di Alessandro Costantini

               Psicologo-Psicoterapeuta               

 

Tre cose non possono essere nascoste a lungo:
il sole, la luna e la verità.
Buddha

Sessualità infantile, brutta storia…

 Si parla spesso di questo tema e spesso lo si fa in modo errato, distorto e che non esito a definire perverso.

Ritengo che la sessualità infantile non esista.  Non esiste semplicemente perchè la sessualità è una prerogativa di noi adulti: di “sessuale” il bambino ha solamente l’identità biologica e quella di genere, quindi sostanzialmente un “pisellino” ed una “patatina” e la consapevolezza di questa differenza. Essere un maschietto o una femminuccia e averne la consapevolezza non ritengo si possa definire “sessualità infantile”.

 Sessualità è inoltre un termine molto forte e che mal si addice al bambino: la sessualità è data dal connubio tra una fisicità adulta (con la pubertà, quando i caratteri sessuali primari, come lo sviluppo dei genitali, il ciclo mestruale, la spermatogenesi e quelli secondari, come l’aumento del timbro delle voce, la crescita dei peli, lo sviluppo della muscolatura e della conformazione ossea del maschio e della femmina, si sviluppano pienamente, per permettere a questi di unirsi l’un l’altro e garantire così la procreazione e l’evoluzione della specie) che il bambino ancora non ha e una psicologia adulta consapevole (del proprio corpo, del sesso, del piacere erotico), che il bambino ancora non ha.

I bambini spesso possono chiedere ai loro genitori “come sono nati/come nascono i bambini”. Credo che questo rappresenti una loro normale curiosità all’interno di un loro normale sviluppo psicologico e cognitivo. Spesso la risposta dell’adulto che parla della “cicogna” o la risposta un po’ più tecnica dell’ “ape sul fiore” è sufficiente a placare la sete di sapere del bambino.

Vogliamo chiamare sessualità infantile anche questa normale ed innocente curiosità? Dico di no. Dico di chiamarla semplicemente “curiosità del bambino sui fatti della vita che lo riguardano”.

Ritengo che sia sbagliato utilizzare il termine “sessualità infantile”:  significa parlare di quella stessa sessualità adulta, dove cambiano solamente gli attori principali. I bambini. E questo lo trovo estremamente pericoloso.

 Qualcuno potrebbe obiettare dicendo di aver visto molti bambini (a cominciare dai propri figli o ricordando la propria infanzia) che “si toccano” o che sono “interessati” al corpicino dell’amichetto o dell’amichetta. Questo è sicuramente un comportamento molto diffuso tra i bambini e direi anche estremamente normale: si tratta di un semplice comportamento di tipo “esplorativo” con cui il bambino guarda al proprio e all’altrui corpo, genitali compresi. Un’altra motivazione, anche questa non infrequente tra i bambini, è legata all’effetto “ansiolitico” che scaturisce dal toccarsi le parti basse: essendo la zona pubica una zona che dà piacere (ma non ancora in senso sessuale) il bambino può scoprirla come fonte di conforto in un momento di tensione.

 Ma da dove nasce l’idea di una sessualità infantile?

Nasce da un noto personaggio chiamato Sigmund Freud, che all’inizio del secolo scorso fece il bello e il cattivo tempo con le sue teorie. Teorie che purtroppo ancora oggi qualcuno prende per buone e che utilizza in ambito clinico, giuridico, pedagogico e culturale.

Questo oscuro personaggio, senza alcuno studio scientifico condotto sull’infanzia e prendendo come verità assoluta il materiale emerso dalla sua auto-analisi, ha letteralmente “inventato” l’immagine di un bambino che nelle sue testuali parole è “perverso polimorfo” (perverso, perché mira ad una sessualità fine a se stessa, non finalizzata alla procreazione, ma solo al piacere sessuale; polimorfo, perché utilizza più forme, le varie zone erogene, per soddisfare questa sua pulsione sessuale), “incestuoso” (dal momento che per effetto del complesso di Edipo desidera ardentemente fare sesso con il genitore del sesso opposto ed avere da questo dei figli), “malizioso”, “crudele” e addirittura paragonato ad una “prostituta”. Nell’ideologia freudiana il bambino si masturba molto, anche stimolandosi la zona anale e questo rientrerebbe nel suo normale processo di sviluppo.

Voglio riportare in questa sede un passaggio degli scritti di Freud che ritengo essere l’emblema di tutta la sua teoria sul bambino e che spero possa spingerci a riflessioni profonde: ‹‹ Ovviamente non è necessaria la seduzione (l’abuso-N.d.r.) per far svegliare la vita sessuale del bambino, la quale può nascere spontaneamente da cause interne. E’ istruttivo dunque il fatto che sotto l’influenza della seduzione i bambini possono divenire polimorfamente perversi e possono essere spinti a tutti i possibili tipi di irregolarità sessuale. Questo mostra che nella loro disposizione è presente in modo innato un’attitudine ad esse. […] Sotto questo aspetto i bambini si comportano come una donna di tipo medio non istruita, in cui persiste la stessa predisposizione alla perversione polimorfa. In condizioni normali ella può restare sessualmente normale, ma se guidata da un astuto seduttore troverà di suo gusto ogni sorta di perversione, che considererà parte integrante delle proprie attività sessuali. Le prostitute sfruttano la stessa disposizione polimorfa, cioè infantile, ai fini della loro professione; […] diviene impossibile non riconoscere che questa stessa disposizione a perversioni di ogni genere è una caratteristica umana generale e fondamentale ››¹.

Freud inoltre ritiene che gli abusi sessuali infantili non esistano e che quando un bambino (anche un paziente adulto) parla di questo, in realtà sta semplicemente avendo un “falso ricordo”, legato non a fatti realmente accaduti, ma a “fantasie edipiche rimosse”: non è reale l’abuso, ma è reale solamente il tuo desiderio di voler far sesso con i genitori; desiderio rimosso e che dà origine appunto a falsi ricordi.

In tempi più recenti, proprio questo suo concetto del bambino “perverso polimorfo” e della “sessualità infantile” verrà ripreso da un tale Richard Gardner per formulare un’altra teoria non scientifica e scellerata contro i bambini e che chiamerà PAS-Sindrome di Alienazione Genitoriale. Sostanzialmente una pseudo-diagnosi utilizzata da adulti abusanti per difendersi nei tribunali da pesanti accuse di violenza sui minori.

Per Freud e i suoi seguaci il concetto di “sessualità infantile” viene dato di default, come un assioma: posto che il bambino è un perverso con istinti e desideri sessuali edipici (senza dimostrare scientificamente che è così, ma appunto prendendolo per buono), ti spiego il perchè del comportamento dei bambini e di quello degli adulti. Freud ha in questo senso confuso la causa con l’effetto: i bambini hanno fortissime pulsioni sessuali e questo crea una serie di comportamenti invece di comprendere che i bambini assumono comportamenti sessualizzati come conseguenza di un abuso sessuale subito da parte di un adulto.

Sappiamo infatti che l’eccessiva attenzione del bambino ai propri e agli altrui genitali è uno dei rilevatori di un abuso sessuale subito²: proprio perché al bambino non compete la masturbazione, né il coito, nel momento in cui questi mette in atto un comportamento che in qualche modo ricordi queste pratiche, allora evidentemente c’è stata una stimolazione e attivazione sessuale da parte di un adulto, ben consapevole invece della propria sessualità.

Stimolare compulsivamente l’organo genitale, stimolato prematuramente dall’adulto, rappresenterebbe allora una sorta di “ripetizione del trauma” subito. Una “messa in scena”³ per dirlo con Alice Miller, che nel caso dei bambini è spesso espressa anche attraverso quelli che sono i loro canali comunicativi preferenziali come il disegno e il gioco⁴.

Freud ha parlato tantissimo di infanzia, senza aver mai lavorato seriamente con i bambini. Ed ha parlato di “sessualità” infantile”. Maria Montessori (coeva di Freud) e tutti i grandi dell’Infant Research dopo Freud (John Bowlby, Donald Winnicott, Daniel Stern e molti altri) hanno studiato scientificamente lo sviluppo e il comportamento del bambino per moltissimi anni. E non hanno mai neanche accennato a qualcosa che fosse lontanamente collegato ad una “sessualità infantile”. Se digitate su Google sessualità infantile, tra i risultati della ricerca uscirà solo Freud. A voi le dovute considerazioni.

 Se oggi ci basiamo ancora su ciò che ha pensato e divulgato Freud, diventa difficile ostacolare iniziative (si vedano i link in fondo alla pagina)  “contro il bambino” ed evidenziarne l’infondatezza scientifica e l’orrore. Se a monte c’è l’idea di un bambino “naturalmente perverso” con “fantasie incestuose”, come posso credere ad un bambino realmente abusato o maltrattato?

 In conclusione, ritengo che parlare di sessualità infantile sia semplicemente un pretesto per aprire la società e la cultura ad una graduale legittimazione della pedofilia, strumentalizzando questo tema per poterne fare il cavallo di battaglia di pedofili e apologeti della pedofilia. Nello specifico sottolineando i seguenti perversi e pseudo-scientifici principi:

– il bambino ha una sua sessualità e ricerca attivamente e consapevolmente il proprio piacere erotico;

– il bambino spesso “seduce” l’adulto che, ahimè, a volte si vede costretto a rispondere alle sue avances sessuali;

– il sesso tra adulto e bambino è normale e comunque non così grave;

– quando il bambino fa riferimento ad abuso sessuale, in realtà sta fantasticando un suo desiderio rimosso che l’abuso avvenga realmente. Comunque non è in alcun modo credibile;

– un bambino che si tocca compulsivamente e/o mette in atto atteggiamenti sessuali non sta manifestando sintomi/indicatori di un abuso sessuale subito, ma sta semplicemente dando libero sfogo alle sue più forti e naturali pulsioni sessuali.

 Come possiamo aiutare, psicologicamente e giuridicamente, un bambino abusato se a monte partiamo da siffatti presupposti?

Ricordiamoci che sessualità e infanzia sono due mondi non conciliabili. Chi ci vuole convincere di questo sta mentendo, mentendo consapevolmente a vantaggio di una gratificazione, giustificazione e legittimazione della propria sessualità adulta perversa.

 Per chi volesse saperne di più e approfondire il discorso freudiano sul fanciullo:

 http://mammamia.corriere.it/2014/04/18/un-libro-contro-freud-e-contro-genitori-distaccati-e-mai-troppo-amorevoli/

Per approfondire le scellerate iniziative, proposte e dichiarazioni rispetto al diritto del bambino ad una sua vita sessuale e ad una progressiva legittimazione del sesso tra adulti e bambini, qui:  http://www.movimentoinfanzia.it/attenti-bambini-luomo-nero-si-nasconde-nella-cultura-prima-parte/

 e qui: http://www.movimentoinfanzia.it/attenti-bambini-luomo-nero-si-nasconde-nella-cultura-seconda-parte-2/

 

Note bibliografiche

1 Freud S. (1905). Tre saggi sulla teoria sessuale (tr.it.), in Freud Opere 1886-1905, Roma, Newton Compton, 2004.

² Sgroi S., Bunk B., Wabrek C. (1988). Children’s sexual behaviors and their relationships to sexual abuse, in Vulnerable Populations, Vol. 1, Lexington Books, Lexington, MA, pp. 1-13; Monteleone J. A. (1996). Gli indicatori dell’abusi sessuale infantile. Gli effetti devastanti della violenza fisica e psicologica (tr. it.), Torino, Centro Scientifico Editore, 1999.

 ³ Miller A. (1979). Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé (tr. it.), Torino, Bollati Boringhieri, 2002.

 ⁴ Spring D., Shattered Images: Phenomenological Language of  Sexual Trauma, Magnolia street Publishers, Chicago, IL, 1993.

 

 

 

 


 

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Movimento Infanzia