda. A differenza di tanti ciarlatani e disonesti, il mio curriculum è lì, in bella mostra, ben visualizzabile e valutabile da tutti: da chi mi può giudicare, cioè tutti quelli, certamente tanti, che ne hanno uno migliore e più ricco del mio, e da quanti devono decidere se fare riferimento a me, per la mia professione oppure no!  Ed infine da magistrati che mi reputino “esperta” e vogliano fidarsi di me! Questioni di trasparenza, e di onestà!

È solo non aggiornato da qualche mese, perché non trovo mai il tempo, ma, casomai, pecca in difetto.

La battaglia ideologica? E di chi? Io non ho niente da dimostrare, è tutto lì ben visibile, abbia la correttezza di rendere visibile il suo  curriculum e facciamo in modo che la gente, i magistrati “ci scelgano”! La battaglia ideologica ho paura sia la sua!

La mia è una battaglia pe la vita, di Federico ne è stato troppo uno! E non me lo levo dagli occhi e dal cuore, piccolo bimbo, abbandonato in una stanza con un folle armato da una generazione di adulti incapaci di difenderlo! Immolato alla malagiustizia!

Ma ci sono ancora tutti gli altri, reclusi in case famiglia, lontani dai genitori, generalmente da  queste stupide badanti non stipendiate che i bambini chiamano madri! Io non voglio essere e non sono complice degli omicidi degli altri. Ma tenermene al di fuori non basta, sarei un Ponzio Pilato, finirò la voce in difesa dei bambini e dei bravi genitori, padri o madri che siano. Acerrima nemica come sono della PAS e di chi crede che i bambini siano cretini e bugiardi!

PS mi chiamo Pignotti e non Pagnotti, anche se…devo ammettere..  sono un pò ingrassata….

(Tratto da: http://www.mariaserenellapignotti.it/?p=671)

 

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